La base del Maggiore festeggia 40 anni di attività: oltre 35.000 missioni di cui 1.900 notturne, unico elicottero in Regione operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7
Quarant’anni di attività, evoluzione tecnologica e vite salvate: l’elisoccorso di Bologna celebra uno storico traguardo, confermandosi uno dei riferimenti per l’innovazione in Italia nell’emergenza. L’anniversario è stato celebrato oggi 19 giugno 2026 presso l’Ospedale Maggiore, con una giornata aperta alla cittadinanza e ai professionisti, con simulazioni operative dell’elicottero, testimonianze, video e mostre fotografiche dedicate alla storia del servizio e all’attualità.
Attivato il 14 giugno 1986 presso l’Ospedale Maggiore come prima base regionale di elisoccorso, il servizio ha progressivamente trasformato il modello di risposta all’emergenza, integrando competenze sanitarie e aeronautiche e diventando un pilastro della rete 118 dell’Emilia-Romagna.
Nel corso di questi quarant’anni l’elisoccorso si è evoluto all’interno di una rete capillare e altamente specializzata: oggi il sistema regionale può contare su quattro elicotteri di ultima generazione, 278 piazzole operative e un’organizzazione attiva 24 ore su 24, capace di intervenire rapidamente anche nelle aree più difficili da raggiungere.
I numeri confermano il ruolo strategico del servizio: sono 35.829 le missioni effettuate dal 1986 a oggi, di cui 31.000 per interventi primari, direttamente sul luogo dell’evento, e 3.500 per trasporti secondari per trasferire pazienti in altri ospedali, a cui si aggiungono 1.892 missioni notturne eseguite dal 2017.
Negli ultimi anni, la base di Bologna mantiene un volume di circa 800 missioni annue, che comprendono interventi primari e trasporti secondari ad alta complessità, anche a lunga distanza e in ambito nazionale e internazionale. Circa il 10% delle missioni riguarda trasporti secondari, mentre un terzo dell’attività si svolge in orario notturno (circa 300 missioni l’anno).
Nel 2025 l’elisoccorso di Bologna ha effettuato 646 interventi e soccorso 770 pazienti, prevalentemente per patologie tempo-dipendenti come traumi maggiori, ictus e arresti cardiaci, di cui 215 in orario notturno.
“Dal 1986 a oggi, questo servizio rappresenta una delle realtà pionieristiche a livello nazionale, capace di coniugare competenze cliniche avanzate, integrazione con la rete 118 e tecnologie sempre più evolute, portando cura e salvezza anche nei contesti più complessi.” – dichiara Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna – “Questa giornata rappresenta anche un’importante occasione per condividere con la cittadinanza il valore di un servizio pubblico essenziale che rafforza il legame tra istituzioni, professionisti e comunità.”
“Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico e riconoscenti alle donne e agli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24, perché è grazie a loro che ogni giorno si riescono a salvare tante vite umane – dichiara Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna – Continueremo a investire in risorse, tecnologia e formazione per rafforzare ulteriormente questo pilastro dell’emergenza sanitaria regionale.”
“Il Comune di Bologna ha sostenuto fin dagli anni ’80 lo sviluppo dell’elisoccorso e dei servizi di emergenza sanitaria, riconoscendone il valore strategico per la salute dei cittadini.” – dichiara Matilde Madrid, Assessora a welfare e salute del Comune di Bologna – “In questi decenni abbiamo accompagnato la crescita di un sistema che è oggi un’eccellenza. Continuiamo a investire e collaborare per rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza: è un impegno concreto, che mette al centro sicurezza, tempestività e qualità delle cure. Un impegno che guarda al futuro, con responsabilità e visione.”
Dal 2015 la base è diventata Centro regionale di riferimento per il trasporto neonatale in elicottero con le termoculle. Dal 2017 la base è operativa h24 grazie alla tecnologia NVG (Night Vision Goggles), diventando l’unica attiva di notte in tutta la regione e garantendo copertura completa del territorio.
La base HEMS di Bologna rappresenta oggi un riferimento nazionale per l’introduzione di pratiche cliniche avanzate in ambito preospedaliero.
Bologna è stata tra le prime realtà in Italia a introdurre, già dal 2018, la REBOA (Resuscitative Endovascular Balloon Occlusion of the Aorta) in fase preospedaliera, con circa 20 utilizzi documentati, principalmente in arresti cardiaci traumatici o non traumatici.
All’interno della strategia di Damage Control Resuscitation è stata inoltre sviluppata la Trauma Line, che prevede l’accesso arterioso femorale precoce: una soluzione che consente monitoraggio continuo, prelievi ematici e un rapido accesso a procedure più avanzate, migliorando ulteriormente la gestione del trauma grave.
Dal 2020 è tra le prime basi italiane ad aver introdotto la disponibilità di sangue a bordo con emazie concentrate e fibrinogeno, rendendo possibile la gestione precoce dello shock emorragico già sul luogo dell’evento. In cinque anni sono stati effettuati oltre 150 utilizzi pre-ospedalieri, con evidenze di sicurezza ed efficacia confermate anche dallo studio multicentrico SPITFIRE. Questo risultato è reso possibile dall’integrazione unica tra la base e il Trauma center dell’Ospedale Maggiore, insieme alla stretta collaborazione con il Servizio Trasfusionale Metropolitano.
Sempre in ambito trasfusionale, la base partecipa a un progetto pilota nazionale sull’impiego del sangue intero nello shock emorragico, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Sangue.
Accanto alla pratica clinica, la base è fortemente impegnata nella ricerca scientifica, partecipando e coordinando progetti di rilievo nazionale e internazionale, come lo studio prospettico SPITFIRE su oltre 25 basi italiane, focalizzato sulla gestione pre-ospedaliera dello shock emorragico, e il progetto internazionale AIR-MAMA sulla gestione materno-infantile nell’elisoccorso. Inoltre, la Rianimazione Intra ed Extra Ospedaliera partecipa al network europeo EUPHOREA (European Prehospital Research Alliance), che riunisce operatori e ricercatori di 15 paesi per sviluppare la ricerca in ambito di emergenza pre-ospedaliera.
Queste attività contribuiscono a posizionare Bologna tra i principali centri europei di innovazione nel settore HEMS, oltre a essere protagonista di missioni complesse interregionali e internazionali, come avvenuto lo scorso Capodanno in supporto nell’incidente di Crans-Montana in Svizzera.
Il percorso dell’elisoccorso di Bologna riassume l’evoluzione dell’intero sistema italiano di emergenza: da primo elicottero sanitario regionale nel 1986 a moderna unità di terapia intensiva volante, capace di operare 24 ore su 24 con tecnologie avanzate, competenze altamente specialistiche e forte integrazione con la rete ospedaliera.
Un traguardo importante, il quarantesimo anniversario, che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’opportunità per guardare al futuro e continuare a innovare, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati di cura e sicurezza per tutti i cittadini.