Le persone con diabete presentano un rischio di infarto o ictus doppio rispetto a chi non è affetto dalla patologia
I risultati di una nuova analisi dello studio VESALIUS-CV dimostrano che nelle persone con diabete ad alto rischio evolocumab riduce del 29% il rischio di primi eventi cardiovascolari maggiori
Milano, 11 giugno 2026 – Amgen (NASDAQ: AMGN) ha annunciato nuovi dati presentati durante l’86° Sessione Scientifica dell’American Diabetes Association (ADA), che rafforzano il proprio impegno a beneficio dei pazienti diabetici dislipidemici con patologie cardiovascolari.
I dati comprendono i risultati di una nuova analisi dello studio di Fase 3 VESALIUS-CV relativi a evolocumab in pazienti con diabete ad alto rischio (malattia microvascolare, utilizzo di insulina o durata del diabete ≥10 anni) e livelli elevati di colesterolo LDL (colesterolo cattivo), ma senza precedenti infarto miocardico o ictus.
Questa nuova analisi dello studio di Fase 3 VESALIUS-CV ha valutato l’efficacia di evolocumab in pazienti con diabete ad alto rischio cardiovascolare e livelli elevati di colesterolo LDL, ma senza precedenti episodi di infarto o ictus. L’analisi, condotta su 6.002 pazienti, ha mostrato che l’aggiunta di evolocumab alla terapia ipolipemizzante standard è associata a una riduzione del 29% del rischio di morte coronarica, infarto miocardico o ictus ischemico rispetto al placebo.
Lo studio ha inoltre evidenziato una riduzione del 21% del rischio di morte coronarica, infarto miocardico, ictus ischemico o rivascolarizzazione coronarica guidata dall’ischemia. I pazienti trattati con evolocumab hanno raggiunto livelli mediani di colesterolo LDL pari a 45 mg/dL, rispetto ai 106 mg/dL osservati nel gruppo placebo.
Circa un terzo e un quinto dei pazienti hanno assunto rispettivamente un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) o un agonista del recettore GLP-1 durante lo studio. Benefici simili sono stati osservati indipendentemente dall’utilizzo di queste terapie, evidenziando l’importanza di gestire contemporaneamente più fattori di rischio nei pazienti con diabete ad alto rischio, incluso il trattamento ipolipemizzante con evolocumab.
“Le persone con diabete presentano un rischio di infarto o ictus doppio rispetto a chi non è affetto dalla patologia. Questi risultati dello studio VESALIUS-CV dimostrano che una riduzione precoce e intensiva del colesterolo LDL fino a 45 mg/dL con evolocumab è fondamentale per contribuire a prevenire eventi cardiovascolari potenzialmente invalidanti nei pazienti con malattia ad alto rischio”. Afferma Jay Bradner, M.D., Executive Vice President, Research and Development, Artificial Intelligence and Data di Amgen.
Condizioni come il diabete e livelli elevati di colesterolo LDL spesso coesistono, aumentando il rischio complessivo e portando a esiti clinici avversi.
Nelle persone con diabete, la gestione del rischio cardiovascolare richiede un approccio sempre più integrato e personalizzato. Una corretta identificazione del profilo di rischio del paziente consente infatti di intervenire tempestivamente sui principali fattori che contribuiscono alla progressione della malattia aterosclerotica, tra cui il colesterolo LDL, modificando il decorso del rischio cardiovascolare lungo il continuum della malattia.
“I risultati con evolocumab in questa nuova analisi dello studio VESALIUS-CV confermano quanto sia importante valutare correttamente il rischio cardiovascolare nelle persone con diabete anche senza evento pregresso. Essendo il colesterolo LDL il fattore causale della malattia aterosclerotica, queste evidenze rafforzano la necessità di identificare precocemente i pazienti a più alto rischio e di intervenire in modo efficace sui livelli di LDL per ridurre la probabilità di futuri eventi cardiovascolari”, afferma Salvatore De Cosmo, Direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna-Endocrinologia IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo (FG) e Presidente Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD).
“Poiché il rischio cardiovascolare dipende infatti non solo dai livelli di colesterolo LDL, ma anche dal tempo di esposizione a valori elevati, anticipare la mossa è fondamentale per ridurre il carico cumulativo di colesterolo LDL nel corso della vita e contribuire a modificare il percorso del rischio cardiovascolare, a favore della salute futura dei pazienti”.