Nasce INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo: inizia una nuova era della ricerca per cure di precisione, grazie al progetto Biolife con la Biobanca “vivente” più grande d’Italia
La piattaforma strutturale e tecnologica Biolife caratterizzerà la ricerca biomedica di INOC. Biolife vede al suo interno la nuova Biobanca oncologica, destinata a diventare la più grande d’Italia con una superficie di 3000 metri quadrati. Una Biobanca “vivente” che, attraverso un centro dedicato, sarà capace di replicare non solo mini-modelli in 3D del tumore derivati da cellule malate, ma anche il microambiente in cui cresce, tassello cruciale per cure mirate senza precedenti che saranno potenziate dall’integrazione con il “passaporto farmacogenomico” del paziente, una carta di identità genetica che guida nella prescrizione di farmaci e dosaggi su misura. INOC sarà dotato anche di una nuova piastra tecnologica che ospiterà fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia e imaging diagnostico avanzato, oltre ad accogliere la “Nuvola dei Saperi”, spazio di incontro tra ricercatori e clinici che potranno dialogare e lavorare insieme ogni giorno. Green ed ecosostenibile, INOC sarà immerso in un parco di 20.000 metri quadrati dove il contatto con gli spazi verdi integrerà la cura, e interamente alimentato da fonti energetiche rinnovabili, prodotte sul territorio. Entro il 2035 l’ospedale supererà i 95mila metri quadrati complessivi, con un ampliamento di 35mila rispetto agli attuali. Il nuovo spazio sarà così suddiviso: 19mila metri quadrati destinati alla clinica, 6mila alla ricerca e 10mila a spazi tecnologici per l’umanizzazione e la socialità. Non solo un ampliamento strutturale, ma un nuovo orizzonte per una maggiore umanizzazione delle cure, sempre più a misura di persona, all’avanguardia, sostenibili e accessibili a tutti.
Roma, mercoledì 24 giugno 2026 – L’Istituto di Candiolo IRCCS compie 30 anni e diventa INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, aprendo una nuova era nella ricerca oncologica di precisione grazie alla nuova Biobanca, che sarà la più grande d’Italia. L’annuncio arriva oggi alla presenza del Ministro della Salute Schillaci, della comunità medico-scientifica nazionale, di associazioni e imprese, a pochi giorni di distanza dal 40esimo anniversario della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che ha celebrato la ricorrenza cambiando nome in Fondazione Allegra Agnelli, come atto di riconoscimento di un impegno illuminato e personale, perseguito con passione e determinazione. Due compleanni e due nuovi nomi che non solo rappresentano un importante traguardo, ma anche la proiezione nel futuro di una straordinaria eredità. Un impegno che riflette e sancisce, da un lato, la realtà di eccellenza dell’Istituto di Candiolo IRCCS per la ricerca e cura dei tumori, riconosciuta sia a livello nazionale che su scala internazionale, dall’altro, testimonia una rinnovata sfida della Fondazione, sempre più grande e ambiziosa, che con un investimento di 250 milioni punta ad ampliare entro il 2035 la capacità di ricerca e l’impatto clinico dell’Istituto. Una trasformazione, al via in autunno, che rafforza la mission delle due istituzioni – essere vicini ai pazienti e rendere le cure oncologiche più efficaci e accessibili nel minor tempo possibile – rappresentandone allo stesso tempo un ulteriore stimolo e sprone.
IL MINISTRO SCHILLACI, CELEBRIAMO ECCELLENZA CHE CONTINUA A CRESCERE “In questa giornata celebriamo un’eccellenza che continua a crescere, a rinnovarsi e a confrontarsi con nuove sfide e conoscenze per assicurare cure sempre più mirate. Oggi, grazie ai notevoli progressi compiuti nella lotta al cancro, che consentono elevati tassi di guarigione, l’impegno diventa sempre di più quello di garantire ai pazienti oncologici percorsi terapeutici personalizzati, capaci di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche di ogni individuo. Credo davvero che la medicina personalizzata sia l’innovazione che più di ogni altra riporta il paziente al centro, che consente di guardare alla persona e non solo alla malattia. È una sfida alla nostra portata e che possiamo vincere, grazie a realtà come l’INOC che con impegno, passione e determinazione si pongono sempre nuovi traguardi da raggiungere per assicurare ai cittadini le cure e le terapie più all’avanguardia”, ha dichiarato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.
