sabato, 11 Luglio 2026

AISI: “DATI GIMBE CONFERMANO EMERGENZA DEL CAPITALE UMANO NEL SISTEMA SALUTE ITALIANO. PUBBLICO E PRIVATO NON SONO AVVERSARI”

Saccomanno, Onesti e Vivaldi: “La sanità ha due pilastri e un unico obiettivo: garantire il diritto alla salute. Bisogna investire nel pubblico, valorizzare il privato e superare contrapposizioni ideologiche che non aiutano cittadini e professionisti.”

ROMA, 11 LUGLIO 2026 – I recenti dati presentati dalla Fondazione GIMBE sul progressivo depauperamento del capitale umano del Servizio sanitario nazionale rappresentano, secondo AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, una fotografia lucida di una crisi che il settore denuncia da anni. Non si tratta più soltanto di una questione economica, ma della sostenibilità stessa del sistema sanitario italiano.

La perdita di oltre 33 miliardi di euro destinati al personale tra il 2012 e il 2024, gli oltre 90 mila medici che oggi operano fuori dal SSN, la carenza di 5.700 medici di medicina generale, la crescente disaffezione verso Infermieristica e il ricorso ai cosiddetti gettonisti per oltre un miliardo di euro nel biennio 2024-2025 dimostrano che il problema non è più rinviabile.

«I dati GIMBE confermano ciò che le imprese sanitarie vivono quotidianamente», dichiara Karin Saccomanno, Presidente di AISI. «Il tema non è scegliere tra sanità pubblica e sanità privata. La vera sfida è costruire un sistema capace di mettere in rete tutte le competenze disponibili. Il pubblico va rafforzato con investimenti strutturali, perché rappresenta il pilastro dell’universalità delle cure. Ma allo stesso tempo il privato accreditato e puro non può più essere considerato un soggetto da tollerare o, peggio, da demonizzare: è una componente essenziale del sistema sanitario nazionale, una risorsa organizzativa, professionale e tecnologica indispensabile per garantire continuità assistenziale ai cittadini.»

Secondo AISI, la crescita del settore privato non nasce da una contrapposizione al pubblico, ma dalla crescente domanda di salute.

Nel 2024 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva, mentre i 34 principali operatori sanitari privati italiani hanno sviluppato circa 12 miliardi di euro di ricavi, segnale di una domanda di prestazioni sempre più elevata e di un comparto chiamato a sostenere investimenti continui in personale, innovazione e tecnologie.

«Questi numeri», afferma Giovanni Onesti, Direttore Generale di AISI, «non raccontano la vittoria del privato sul pubblico, ma il bisogno crescente di salute espresso dai cittadini. Se milioni di italiani si rivolgono alle strutture private è perché cercano risposte tempestive, qualità organizzativa e percorsi assistenziali efficienti. Questo deve spingere la politica a costruire una vera integrazione tra i due sistemi, evitando contrapposizioni che appartengono al passato.»

Per AISI il problema principale resta quello delle risorse umane.

«La carenza di professionisti riguarda tutti», sottolinea Fabio Vivaldi, Segretario Generale di AISI. «Le imprese sanitarie del privato affrontano ogni giorno le stesse difficoltà nel reperire medici, infermieri, tecnici sanitari e personale altamente qualificato. La competizione sul personale non produce benefici per nessuno. Occorre invece aumentare il numero dei professionisti disponibili, migliorare le condizioni di lavoro, investire nella formazione continua e rendere attrattiva l’intera sanità italiana, pubblica e privata.»

Per AISI è necessario superare definitivamente una visione ideologica della sanità.

«La sanità italiana», conclude la Presidente Karin Saccomanno, «ha diversi protagonisti ma un solo obiettivo: tutelare la salute dei cittadini. Il Servizio sanitario nazionale resta il cuore del nostro modello costituzionale e deve essere sostenuto con investimenti adeguati, valorizzazione del personale e programmazione seria. Parallelamente, il privato autorizzato e accreditato rappresenta oggi una vera roccia sulla quale costruire il superamento delle criticità, contribuendo a ridurre i tempi di attesa, ampliare l’offerta di servizi, investire in innovazione e garantire continuità assistenziale. Solo un sistema realmente integrato, fondato sulla collaborazione e non sulla contrapposizione, potrà affrontare il guado che la sanità italiana sta attraversando.»

AISI ribadisce infine che la sfida non consiste nello scegliere tra pubblico e privato, ma nel costruire una governance moderna nella quale ogni componente contribuisca, con pari dignità e responsabilità, a garantire il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione, mettendo al centro cittadini, professionisti e qualità delle cure.

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