Presentati oggi i risultati del progetto finanziato dal PNRR: superato il target previsto, rafforzata la continuità assistenziale tra ospedale, territorio e servizi sociali attraverso la collaborazione tra Aou di Sassari, Asl Sassari, Comuni del Plus Sassari, Regione Sardegna e Terzo settore
Sassari, 23 giugno 2026 – Si è svolto questo pomeriggio, nella sala del Palazzo di Città di Sassari, l’incontro dal titolo “Dalle dimissioni protette come progetto alle dimissioni protette come sistema”, occasione di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, servizi sociali e terzo settore sui risultati raggiunti dal progetto finanziato nell’ambito del PNRR – Missione 5, Investimento 1.1.3, e sul percorso che ha portato alla costruzione di un modello strutturato e stabile di presa in carico delle persone fragili per il rientro a domicilio.
L’iniziativa ha consentito di fare il punto su un’esperienza che, in poco più di un anno, ha dimostrato l’efficacia dell’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali per la presa in carico integrata dei pazienti fragili, trasformando un progetto sperimentale in un vero e proprio sistema di welfare di comunità. I dati presentati durante l’evento evidenziano risultati particolarmente significativi: sono state prese in carico complessivamente 254 persone nella delicata fase del rientro al domicilio dopo il ricovero, con 133 attivazioni attraverso il PNRR, superando del 6,4% il target previsto, e 121 interventi finanziati attraverso il progetto Ritornare a casa dimissione protetta (RAC Plus) finanziato dalla Regione Sardegna.
La domanda registrata nel periodo aprile 2025 – giugno 2026 è stata superiore alle attese, confermando il forte bisogno di supporto post-dimissione e la necessità di consolidare strumenti capaci di garantire continuità assistenziale e presa in carico multidisciplinare. Il sistema ha potuto contare su una programmazione complessiva di quasi 800 mila euro, derivanti dall’integrazione tra fondi PNRR e risorse regionali e nazionali dedicate alle politiche sociali.
Particolarmente rilevante il ruolo svolto dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari attraverso la Direzione medica di presidio con l’Unità di valutazione ospedaliera (Uvo-Pass), che ha contribuito all’intercettazione precoce dei bisogni assistenziali dei pazienti fragili già durante il ricovero, favorendo il raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio.
«I risultati presentati oggi dimostrano quanto sia strategico investire nell’integrazione tra ospedale e territorio – dichiara Alberto Mura, direttore amministrativo dell’Aou di Sassari – Le dimissioni protette non rappresentano soltanto un servizio aggiuntivo, ma un elemento fondamentale per garantire continuità delle cure, appropriatezza assistenziale e una migliore qualità di vita per i pazienti e le loro famiglie. Il lavoro di squadra tra istituzioni e professionisti ha permesso di costruire un modello organizzativo efficace, destinato a consolidarsi nel tempo».
«La presa in carico precoce della persona fragile durante il ricovero è uno degli aspetti che ha contribuito maggiormente al successo del progetto – afferma Alessandra Filippi, referente Uvo-Pass dell’Aou di Sassari – Grazie alla collaborazione quotidiana tra operatori socio sanitari, ospedalieri e territoriali e alla presa in carico multidisciplinare integrata, siamo riusciti a garantire percorsi personalizzati e sicuri, favorendo il rientro al domicilio e riducendo il rischio di riospedalizzazioni. Oggi possiamo parlare di un sistema maturo, costruito attorno ai bisogni reali delle persone fragili e dei loro caregiver, volto al sostegno della domiciliarità».
Il modello ha coinvolto in maniera integrata i Comuni del Plus di Sassari (Sassari ente capofila, Porto Torres, Sorso e Stintino), l’Asl di Sassari con le sue articolazioni territoriali Centrale operativa territoriale (Cot) e Punto unico di accesso (Pua), la Regione Autonoma della Sardegna, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso le risorse del PNRR, il Terzo settore con le cooperative sociali e le associazioni che operano quotidianamente a supporto delle persone fragili e delle loro famiglie. Tale rete integrata ha consentito di trasformare un progetto finanziato in un sistema stabile di welfare.
«L’evoluzione delle dimissioni protette da progetto sperimentale a sistema organizzativo strutturato è la dimostrazione di quanto possa essere efficace la collaborazione tra enti e istituzioni animati dallo stesso obiettivo: garantire la continuità assistenziale e servizi sanitari e sociali integrati a vantaggio delle persone fragili – ha detto il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia – Non si tratta solo di modificare i modelli organizzativi e gestionali, ma l’approccio con il coinvolgimento di tutti i soggetti della filiera al fine di affiancare con il massimo della premura e della cura le categorie più deboli e non autosufficienti durante un passaggio cruciale come quello dall’ospedale al domicilio o alle strutture territoriali».
Tra gli effetti più rilevanti emersi, figurano la riduzione del rischio di riospedalizzazioni precoci, il decongestionamento delle strutture ospedaliere e di emergenza, il rafforzamento della sostenibilità del welfare locale e il miglioramento della qualità assistenziale attraverso una più efficace continuità tra ospedale e domicilio. Un percorso che, come emerso nel corso dell’incontro, rappresenta oggi un modello di riferimento per le politiche di integrazione socio-sanitaria del territorio, volto a decongestionare il sovraffollamento dei posti letto dell’ospedale per acuti come quello dell’Aou di Sassari (Hub di 2° livello) che deve dare risposte sanitarie a un territorio vasto come il centro nord Sardegna.