Sabato 20 giugno, l’evento promosso da pazienti e familiari dell’Associazione Apistom per ringraziare il personale sanitario
Asti, 22 Giugno 2026 – Quarant’anni di assistenza specializzata, innovazione e vicinanza ai pazienti. Sabato 20 giugno la piazza interna al piano -1 dell’Ospedale Cardinal Massaia ha ospitato le celebrazioni per il quarantesimo anniversario del Centro di Cura della Stomia e dell’Incontinenza dell’Asl AT, una realtà che rappresenta oggi un punto di riferimento regionale per la presa in carico delle persone stomizzate e con disfunzioni del pavimento pelvico.
L’iniziativa, promossa da Apistom Asti Odv, è nata per rendere omaggio alle infermiere stomaterapiste che in questi decenni hanno accompagnato migliaia di pazienti in percorsi spesso complessi e delicati: Carla Saracco, Olga Trinchero, Marina Borello, Cristina Valle, Valentina Durizzotto e Nadia Calosso.
Il pomeriggio si è aperto con i saluti istituzionali di Hoberdan Cavicchi, presidente di Apistom Asti, dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, dell’assessore alla Cultura del comune di Asti Paride Candalaresi, della direttrice del Di.P.Sa (Direzione professioni sanitarie) Katia Moffa, del dottor Roberto Aloesio in rappresentanza della Fais Italia, della presidente di Aioss Lucia Mensi e della presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Asti Stefania Calcari.
Una storia iniziata nel 1986
Le radici del Centro affondano nel 1984, quando due giovani astigiani, Beppe Gatti e Pino Goria, portatori di stomia si rivolsero alla Direzione sanitaria chiedendo che anche ad Asti venisse attivato un servizio dedicato. Fino a quel momento non esistevano né un ambulatorio specialistico né professionisti formati per seguire queste persone.
La risposta arrivò il 17 giugno 1986 con la nascita dell’“Ambulatorio Stomizzati” e la nomina della prima stomaterapista, l’infermiera Carla Saracco. Da quel momento prese avvio un percorso di crescita continua che ha portato il Centro a diventare una delle eccellenze assistenziali dell’Asl AT.
Negli anni il servizio si è progressivamente ampliato: all’attività di Carla Saracco si è affiancata quella di Olga Trinchero, poi di Marina Borello. Un passaggio decisivo è arrivato nel 2005 con il progetto sviluppato da Cristina Valle, che ha esteso la presa in carico alle persone affette da incontinenza urinaria e fecale e ha introdotto percorsi dedicati alla riabilitazione del pavimento pelvico.
Nel 2006 l’evoluzione è stata formalizzata con la trasformazione dell’Ambulatorio Stomizzati in Centro Stomie e Incontinenza, fondato sulla collaborazione multidisciplinare tra infermieri specializzati, chirurghi, urologi, gastroenterologi, fisiatri e altri professionisti. Successivamente il gruppo si è arricchito con l’ingresso di Valentina Durizzotto e Nadia Calosso e, nel 2018, con la realizzazione del progetto della DiPSa, che ha portato all’istituzione dell’“Ambulatorio infermieristico di stomaterapia e riabilitazione del pavimento pelvico”, modello che integra competenze infermieristiche, fisioterapiche e ostetriche. La collaborazione con la fisiatria per la riabilitazione del pavimento pelvico è stata attivata fin dal 2006 con due fisioterapiste che, dal 2023 sono state sostituite da Elena Marolo.
Oggi il Centro segue circa 400 pazienti stomizzati. Nel solo 2025 ha erogato oltre 4.600 prestazioni: 2.254 accessi per la gestione delle stomie intestinali e urinarie, con 102 nuovi pazienti presi in carico, e 2.423 prestazioni dedicate alle incontinenze uro-fecali e alle disfunzioni del pavimento pelvico, con 177 nuovi pazienti. Da marzo 2026 collaborano inoltre al servizio anche le ostetriche del Dipartimento Materno Infantile per la riabilitazione del pavimento pelvico femminile, dal post partum alla menopausa coinvolgendo sia gli ambulatori ospedalieri che territoriali presso le sedi consultoriali.
La testimonianza delle infermiere stomaterapiste
Particolarmente emozionante la testimonianza delle infermiere che oggi guidano il Centro – Cristina Valle, Valentina Durizzotto e Nadia Calosso – che hanno ripercorso il significato più profondo della professione.
“Essere stomaterapiste significa avere scelto di occuparci di ciò che succede dopo: dopo la dimissione, dopo un intervento chirurgico, dopo un trauma o una malattia che cambia il corpo e la vita delle persone”, hanno raccontato. E’ un’assistenza che va ben oltre l’aspetto tecnico: “dentro quelle stanze ci chiamiamo tutti per nome, condividiamo le difficoltà e celebriamo le buone notizie. Cerchiamo ogni giorno di unire competenza, ascolto e umanità”. Nel loro intervento le professioniste hanno anche ricordato il valore dell’aggiornamento continuo e della personalizzazione delle cure: “Non smettiamo mai di imparare. Le tecnologie evolvono, ma resta fondamentale la capacità di adattare ogni soluzione alla persona che abbiamo davanti”.
Il messaggio finale è stato rivolto alla forza del gruppo e alla cultura professionale costruita in quarant’anni di attività: “Oggi essere una stomaterapista del Centro Stomie e Incontinenza di Asti significa fare parte di una squadra che si completa, si stimola e si sostiene. Le idee cambiano il mondo, anche quello sanitario, quando si trasformano in cura, responsabilità, ascolto e competenza”.
Katia Moffa, direttore delle Professioni sanitarie Asl AT: “Per il futuro, l’obiettivo non potrà che essere quello di far proseguire l’attività di questo ambulatorio operando per il riconoscimento formale dell’attività erogata, a testimonianza dell’importanza che riveste per tutte le persone con questi specifici problemi di salute. Questa esperienza che prosegue da 40 anni, rappresenta la conferma che questo, è il modello di presa in carico a cui tendere. La figura dell’infermiere case manager nei percorsi di cura ha dimostrato sul campo che un modello integrato, multidisciplinare e multiprofessionale è l’unico in grado di rispondere ai bisogni della persona in modo completo e continuativo, un modello da trasferire in tutti i percorsi di presa in carico, in particolar modo nell’ambito della cronicità e fragilità presso le neonate Case di Comunità.”
La giornata si è conclusa con l’incontro “A tavola con serenità: consigli e strategie per chi vive con una stomia”, tenuto da Anna Villarini, biologa nutrizionista ed esperta di alimentazione oncologica e prevenzione dell’Università di Perugia.