sabato, 11 Luglio 2026

Lombarda, FIALS dopo parole Bertolaso sui Direttori Generali: “Criticità erano reali. Ora si investa sul personale”

Milano, 11 luglio 2026 – Le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha espresso un duro giudizio sulla gestione di numerose aziende sanitarie lombarde, arrivando a ipotizzare il mancato rinnovo dell’incarico per diversi Direttori Generali, aprono una riflessione che FIALS Lombardia ritiene non più rinviabile.

Il sindacato non intende entrare nel merito delle valutazioni della Regione sui vertici delle aziende sanitarie. Tuttavia, non può non rilevare come le parole dell’Assessore rappresentino un riconoscimento implicito delle difficoltà che operatori sanitari e organizzazioni sindacali denunciano da anni.

«Se oggi la stessa Regione mette in discussione la gestione di una parte del sistema sanitario lombardo, significa che le criticità segnalate in questi anni non erano allarmismi, ma la rappresentazione fedele della realtà vissuta quotidianamente negli ospedali», dichiara Roberto Gentile, Segretario Generale Regionale di FIALS Lombardia.

Ogni giorno migliaia di professionisti garantiscono la tenuta del servizio sanitario regionale nonostante organici insufficienti, carichi di lavoro sempre più gravosi e una crescente pressione assistenziale, ulteriormente accentuata dall’attuale ondata di calore.

Medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e tutti i professionisti della sanità continuano ad assicurare cure e assistenza grazie alla propria competenza e al proprio senso di responsabilità, sopperendo spesso alle carenze organizzative del sistema.

In questo contesto appare ancora più evidente la contraddizione rappresentata dalla mancata valorizzazione economica del personale.

La vicenda delle Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2026, il cui verbale non è stato sottoscritto da FIALS Lombardia, insieme a CISL FP Lombardia, Nursing Up Lombardia e Nursind Lombardia, dimostra come la Regione continui a chiedere uno sforzo crescente ai lavoratori senza prevedere adeguate risorse. L’estensione della platea dei beneficiari è infatti avvenuta senza incrementare il fondo disponibile, determinando una riduzione delle quote pro capite destinate al personale.

«I problemi della sanità lombarda sono strutturali e non si risolvono semplicemente sostituendo alcuni Direttori Generali», prosegue Gentile.

«Serve un cambio di passo che metta finalmente al centro chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali. Bisogna investire sul personale, riconoscerne il valore professionale ed economico e creare condizioni di lavoro sostenibili. Senza i professionisti, nessuna riorganizzazione del sistema sanitario potrà produrre risultati duraturi.»

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