giovedì, 23 Luglio 2026

Ecco le 5 operazioni che pesano di più sul SSN: fino a 8,500€ a paziente

Liste d’attesa, costi in aumento e invecchiamento della popolazione: il Servizio Sanitario Nazionale si trova davanti a una pressione crescente sulla capacità di garantire cure tempestive. Secondo un’analisi elaborata dal Gruppo GAPMED – provider di servizi e soluzioni tecnologiche per il settore healthcare – sui più recenti dati SDO e ISTAT, nel 2024 la spesa del SSN per i ricoveri ospedalieri ha raggiunto i 28,6 miliardi di euro, con un incremento del 7,9% rispetto ai 26,5 miliardi del 2020. Un trend destinato a rafforzarsi nei prossimi anni per effetto dell’invecchiamento della popolazione: nel 2025, considerando il maggiore fabbisogno di cure degli over 50, il loro impatto sul SSN equivaleva a quello di 83,8 milioni di persone, quasi tre volte il loro numero effettivo, e questa domanda assistenziale è raggiungerà i 94,9 milioni entro il 2040. Le proiezioni indicano una crescita del fabbisogno di risorse assistenziali del 10,4% entro il 2036 e del 13,2% entro il 2040, evidenziando come il sistema sia chiamato a sostenere un numero crescente di pazienti nelle fasce più fragili.

In questo scenario, gli interventi chirurgici ad alta frequenza rappresentano uno dei principali fattori di pressione: oggi le cinque operazioni più frequenti coinvolgono circa 1,2 milioni di pazienti ogni anno e generano un costo complessivo per il SSN di circa 3 miliardi di euro. Nonostante l’entità delle risorse impiegate, la capacità complessiva del sistema sanitario non è ancora sufficiente a rispondere alla domanda: le liste d’attesa rimangono infatti un nodo strutturale che coinvolge strutture pubbliche, convenzionate e private, con tempi che per alcune procedure, come la cataratta e le protesi di anca o ginocchio, possono superare anche l’anno, compromettendo la tempestività di accesso alle cure.

“In Italia il diritto alla salute non sempre riesce a tradursi in un accesso tempestivo alle cure. Quando un paziente ha bisogno di un intervento chirurgico, troppo spesso è costretto ad affrontare tempi di attesa incompatibili con le proprie esigenze cliniche. Si tratta di una criticità che riflette le difficoltà strutturali del Servizio Sanitario Nazionale e che richiede interventi su più livelli”, commenta Flavio Venturi, CEO di ID LABMED – Gruppo GAPMED. “Tra le leve su cui è possibile agire fin da subito c’è una maggiore efficienza nell’impiego delle risorse già disponibili: ottimizzare l’utilizzo delle sale operatorie, intensificandone l’attività attraverso modelli organizzativi più flessibili e innovativi, significa contribuire a ridurre le liste d’attesa, limitare gli sprechi di tempo e di risorse economiche e garantire a un numero maggiore di pazienti l’accesso alle cure nei tempi appropriati. L’obiettivo non è aumentare la spesa sanitaria, ma valorizzare al meglio ciò che il sistema già possiede, rendendolo più efficiente, tempestivo e vicino ai bisogni delle persone”.

Le operazioni più comuni, quanto costano al SSN e quanto si attende – L’analisi di GAPMED evidenzia che una quota rilevante della spesa ospedaliera del Servizio Sanitario Nazionale è assorbita da cinque interventi chirurgici ad alta frequenza. La chirurgia della cataratta (facoemulsificazione) è l’intervento più eseguito in Italia e in Europa, con circa 650.000 operazioni all’anno. La tariffa media riconosciuta dal SSN è compresa tra 800 e 1.100 euro, per un costo complessivo fino a 715 milioni di euro l’anno. L’intervento è gratuito per gli over 65, salvo l’eventuale ticket (30-100 euro), ma i tempi di attesa possono variare da alcuni mesi a oltre un anno, a seconda della regione.

Tra gli interventi più frequenti figurano anche le protesi d’anca e di ginocchio (sostituzione delle articolazioni maggiori), con una tariffa media compresa tra 7.000 e 8.500 euro e un costo complessivo fino a 1,062 miliardi di euro l’anno. Per la sola protesi d’anca si registrano circa 125.000 interventi annui e, nel 2024, questa procedura ha superato per volumi il parto vaginale non complicato. I tempi di attesa possono raggiungere 180-365 giorni per gli interventi classificati nelle classi di priorità C e D.

La colecistectomia laparoscopica conta circa 150.000 interventi all’anno; oltre il 95% delle procedure è stato eseguito in laparoscopia nel 2024. La tariffa media varia tra 3.000 e 3.500 euro, per un costo complessivo fino a 525 milioni di euro, mentre i tempi di attesa possono arrivare a diverse centinaia di giorni, con una forte variabilità tra aziende sanitarie.

