venerdì, 26 Giugno 2026

Giuliano (UGL): “Stop a migrazione per le cure, al sud l’assistenza è un miraggio”

Il Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute sulla mobilità sanitaria interregionale mette a nudo i divari strutturali del Paese e innesca la ferma reazione della UGL Salute, pronto a dare battaglia per l’equità delle cure. “I numeri emersi dal documento del Ministero non fanno altro che fotografare, con la spietata freddezza dei dati, una realtà che denunciamo da anni: la mobilità sanitaria non è un fenomeno passeggero ma una vera e propria piaga strutturale, una criticità del sistema che costringe quasi un cittadino su dieci, per la precisione 691.640 persone in un solo anno, a fare le valigie per andare a curarsi lontano da casa” dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, evidenziando come i 639.201 ricoveri fuori regione per acuti e i picchi vicini al 16% nella riabilitazione pesino drammaticamente sulle fasce più deboli.

Per il sindacato, la scelta del luogo di cura non deve nascere da una carenza strutturale dei territori d’appartenenza. “Non possiamo accettare che il diritto costituzionale alla salute sia subordinato al codice postale di residenza e che questa situazione diventi l’ennesima tassa occulta sulla pelle dei lavoratori e delle famiglie più fragili; la nostra posizione sul turismo sanitario è netta: la libertà di scelta è un valore, ma quando si trasforma in una fuga disperata, allora siamo di fronte al crollo dell’equità sociale” incalza il leader sindacale di fronte a una spaccatura geografica che vede l’Emilia-Romagna in testa all’attrazione con oltre 63mila ricoveri di saldo attivo, seguita da Lombardia, Veneto, Lazio e Toscana, mentre Calabria, Campania, Sicilia e Puglia registrano saldi passivi drammatici, fino ai casi limite di Molise (32,8%) e Basilicata (28,6%).

Questa migrazione comporta conseguenze economiche devastanti per le strutture ospedaliere del Mezzogiorno, che si vedono sottrarre fondi vitali. “Questo dissanguamento non è solo una statistica sulla percezione della qualità, ma si traduce in un trasferimnento miliardario di risorse pubbliche dal Meridione al Settentrione, impoverendo ulteriormente i bilanci delle Regioni in difficoltà, bloccando le assunzioni del personale e impedendo gli investimenti tecnologici necessari per modernizzare gli ospedali del Mezzogiorno. Così l’assistenza in alcune regioni resta un miraggio” spiega Giuliano, invocando una riforma radicale che superi le disparità locali una volta per tutte.

La UGL Salute chiede quindi un intervento centrale immediato per azzerare i viaggi della speranza e ridare dignità sia ai pazienti sia ai lavoratori del comparto. “Per noi è giunto il momento di dire basta a questa sanità a doppio binario: non servono più soluzioni tampone, ma un grande Piano Nazionale di riequilibrio territoriale guidato dal Ministero della Salute che imponga standard assistenziali identici in ogni angolo del Paese, valorizzando le eccellenze locali, potenziando la medicina del territorio e garantendo la dignità dei professionisti sanitari del Sud che lavorano in condizioni di perenne emergenza, perché una nazione civile non può tollerare che la salute sia un privilegio di chi può permettersi un biglietto del treno verso il Nord” conclude il Segretario Nazionale.

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