lunedì, 22 Giugno 2026

SARDEGNA. PRECISAZIONI SUL PERCORSO DI ATTIVAZIONE DI CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ E RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI PNRR

Cagliari, 22 giugno 2026 – La Regione Sardegna ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito al percorso che ha portato al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la realizzazione della rete territoriale di Case e Ospedali di Comunità.

Come già illustrato nel corso della conferenza stampa del 4 giugno scorso e successivamente confermato dagli aggiornamenti diffusi nei giorni scorsi, la Sardegna ha raggiunto e superato i target previsti dalla Missione 6 Salute del PNRR, attestando l’attivazione delle strutture previste dal programma nazionale e collocandosi tra le Regioni più avanzate a livello italiano nel processo di infrastrutturazione della sanità territoriale.

Si precisa che l’asseverazione delle Case e degli Ospedali di Comunità è avvenuta esclusivamente sulla base dei criteri, degli standard e delle procedure previsti dal PNRR e dalla normativa nazionale di riferimento. Le determinazioni adottate dalla Direzione generale della Sanità hanno certificato il raggiungimento dei target richiesti ai fini del Piano secondo le modalità previste dagli organismi competenti.

È altresì opportuno ricordare che il procedimento di asseverazione ai fini PNRR costituisce un percorso distinto rispetto ai procedimenti autorizzativi e di accreditamento delle strutture sanitarie. Le Case e gli Ospedali di Comunità della Sardegna sono stati autorizzati e accreditati sulla base della normativa nazionale vigente, nel rispetto delle disposizioni applicabili in materia.

Con riferimento ad alcune disposizioni contenute nella legge regionale n. 1 del 2026, si ricorda che il Governo ha promosso impugnazione davanti alla Corte costituzionale in relazione a profili attinenti al riparto delle competenze tra Stato e Regione. Tali disposizioni, tuttavia, non hanno mai trovato concreta applicazione, poiché la disciplina nazionale successivamente intervenuta ha regolato la materia prima che la normativa regionale producesse effetti operativi.

Si evidenzia inoltre che la disciplina statale sopravvenuta ha previsto contenuti sostanzialmente coincidenti con quelli introdotti dalla norma regionale oggetto di impugnazione.
Pertanto, il raggiungimento dei target PNRR e la conseguente asseverazione delle strutture non risultano in alcun modo fondati sulle disposizioni regionali oggetto del contenzioso costituzionale, ma esclusivamente sulle procedure e sui requisiti previsti dalla normativa nazionale e dal Piano stesso.
La Regione conferma infine che la disposizione regionale interessata dall’impugnazione sarà formalmente abrogata nell’ambito della prossima legge di variazione, in coerenza con il quadro normativo nazionale vigente.

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