La forza di una squadra, la volontà di un collettivo, la speranza di una platea unita dallo stesso desiderio di voltare pagina. Questa è la preziosa miscela che ha accomunato i partecipanti all’evento “Sicurezza, integrazione, innovazione. Il tempo delle scelte”, promosso l’11 giugno dalla Federazione romana di Forza Italia in V Municipio, quartiere Collatino. Una data e un territorio non casuali: un giorno prima del 12 giugno, data della scomparsa tre anni fa del fondatore del partito Silvio Berlusconi, un’assenza che nella sala gremita si è trasformata in presenza. Su tutti gli interventi dei numerosi, qualificati oratori, sembrava aleggiare quell’aura di fiducia, ottimismo, voglia di costruire che animò il Cavaliere, le sue idee sono ancora attuali e perseguite da un gruppo dirigente che si propone alla guida della Capitale, dimostrando di avere le carte in regola. Dalla segretaria romana di FI e assessore regionale del Lazio Luisa Regimenti – che stigmatizza il ruolo del sindaco “influencer mero protagonista di video di propaganda” – alla capogruppo del partito in Campidoglio Rachele Mussolini, che chiede “dignità per Roma” e si unisce a Regimenti nella richiesta di un “candidato sindaco autorevole subito”. Si passa poi all’affettuoso saluto telefonico del senatore Maurizio Gasparri, una “telefonata che va oltre il gesto istituzionale” ha commentato il segretario di FI del V Municipio Michel Emi Maritato. E il luogo. Una periferia dalle mille contraddizioni, che annovera 180 diverse etnie, dove la componente straniera raggiunge il 17,4% dei residenti e i problemi e le disfunzioni crescono di giorno in giorno come una valanga che rotola sulla neve. Un territorio consegnato all’abbandono dalle amministrazioni che si sono succedute, a cui si presenta l’opportunità di compiere un balzo in avanti nelle prossime elezioni amministrative grazie all’impegno e alla competenza di una classe dirigente con tutti i crismi. Un primo assaggio si è avuto con le relazioni degli esperti convenuti nel salone del grande albergo romano, moderati da Fabio Camillacci: giuristi, economisti, esperti di sistemi di mobilità, di organizzazione sanitaria, esponenti della cultura e rappresentanti di varie confessioni religiose, tra cui quelli della comunità indiana e pakistana e gli interventi dell’imam Ataul Wasih Tariq della Comunità Musulmana Ahmadiyya Italiana e di Elizabeth Rijo, presidente del Consiglio nazionale delle diaspore e migrazioni. Perché in città temi come sicurezza, integrazione, dialogo, secondo Michel Emi Maritato “si affrontano con la forza della cultura, non solo con le norme giuridiche”.Roma, 12 giugno 2026