CANDIOLO, UN SOGNO NATO 40 ANNI FA CHE CONTINUA PER UN FUTURO LIBERO DAL CANCRO
“Dare concretezza al sogno di sconfiggere il cancro significa trasformare la speranza in strumenti sempre migliori di ricerca e cura al servizio del paziente. Candiolo è nato come luogo della comunità e per la comunità, fondato su valori di eccellenza, umanità, accessibilità e fiducia, che hanno guidato la scelta di impegnarmi in prima persona quarant’anni fa e che sono oggi motore del progetto di crescita del Candiolo e punto di riferimento per tutti coloro che operano in nome della Fondazione e dell’Istituto – racconta Allegra Agnelli, Presidente Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro -. In questi quarant’anni sono stati fatti passi da gigante nella lotta contro il cancro, e oggi siamo pronti a sostenere l’Istituto con un investimento significativo che mette al centro i pazienti, grazie al supporto dei nostri donatori. Un ruolo e un’eredità straordinaria che ci fanno onore, ma richiedono un impegno e un aggiornamento costanti per il futuro, con la stessa passione e lo stesso senso di responsabilità delle origini, perché ci sarà sempre una terapia da migliorare e una speranza di cura in più da offrire”.
IL MODELLO CANDIOLO E LE SFIDE PER IL FUTURO
“L’Istituto di Candiolo è un centro di ricerca e cura sul cancro, privato e senza scopo di lucro. Rappresenta un esempio fortemente virtuoso: è fondato sul principio del sostegno privato a favore dell’interesse pubblico, con attività di cura e ricerca interamente al servizio della sanità pubblica; è un’istituzione ad altissimo contenuto tecnologico; ed è capace di attrarre i migliori giovani talenti, sia italiani che internazionali – afferma Andrea Agnelli, Presidente INOC -. Dopo 30 anni di risultati, crescita e innovazione, oggi l’Istituto si dota di una nuova identità: INOC, Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. Non è solo un nuovo nome: rappresenta il passaggio di Candiolo a punto di riferimento nell’oncologia di precisione. In questo percorso un ruolo centrale spetta alla Fondazione Allegra Agnelli, che ha accompagnato con una visione precisa la nascita e la crescita dell’Istituto, dotandolo oggi di un’ambizione rinnovata e di una visione di lunghissimo periodo. Questo grazie alla strategia ‘Crescere Insieme’, sviluppata congiuntamente dalle due fondazioni negli ultimi due anni, che ha sostenuto in primis lo sviluppo infrastrutturale con un investimento di 250 milioni. Per INOC una sfida decisiva sarà l’internazionalizzazione: per restare competitivi e rilevanti sarà necessario rafforzare collaborazioni strutturate con i principali centri oncologici italiani, europei e mondiali, partecipare ai grandi network della ricerca e aumentare sempre di più la capacità di attrarre talenti, competenze e progettualità anche dall’estero, al servizio di tutti”.
CON INOC LA RICERCA ONCOLOGICA DI PRECISIONE FA UN SALTO DI QUALITÀ
“La sfida più grande dell’oncologia moderna è sconfiggere il cancro attraverso la medicina di precisione, per curare la malattia non in astratto ma in base al profilo biologico e genetico del singolo tumore e del paziente – afferma Anna Sapino, Direttrice Scientifica di INOC –. Con la nascita di INOC la ricerca oncologica di precisione fa un salto di qualità ed entra in una nuova era grazie soprattutto al progetto Biolife, una piattaforma strutturale e tecnologica di ricerca, che vede al suo interno la Biobanca, il Centro Organoidi, il Centro di Omiche Avanzate e il collegamento con il repository di dati clinici. Il cuore pulsante di Biolife sarà la Biobanca: con una superficie di 3000 metri quadrati sarà l’“archivio vivente” più grande d’Italia di campioni biologici umani associati ai dati clinici per creare coorti di pazienti “in vitro”. La nuova struttura raccoglierà e conserverà dai tessuti al plasma, dal DNA al sangue, fino alla saliva e alle feci, in modo da preservare tutte le componenti biologiche offerte dal paziente, perché nulla vada perduto. La conservazione di campioni “vitali” è il tassello cruciale al funzionamento del Centro Organoidi, un innovativo laboratorio, che con tecnologie avanzate, consentirà non solo di replicare mini-modelli in 3D dei singoli tumori derivati dalle cellule malate, ma anche il microambiente in cui crescono, con vasi sanguigni, cellule del sistema immunitario e fibroblasti, per ricreare in laboratorio il tumore così come è presente nell’organismo e vedere come reagiscono tutte le componenti di difesa messe in campo. Tutto questo consentirà di testare nuovi farmaci con uno screening farmacologico su ampia scala per offrire terapie contro il cancro su misura, non solo ai nostri pazienti ma anche a tutti coloro che hanno le stesse caratteristiche molecolari”, puntualizza Sapino. Ma la nuova frontiera della ricerca per la personalizzazione delle cure all’INOC non si ferma qui, e passerà anche attraverso l’analisi delle varianti del DNA del paziente che possono influenzare la risposta ai farmaci, partendo dal “passaporto farmacogenomico”. “Si tratta di una carta d’identità genetica del paziente che rivelerà come l’organismo di ogni singolo individuo metabolizza i farmaci. Nella pratica clinica tutto questo si tradurrà in terapie più mirate, non solo antitumorali, ma anche ad esempio antibiotici o antiacidi per lo stomaco, per ridurre il rischio di “tentativi” di trattamenti inefficaci o addirittura dannosi – riferisce Sapino -. Un approccio che AIFA ha già indicato come direzione strategica per il sistema sanitario nazionale, e che INOC si candida a realizzare per la prima volta su larga scala partendo dai pazienti più fragili per aprire la strada a tutti. Studi innovativi che permetteranno la creazione di un sistema evoluto di analisi predittiva del rischio di tossicità e complicanze. Nel Centro di Omiche Avanzate l’integrazione dei dati di genomica del paziente e del tumore con dati dinamici di proteomica e metabolomica, consentirà una visione olistica della malattia “cancro””.
