martedì, 23 Giugno 2026

Formazione, innovazione e lavoro di squadra: Gastroenterologia di Imola si incontra a Castel San Pietro Terme

Una giornata di aggiornamento scientifico in formato innovativo, promossa dal professor Pietro Fusaroli, per rafforzare competenze, confronto multiprofessionale e qualità delle relazioni nei percorsi di cura

Si è svolta sabato 20 giugno, all’Anusca Palace Hotel di Castel San Pietro Terme, la “Grande Festa della Gastroenterologia”, iniziativa promossa dal professor Pietro Fusaroli, direttore dell’Unità operativa di Gastroenterologia dell’Ospedale di Imola e docente dell’Università di Bologna.

La giornata ha unito aggiornamento scientifico, confronto tra professioniste e professionisti e momenti di relazione e svago, con l’obiettivo di valorizzare una formazione capace non solo di trasmettere competenze, ma anche di rafforzare il lavoro di squadra e la collaborazione tra le diverse figure coinvolte nei percorsi di cura.

La gastroenterologia è la branca della medicina che si occupa dell’apparato digerente: stomaco, intestino, fegato, pancreas e vie biliari. È una specialità in rapida evoluzione, nella quale tecniche diagnostiche e terapeutiche, molte delle quali eseguite attraverso endoscopi, strumenti che consentono di esplorare l’interno del corpo senza ricorrere a interventi chirurgici tradizionali, si sviluppano con ritmi sempre più veloci. Per chi opera in questo ambito, l’aggiornamento continuo rappresenta quindi una necessità quotidiana.

Per rendere la formazione più dinamica e partecipata, il professor Fusaroli ha scelto il formato Pecha Kucha, nato in Giappone e diffuso nel mondo del design e dell’innovazione: ogni intervento prevede venti slide, ciascuna proiettata per venti secondi. Un metodo che favorisce sintesi, chiarezza espositiva e attenzione, aiutando a trasmettere contenuti complessi in modo diretto ed efficace.

Dalle 14 alle 17 si sono succeduti dieci interventi dedicati a temi centrali per la pratica clinica quotidiana: dal drenaggio della colecisti alla scelta degli strumenti più appropriati per la diagnosi dei tumori del pancreas, dal trattamento endoscopico delle lesioni del colon fino a una riflessione sul futuro della disciplina, sempre più attraversata dall’innovazione tecnologica, sintetizzata nella domanda conclusiva: “Endoscopia 2026: medico o ingegnere?”.

All’incontro hanno partecipato professioniste e professionisti con diversi livelli di esperienza: personale medico, specializzande e specializzandi, personale infermieristico e personale OSS. La scelta di coinvolgere insieme le diverse componenti dell’équipe ha confermato l’importanza di una formazione multiprofessionale, capace di valorizzare il contributo di ciascuna figura nei percorsi diagnostici e terapeutici.

“La medicina si impara insieme, non solo sui libri. Questa giornata nasce dall’idea che la qualità della formazione passi anche dalla qualità delle relazioni umane”, sottolinea il professor Pietro Fusaroli, direttore dell’Unità operativa di Gastroenterologia dell’Ospedale di Imola.

Dopo la sessione scientifica, la giornata è proseguita fino a tarda sera con momenti informali di incontro e convivialità. Spazi e tempi non accessori, ma parte integrante del progetto formativo: occasioni per favorire la conoscenza reciproca, ridurre le distanze tra ruoli, esperienze e generazioni professionali, rafforzare il senso di appartenenza all’équipe e creare possibilità di dialogo al di fuori del contesto strettamente operativo. Un modo nuovo di intendere la formazione, che non si limita all’aggiornamento tecnico-scientifico, ma riconosce nella qualità delle relazioni, nella fiducia reciproca e nella collaborazione quotidiana elementi essenziali per costruire servizi più coesi, capaci di innovare e di prendersi cura meglio delle persone.

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