sabato, 11 Luglio 2026

Veneto, Tabarelli (UGL): “Aggressione al PS di Conegliano: ora basta. Chi salva vite non può essere lasciato solo”

Roma, 11 luglio 2026 – L’ennesima aggressione ai danni di una dottoressa del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Conegliano rappresenta il fallimento di un sistema che, nonostante i continui allarmi lanciati dalle organizzazioni sindacali, continua a non garantire la sicurezza di chi ogni giorno assicura il diritto alla salute dei cittadini.

“Siamo stanchi delle dichiarazioni di circostanza e della solidarietà espressa solo dopo ogni episodio di violenza. Ai lavoratori della sanità non servono parole, servono fatti. Ogni aggressione annunciata e non prevenuta è una responsabilità della politica e delle aziende sanitarie che non hanno fatto abbastanza per proteggere il proprio personale”, dichiara Stefano Tabarelli, Segretario Regionale UGL Salute Veneto.

UGL Salute Veneto chiede l’immediata attivazione di presidi di sicurezza permanenti nei Pronto Soccorso, un rafforzamento della vigilanza, protocolli operativi efficaci, pene certe per gli aggressori e investimenti concreti sul personale, perché lavorare in condizioni di carenza di organico e sotto pressione aumenta inevitabilmente il rischio di episodi violenti.

“Non accetteremo più che medici, infermieri, OSS e operatori sanitari diventino bersagli mentre svolgono il proprio lavoro. Chi entra in un ospedale per curarsi non può trasformarlo in un luogo di violenza. Lo Stato e la Regione hanno il dovere di garantire sicurezza a chi garantisce la salute pubblica. Se non arriveranno risposte immediate, UGL Salute Veneto è pronta a mettere in campo ogni iniziativa sindacale necessaria per difendere i lavoratori.”

UGL Salute Veneto esprime la massima vicinanza alla professionista aggredita e a tutto il personale dell’ULSS 2, ribadendo che è arrivato il momento di passare dalle promesse ai provvedimenti concreti.

Stefano Tabarelli
Segretario Regionale UGL Salute Veneto

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