IL NUOVO PIANO DI SVILUPPO: CRESCERE PER CURARE MEGLIO
“L’Istituto entra in una nuova fase della sua storia attraverso un piano di sviluppo decennale che prenderà il via in autunno, rappresentazione concreta della strategia di INOC di potenziare il legame tra ricerca, cura e accoglienza. Un ampliamento di 35mila metri quadrati porterà la superficie complessiva a superare i 95mila entro il 2035, di cui 19mila dedicati alla clinica, 6mila alla ricerca e 10mila a spazi tecnologici per l’umanizzazione e la socialità: un luogo in cui scienza e umanità si incontreranno con un solo obiettivo, mettere il paziente al centro di un’opera che non amplia soltanto gli spazi fisici, ma rafforza l’integrazione tra ricerca e cura, fondata sulle competenze più qualificate e sulle tecnologie più innovative e avanzate”, illustra Salvatore Nieddu, Direttore Generale di INOC. “Cuore operativo del progetto sarà la nuova piastra tecnologica, progettata per evolversi nel tempo. Ospiterà l’imaging diagnostico integrato e fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia, destinate alla chirurgia maggiore robotica e mininvasiva e all’interventistica endoscopica avanzata. Le sale saranno dotate di imaging intraoperatorio, sistemi di navigazione chirurgica e connettività per lo streaming verso aule didattiche e simulation center. L’obiettivo è affiancare alle attività di diagnosi e cura un vero e proprio “living lab” per la prototipazione e l’incubazione di nuove tecnologie, in un ambiente ospedaliero reale e controllato, adatto a studi real world. Il nuovo ospedale accoglierà anche la “Nuvola dei Saperi”, uno spazio di incontro quotidiano tra clinici e ricercatori, dove la prossimità fisica favorisce un confronto più rapido tra le esigenze cliniche e le potenzialità della ricerca biomedica, cifra distintiva di un IRCCS capace di generare risultati riconosciuti”. Green ed ecosostenibile, INOC sarà interamente alimentato da fonti energetiche rinnovabili prodotte sul territorio e immerso in un parco di 20.000 metri quadrati dove il contatto con lo spazio verde sarà parte integrante della cura. “Il principio fondamentale che ispira il progetto di INOC è infatti quello di One Health, cioè la consapevolezza che la nostra salute non può essere dissociata dalla salute di tutto ciò che ci circonda, dalle piante agli animali, fino all’ecosistema. Il nostro obiettivo è pertanto quello di dare agli spazi esterni, al centro congressi e agli spazi comuni la stessa centralità di ciò che avviene dentro l’ospedale, integrando l’attenzione al paziente con l’attenzione all’ambiente”, interviene Carlo Ratti, fondatore CRA – Carlo Ratti Associati, che realizzerà il progetto paesaggistico e il nuovo Centro Congressi. “Un’evoluzione strutturale, tecnologica e scientifica che coniugherà una maggiore umanizzazione delle cure con terapie sempre più su misura e all’avanguardia, mettendo al centro il paziente non solo come malato, ma come persona nella sua interezza”, conclude Nieddu.
I NUMERI DELLA RICERCA E DELLA CURA DELL’ISTITUTO DI CANDIOLO IRCCS (DATI 2025)
Inaugurato nel 1996, l’Istituto di Candiolo IRCCS, da oggi rinominato INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, è situato a circa 15 km dal centro di Torino ed è un polo di eccellenza oncologica, riconosciuto a livello internazionale. Accreditato dal Ministero della Salute quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nel 2013, è un ospedale di ricerca no profit in cui attività clinica e scientifica procedono in sinergia . INOC fa parte della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta dal 2008, aderisce ad Alleanza Contro il Cancro (ACC) dal 2016, e dal 2022 è Full Member dell’European Organization of Cancer Institutes (OECI) come Comprehensive Cancer Centre. INOC conta 580 operatori coinvolti nelle attività di assistenza, tra medici e professionisti sanitari, e accoglie ogni anno oltre 37.000 pazienti che intraprendono percorsi di diagnosi e cura. 290 i ricercatori che operano in 40 laboratori e unità di ricerca, con 256 protocolli e studi sperimentali attivi e 16.565 citazioni nelle pubblicazioni dell’Istituto.