In Pronto Soccorso triplicati negli ultimi dieci giorni gli accessi degli over 75 per sincopi (svenimenti) da calore, disidratazione e cali di pressione.
Le temperature eccezionalmente elevate di questi giorni stanno avendo un impatto diretto sulla salute della popolazione, in particolare delle persone più fragili. I dati registrati dal Pronto Soccorso del “Parini” confermano che il caldo di questi giorni sta già producendo conseguenze importanti.
«Negli ultimi dieci giorni sono triplicati gli accessi per sincopi (svenimenti) da calore dovute a disidratazione e calo della pressione negli anziani ultra 75enni, spesso mentre si recano a fare la spesa nelle ore più calde della giornata» spiega il Dott. Stefano Podio, Direttore della S.C. Me.C.A.U. (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza) Emergenza Territoriale e Centrale Operativa 118. «Gli anziani in generale bevono pochi liquidi e prendono molti farmaci che abbassano la pressione, per cui è importante, se non ci sono altre controindicazioni mediche, bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, misurare regolarmente la pressione e se si trova persistentemente bassa valutare con il medico curante una riduzione della terapia antipertensiva». Il Direttore del Pronto Soccorso invita inoltre a evitare di alzarsi bruscamente dal letto o dalla sedia e di rimanere fermi in piedi per lungo tempo: «Ai primi sintomi premonitori di svenimento il consiglio è di sdraiarsi a terra con le gambe sollevate restando anche 10-15 minuti, senza aver fretta di rimettersi in piedi subito. Se non è possibile sdraiarsi a terra, eseguite le manovre contropressorie. La più semplice è stringere entrambi i pugni come se si avesse una pallina di gomma in mano: questo contrasta il calo di pressione che c’è in quel momento e molte volte così uno evita di svenire, cadere e farsi male».
L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi: «Le alte temperature richiedono attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti. Seguire le indicazioni degli specialisti significa proteggere innanzitutto le persone più vulnerabili, ma anche contribuire a evitare situazioni che possono aggravarsi e richiedere il ricorso al Pronto Soccorso. In questi giorni stiamo registrando un aumento degli accessi legati agli effetti del caldo: un segnale che ci ricorda quanto la prevenzione e i comportamenti corretti possano fare la differenza. La tutela della salute è una responsabilità condivisa, che passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani».
Per ridurre il rischio è importante evitare di uscire nelle ore centrali della giornata, preferendo la mattina presto o il tardo pomeriggio, indossare abiti leggeri e un cappello, bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno (salvo diversa indicazione medica), misurare regolarmente la pressione e, se i valori risultano persistentemente bassi, confrontarsi con il medico curante per valutare un eventuale adeguamento della terapia antipertensiva.
Anziani: il ruolo decisivo di familiari e caregiver
Le persone anziane sono tra le più esposte agli effetti delle ondate di calore, anche per la maggiore difficoltà dell’organismo ad adattarsi alle variazioni ambientali.
«Per contrastare il disagio e il rischio di complicanze severe – spiega il Dott. Franz De La Pierre, Direttore della Struttura complessa di Geriatria – oltre alle comuni indicazioni valide per tutti in termini di corretta alimentazione, idratazione e dell’eventuale adeguamento di alcune terapie, è importante prestare attenzione ad alcuni aspetti specifici. Tra questi, evitare di soggiornare nelle cosiddette “bolle di calore”, come abitazioni poco ventilate o cortili circondati da edifici multipiano, dove la temperatura può diventare particolarmente elevata. In queste situazioni è importante garantire un adeguato ricambio d’aria o, quando possibile, utilizzare sistemi di climatizzazione.
«La persona anziana – prosegue De La Pierre – spesso non modifica spontaneamente alimentazione, abbigliamento o attività quotidiane e, quando è presente una compromissione delle funzioni cognitive, può avere una ridotta percezione del pericolo rappresentato dalle alte temperature. Per questo sono soprattutto familiari e caregiver a dover mettere in pratica tutte le misure necessarie per proteggerla».
- Malati cronici: il caldo può modificare gli effetti delle terapie
Durante i periodi di caldo intenso, le persone con patologie croniche devono adottare tutte le normali misure di protezione: evitare di uscire nelle ore più calde, schermare le finestre con tende o persiane, utilizzare correttamente i climatizzatori e mantenere una buona idratazione.
«Con l’aiuto del proprio medico curante, e mai autonomamente – sottolinea il Dott. Giampaolo Carmosino, Direttore della Struttura complessa Medicina Interna – può essere necessario valutare una riduzione del dosaggio di alcune classi di farmaci».
Tra questi rientrano gli antipertensivi, perché il caldo favorisce la vasodilatazione e può determinare un abbassamento della pressione arteriosa; i diuretici, che possono accentuare la disidratazione, soprattutto se associati alle glifozine; e gli antipsicotici, che possono interferire con la sudorazione, la termoregolazione e lo stato di vigilanza.
«In generale – conclude Carmosino – durante le ondate di caldo anomalo è opportuno aumentare il controllo dei propri parametri: pressione arteriosa, glicemia e peso corporeo rappresentano indicatori importanti per prevenire sia gli effetti collaterali delle terapie sia gli scompensi della malattia cronica».
- Il medico di famiglia: domande soprattutto su farmaci e disidratazione
Negli ambulatori dei medici di medicina generale aumentano le richieste di chiarimento sulla gestione delle terapie durante i periodi di caldo intenso.
«È importante che gli assistiti rimangano in casa durante le ore più calde della giornata, mantengano un’adeguata aerazione del domicilio e bevano molta acqua, eventualmente integrando con sali minerali» ricorda il Dott. Robert Camos, medico di medicina generale e referente dell’Aggregazione Funzionale Territoriale della Casa della Comunità di Donnas.
Per quanto riguarda le terapie, «l’eventuale riduzione o sospensione di diuretici e antipertensivi deve sempre essere valutata con il proprio medico. Eventuali dubbi sulla posologia dei farmaci possono essere chiariti durante una visita: è importante non modificare mai autonomamente la terapia».
Bambini: i più piccoli sono più vulnerabili al caldo
Le ondate di calore possono rappresentare un rischio anche per la salute dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, quando la capacità di termoregolazione è ancora ridotta e il rischio di disidratazione è maggiore.
«Anche un’esposizione breve e non protetta può provocare disidratazione o colpo di calore nei bambini, specie nei primi anni di vita» sottolinea il Dott. Paolo Serravalle, Direttore della Struttura complessa Pediatria e Neonatologia.
La Società Italiana di Pediatria raccomanda di evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica all’aperto tra le 11 e le 17, offrire frequentemente acqua anche se il bambino non la chiede, privilegiare pasti leggeri ricchi di frutta e verdura e scegliere abiti chiari e in fibre naturali. Per i lattanti, nei giorni più caldi, può essere utile aumentare la frequenza dell’allattamento al seno, mentre l’aria condizionata può essere utilizzata mantenendo una temperatura di circa 24-25 gradi ed evitando sbalzi termici.