sabato, 13 Giugno 2026

PRONTO SOCCORSO. COINA: “SERVONO PIÙ PROFESSIONISTI, TUTELE REALI E RIFORMA CHE PARTA DA CHI LAVORA IN PRIMA LINEA”

Ceccarelli: «Riconoscere il lavoro usurante, rafforzare gli organici, tutelare i professionisti e investire sulla medicina territoriale non è più rinviabile. Da queste scelte dipende il futuro dell’emergenza-urgenza italiana»

ROMA, 12 GIUGNO 2026 – Nel corso del convegno dedicato alla proposta di legge per la riforma del sistema di emergenza-urgenza e dei pronto soccorso italiani (deputata Marina Ricciardi dei Cinque Stelle), svoltosi nella giornata di ieri presso Palazzo San Macuto a Roma (alla presenza anche del leader Giuseppe Conte), il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie, rappresentato dal Segretario Nazionale Marco Ceccarelli, ha espresso apprezzamento per l’avvio di un confronto istituzionale su uno dei settori più critici del Servizio Sanitario Nazionale, evidenziando al tempo stesso la necessità di trasformare rapidamente il dibattito in misure concrete a sostegno dei professionisti sanitari.

Nel corso dell’iniziativa sono stati affrontati i temi del sovraffollamento dei pronto soccorso, della carenza di personale, della responsabilità professionale, dello sviluppo della telemedicina e del rafforzamento della medicina territoriale, elementi considerati centrali per garantire la sostenibilità futura del sistema.

LA CRISI DEI PRONTO SOCCORSO PARTE DALLA CARENZA DI PERSONALE

I dati discussi durante il confronto fotografano una situazione che richiede interventi urgenti. Ogni anno i pronto soccorso italiani registrano circa 20 milioni di accessi, con una stima di circa 4 milioni di accessi impropri, mentre numerose strutture continuano a operare con organici insufficienti e crescenti difficoltà nel reperire professionisti disponibili a lavorare nei servizi di emergenza-urgenza.

«La crisi dei pronto soccorso non può essere affrontata esclusivamente attraverso interventi organizzativi», afferma Marco Ceccarelli. «Occorre partire dalle persone che garantiscono ogni giorno il funzionamento del sistema. Infermieri, operatori socio-sanitari e professionisti sanitari lavorano spesso in condizioni estremamente complesse, con carichi assistenziali elevati, turnazioni gravose e responsabilità sempre maggiori».

LAVORO USURANTE E RIPOSO BIOLOGICO

Tra i temi affrontati dalla proposta di legge vi è anche il riconoscimento della particolare gravosità del lavoro svolto nell’emergenza-urgenza.

«Il lavoro nei pronto soccorso presenta caratteristiche che meritano un riconoscimento specifico», sottolinea Ceccarelli. «Parliamo di attività svolte in contesti ad altissima pressione, dove stress, rischio professionale e carico emotivo sono quotidiani. Per questo riteniamo fondamentale affrontare il tema del riconoscimento del lavoro usurante, delle tutele previdenziali e del diritto al recupero psicofisico attraverso adeguati periodi di riposo biologico».

RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE E TUTELA DEGLI OPERATORI

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della responsabilità professionale e alle possibili soluzioni già adottate in altri Paesi europei.

«È necessario aprire una riflessione seria sulla tutela dei professionisti che operano in contesti caratterizzati da sovraffollamento e carenza di risorse», prosegue Ceccarelli. «Le criticità organizzative delle strutture non possono ricadere automaticamente sul singolo operatore. Serve un sistema più equilibrato che garantisca contemporaneamente sicurezza per i cittadini e tutela per chi presta assistenza».

TELEMEDICINA, FAST TRACK E MEDICINA TERRITORIALE

Il COINA valuta positivamente anche le proposte relative allo sviluppo della telemedicina, del teleconsulto, dei percorsi di tele-pronto soccorso e dei modelli organizzativi innovativi come i fast track infermieristici, strumenti che possono contribuire a migliorare l’efficienza dei percorsi assistenziali e a ridurre gli accessi impropri.

Secondo il sindacato, tuttavia, nessuna innovazione potrà produrre risultati senza un parallelo rafforzamento della rete territoriale.

«Case della Comunità, assistenza domiciliare, rete 118 e servizi di prossimità devono diventare pienamente operativi», evidenzia Ceccarelli. «Ridurre la pressione sui pronto soccorso significa intercettare prima i bisogni dei cittadini e garantire risposte appropriate sul territorio».

ASSUNZIONI E VALORIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI SANITARIE

Per il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie, il successo di qualsiasi riforma dipenderà soprattutto dalla capacità di investire sul capitale umano.

«Occorre superare le difficoltà che oggi ostacolano il reclutamento e la permanenza del personale nei servizi di emergenza-urgenza», conclude Ceccarelli. «Servono assunzioni, maggiore valorizzazione professionale, condizioni di lavoro sostenibili e strumenti capaci di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie. Solo così sarà possibile garantire pronto soccorso efficienti, sicuri e realmente in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini».

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