giovedì, 25 Giugno 2026

Gettonisti. FVM: “Da emergenza a consuetudine devastante, a quando investimenti strutturali per il SSN?”

 Il dato sui gettonisti è ormai il simbolo di un problema strutturale del Servizio sanitario nazionale: una misura nata per affrontare emergenze temporanee è diventata una modalità ordinaria di copertura delle carenze di personale. Se, come evidenzia il rapporto ANAC, nel biennio 2024-2025 sono stati spesi oltre 1 miliardo di euro e il ricorso ai medici a gettone è addirittura aumentato nel 2025 rispetto al 2024, significa che le misure restrittive adottate non hanno aggredito le cause del fenomeno.

La questione non è soltanto economica. 

Ogni euro destinato all’intermediazione e all’esternalizzazione rappresenta una risorsa sottratta alla valorizzazione del personale dipendente, alla stabilizzazione degli organici, alla formazione e al miglioramento delle condizioni di lavoro. Il sistema continua a pagare molto di più per acquistare prestazioni esterne anziché investire sul proprio capitale umano.

Il SSN non riesce più nemmeno a reclutare infermieri dall’estero, nemmeno dal Sud America, per colmare le gravi carenze di personale negli ospedali. Molti professionisti stranieri, dopo aver valutato le condizioni offerte nel nostro Paese, rinunciano all’incarico a causa di retribuzioni insufficienti  e a causa di un costo della vita in Italia ormai insostenibile.

A questo si deve aggiungere il tema rimosso della sostenibilità finanziaria del SSN. 

Il finanziamento della sanità pubblica si basa sulla fiscalità generale e il carico fiscale grava in misura prevalente su una quota relativamente limitata di contribuenti. Quando una parte significativa dell’evasione fiscale continua a sottrarre risorse al bilancio pubblico, il risultato è una minore disponibilità di fondi per garantire servizi essenziali e per rendere attrattivo il lavoro nel SSN.

La vera domanda, quindi, non è quando finiranno i gettonisti, ma quando verrà adottata una politica organica per i LEA e per il personale sanitario che strutturalmente deve assicurarli. 

Una politica che affronti contemporaneamente:

  • il sottofinanziamento cronico del SSN e del suo personale; 
  • il rinnovo dell’impianto normativo e l’adeguamento delle retribuzioni ai livelli UE; 
  • la valorizzazione di tutte le professionalità sanitarie garantendo le ore settimanali non assistenziali destinate alla formazione; 
  • la riduzione del carico burocratico; 
  • la programmazione del fabbisogno di medici, veterinari e professionisti sanitari specializzati con contratti di formazione lavoro dignitosi; 
  • il contrasto alle disuguaglianze territoriali che rendono alcune aree del Paese sempre meno attrattive; 
  • il recupero delle risorse sottratte dall’evasione fiscale. 

Senza un investimento strutturale sulle persone che fanno funzionare il SSN, – commenta il Presidente FVM dott. Aldo Grasselli – il rischio è che l’emergenza diventi definitivamente la normalità: sempre più esternalizzazioni, sempre più gettonisti e sempre meno capacità del sistema pubblico di programmare il proprio futuro. 

Il costo, alla fine, non sarà soltanto economico, ma riguarderà la qualità, la continuità e l’equità dell’assistenza sanitaria garantita ai cittadini”. 

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