La riparazione dell’ernia inguinale registra circa 100.000 interventi ogni anno, con una tariffa media compresa tra 1.200 e 2.600 euro e un costo complessivo fino a 260 milioni di euro. Nel 2024 il tempo medio di attesa in day hospital è stato di 130,8 giorni, un dato ancora superiore ai 104 giorni rilevati nel 2019, prima della pandemia.

Completa la classifica il parto cesareo, con circa 140.000 interventi l’anno, pari al 31,5% dei parti. La tariffa media riconosciuta dal SSN è compresa tra 2.200 e 3.000 euro, per un costo complessivo fino a 420 milioni di euro. Trattandosi di un intervento programmato, l’attesa è generalmente di alcune settimane, mentre la quota di parti cesarei, pur in graduale diminuzione, resta tra le più elevate in Europa.

Cosa c’è nel costo di un’operazione: l’esempio di un intervento di proctologia – Per comprendere come si compone il costo di un intervento chirurgico, GAPMED ha analizzato il caso di un’operazione di proctologia eseguita con la tecnica mini-invasiva STARR, una delle più diffuse per il trattamento delle patologie del pavimento pelvico. A fronte di un DRG (ovvero il Diagnosis Related Group, il sistema raggruppa le malattie e le procedure mediche in base alle risorse impiegate) di circa 5.500 euro, il costo dei soli materiali si avvicina agli 800 euro: le due suturatrici necessarie all’intervento incidono per 360-450 euro, a cui si aggiungono circa 150 euro per i fili di sutura, 50 euro per la teleria, 50-70 euro per i materiali di medicazione, 5 euro per i disinfettanti e circa 20 euro per camici e guanti. A queste voci si sommano i costi legati all’utilizzo della sala operatoria, stimati in media in 1.200 euro l’ora: considerando un impegno di 35-40 minuti, l’incidenza è di circa 700-800 euro per intervento. Il costo del personale sanitario, pari a 400-450 euro, comprende l’attività di chirurgo, anestesista, infermiere strumentista e infermiere di sala, e rimane sostanzialmente invariato indipendentemente dal fatto che il personale sia interno alla struttura o provenga da organizzazioni esterne. A questi numeri si sommano ulteriori spese, come il costo orario del personale di reparto e quello degli esami per il prericovero, che portano il totale ad allinearsi al DRG. L’esempio evidenzia come il costo complessivo di un intervento sia determinato dall’equilibrio tra materiali, personale e utilizzo delle infrastrutture ospedaliere, rendendo fondamentale un’organizzazione efficiente delle sale operatorie per massimizzare il valore delle risorse già disponibili.

Soluzioni per ottimizzare i costi e ridurre le liste d’attesa – Per ridurre la pressione sul sistema sanitario bisognerebbe aumentare gli investimenti, ma prima di tutto è necessario ottimizzare le risorse già disponibili, aumentando la capacità di intervento senza un incremento proporzionale della spesa. Questa esigenza riguarda l’intero ecosistema sanitario, dalle strutture pubbliche a quelle private e convenzionate, chiamate a rispondere a una domanda crescente di prestazioni chirurgiche. Una delle leve principali riguarda una gestione più efficiente delle sale operatorie, in grado di ridurre i tempi improduttivi e migliorare la capacità di risposta delle strutture sanitarie.

In questa direzione si inserisce il modello sviluppato dal Gruppo GAPMED, basato sull’organizzazione e gestione di équipe complete di sala operatoria che uniscono chirurgia d’eccellenza ed efficienza operativa. Il modello consente di migliorare la produttività delle sale attraverso la riduzione dei tempi di anestesia, dei tempi operatori e dei cambi sala, integrando inoltre tecnologie innovative per rendere gli interventi più sicuri e ridurre il rischio di errori o di ripetizione delle procedure.

GAPMED opera lungo tre direttrici principali: protocolli sanitari in linea con quelli del SSN e validati dalle società scientifiche di riferimento; ricerca di tecnologie in grado di ridurre i tempi di intervento e aumentare l’efficacia delle procedure; gestione integrata del percorso paziente-medico-presidio ospedaliero, accompagnando il paziente dalle fasi di scelta della struttura fino al post-intervento.

Le équipe GAPMED sono oggi specializzate in Chirurgia Generale, Chirurgia Vertebrale, Chirurgia Bariatrica, Ginecologia, Chirurgia Plastica, Ortopedia e Urologia e operano in alcuni dei principali gruppi sanitari convenzionati con il SSN. In pochi mesi hanno contribuito allo smaltimento di liste d’attesa per un valore complessivo di oltre 2,8 milioni di euro di DRG e consentono già oggi di portare l’occupazione delle sale operatorie fino all’85%, con l’obiettivo di raggiungere il 95%.

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