Il 24 e 25 luglio esperti regionali e nazionali si confronteranno su diagnosi precoce, sorveglianza, formazione e strategie integrate per contrastare l’antimicrobico-resistenza in ambito ospedaliero
Sassari, 23 luglio 2026 – Due giornate di approfondimento scientifico dedicate a una delle principali sfide della sanità moderna: il contrasto alle infezioni sostenute da microrganismi multiresistenti. Si svolgerà il 24 e 25 luglio, nell’Aula Magna del Complesso Biologico di viale San Pietro 43/B, il convegno “Diagnosi precoce, Trattamento, Sorveglianza e Formazione per il contrasto alle infezioni sostenute da microrganismi multiresistenti in ambito ospedaliero”, organizzato nell’ambito del Progetto di Ricerca Interdisciplinare – DM 737/2021, promosso dall’Università degli Studi di Sassari in collaborazione con l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari.
L’iniziativa riunirà specialisti provenienti da diversi ambiti disciplinari con l’obiettivo di fare il punto sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle strategie di prevenzione, diagnosi e controllo dell’antimicrobico-resistenza (AMR), fenomeno riconosciuto a livello mondiale come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello globale, con un forte impatto sia in termini di mortalità che di costi per il sistema sanitario.
I lavori prenderanno il via nel pomeriggio di venerdì 24 luglio con i saluti istituzionali e la presentazione dei risultati delle indagini di primo livello, di secondo livello e di formazione sul campo (PROCARe Sardinia e Indagine sull’adesione all’Igiene mani rivolta ad operatori e pazienti). Seguiranno una lettura magistrale dedicata all’antimicrobico-resistenza nel paradigma One Health e numerosi interventi dedicati all’epidemiologia, alla sorveglianza microbiologica, alla genomica applicata e ai risultati dei principali progetti regionali, oltre a una tavola rotonda conclusiva.
La seconda giornata, sabato 25 luglio, sarà dedicata a temi cruciali come la sorveglianza delle infezioni in terapia intensiva, gli studi di prevalenza, il monitoraggio molecolare nelle acque reflue, il ruolo delle vaccinazioni e la comunicazione della salute nella lotta all’AMR.
L’iniziativa ha permesso di implementare percorsi diagnostici e di prevenzione all’avanguardia per contenere la trasmissione dei patogeni più pericolosi nei reparti ospedalieri. «I risultati del Progetto 737 testimoniano la straordinaria sinergia tra la ricerca scientifica del nostro Ateneo e le esigenze clinico-assistenziali – spiega Paolo Castiglia, direttore della Direzione medica di presidio dell’Aou di Sassari e responsabile del progetto – Integrare le più recenti tecnologie di sorveglianza genomica nei percorsi di cura dimostra come l’Università sia in prima linea nell’innovazione medica e nella tutela della salute pubblica, formando professionisti capaci di affrontare le sfide sanitarie del futuro».
«Grazie a questo progetto abbiamo valutato protocolli molecolari per identificare tempestivamente i pazienti colonizzati da batteri resistenti agli antibiotici di ultima generazione, accelerando i tempi di diagnosi e permettendo un isolamento precoce del paziente – sottolinea Andrea Piana, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Sassari – Con l’impiego del sequenziamento genico e l’estensione delle strategie ‘search and destroy’ per l’MRSA nei reparti a maggior rischio come Rianimazione, Ematologia e Chirurgie specialistiche, abbiamo dimostrato che la genomica non è solo ricerca teorica, ma uno strumento operativo fondamentale per tracciare i ceppi ed evitare la diffusione di infezioni in ospedale».
La ricaduta pratica di queste attività punta direttamente a migliorare gli standard di sicurezza per le persone ricoverate e per gli operatori. «Garantire la sicurezza delle cure nei nostri reparti è la priorità assoluta dell’Azienda – precisa Lucia Anna Mameli, direttrice sanitaria dell’Aou di Sassari – I protocolli di screening e prevenzione sperimentati, soprattutto nelle aree critiche in cui risiedono i pazienti più vulnerabili, ci offrono un modello organizzativo concreto ed efficace per abbattere il rischio di infezioni correlate all’assistenza».
Un approccio che affianca alla diagnostica di precisione anche un forte investimento sul piano comportamentale ed educativo. «I programmi di sorveglianza rapida e le indagini conoscitive svolte sul personale dimostrano che l’antimicrobico-resistenza si combatte con un approccio integrato – conclude Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’Aou di Sassari – Da un lato serve l’investimento in tecnologie diagnostiche all’avanguardia, dall’altro occorre promuovere la cultura della prevenzione, l’igiene delle mani e la corretta gestione degli antibiotici. Come Aou continueremo a sostenere questi progetti innovativi per elevare costantemente la qualità dei nostri servizi sanitari».
L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto tra professionisti sanitari, ricercatori e istituzioni per condividere esperienze, risultati e prospettive future nella prevenzione e nel controllo delle infezioni correlate all’assistenza, contribuendo a consolidare il ruolo dell’Aou di Sassari e dell’Università degli Studi di Sassari nella ricerca e nell’innovazione in ambito sanitario.