Roma, 11 giugno 2026 – HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo annuncia l’ingresso di SIAF – Società Italiana di Audiologia e Foniatria tra i componenti dell’Alleanza. Non si tratta di una semplice adesione, ma una nuova priorità, la tutela della salute uditiva degli anziani, a cui si dedicherà l’Alleanza. D’ora in poi l’ipoacusia – la perdita o riduzione dell’udito – e le problematiche annesse entrano stabilmente nell’agenda di HappyAgeing, come area di intervento urgente per un Paese che invecchia e che non può permettersi di lasciare la popolazione over 65 nell’isolamento sanitario e sociale.
Secondo i recenti dati di Passi d’Argento – Istituto Superiore di Sanità, il 13% degli ultrasessantacinquenni residenti in Italia ha un problema di udito (non risolto o non risolvibile con il ricorso all’apparecchio acustico). Quota che aumenta con l’età e che si riscontra soprattutto tra le donne. La popolazione over 65, quindi, spesso convive con una forma di perdita uditiva, talvolta senza saperlo o senza ricevere cure adeguate. Eppure l’ipoacusia resta una delle condizioni più sistematicamente sottovalutate, sottodiagnosticate e poco trattate del sistema sanitario italiano. Le conseguenze sono spesso irreversibili: la perdita uditiva non gestita isola l’anziano dalla comunità, incide sulla sua autonomia, alimenta fragilità e depressione, e aumenta in modo significativo il rischio di declino cognitivo e demenza. Non sentire significa smettere di partecipare: alla conversazione, alla vita sociale.
Con l’ingresso di SIAF, HappyAgeing passa dalle parole ai fatti: l’Alleanza si impegna a portare il tema dell’ipoacusia negli anziani nelle sedi istituzionali, a promuovere politiche di screening, a chiedere con forza la piena accessibilità ai dispositivi audioprotesici poiché l’udito è un pilastro del benessere, sia fisico che psicologico.
“L’ipoacusia è una delle grandi emergenze dell’invecchiamento italiano. Chi perde l’udito perde progressivamente i legami, la partecipazione alla vita sociale e con essa aumenta il rischio di declino cognitivo. Come HappyAgeing non accettiamo più questa inerzia: l’adesione di SIAF è il segnale che siamo pronti a tradurre la scienza in azioni politiche concrete. Insieme chiederemo con forza screening obbligatori, rimborsi adeguati per i dispositivi e l’adozione di norme che puntano a prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione dell’udito. Sentire bene non è un lusso: è un diritto civile”, dichiara Francesco Macchia, Direttore HappyAgeing.
“L’audiologia migliora la salute e preserva l’identità, ma arriva ancora troppo tardi. La perdita uditiva non trattata non è solo una disabilità sensoriale, è un acceleratore del declino cognitivo. Gli studi lo dimostrano in modo inequivocabile – chi non sente si ritira, si isola, smette di stimolare il cervello – e il rischio di demenza cresce in modo documentato. Aderire a HappyAgeing significa che, come SIAF, porteremo la nostra voce scientifica dove si decidono le politiche sanitarie. Screening precoci, rimborso pieno dei dispositivi e formazione dei medici di medicina generale sono solo alcune delle misure urgenti e non più rinviabili. La salute uditiva è una priorità nazionale”, commenta il Prof. Domenico Rosario Cuda, Direttore di Otorinolaringoiatria AUSL Piacenza e Presidente Nazionale SIAF.
HappyAgeing e SIAF hanno lavorato fianco a fianco già qualche mese fa in occasione dell’incontro “Ipoacusia e invecchiamento attivo: rischi, sottodiagnosi e accesso alle soluzioni per la popolazione over 65”, appuntamento dei Dialoghi sulla Longevità promossi dall’Alleanza. L’evento ha riunito clinici, istituzioni, rappresentanti sindacali e referenti territoriali per fare il punto sullo stato dell’arte dell’ipoacusia in Italia, sulle criticità legate alla rimborsabilità dei dispositivi audioprotesici e sulle ricadute quotidiane osservate nei territori.