Il 12 Giugno per la prima volta Psicologi in piazza a Roma protestano contro riforma previdenziale ENPAP
Venerdì 12 giugno a Roma la prima storica manifestazione della categoria. Nel mirino la riforma della previdenza che taglia i redditi con l’aumento dei contributi dal 12% al 19%.
Roma, 11 Giugno 2026 – Per la prima volta nella storia della professione in Italia, gli psicologi scendono in piazza per una protesta di massa. Venerdì 12 giugno 2026, a partire dalle ore 11:00, una delegazione di professionisti darà vita alla “Manifestazione degli Inginocchiati” davanti alle sedi romane del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Al centro della contestazione c’è la recente riforma decisa da ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Psicologi), accusata dalla categoria di essere stata “calata dall’alto” senza un reale percorso di ascolto della base. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è lo storico aumento dell’aliquota contributiva totale, che passerà dal 12% al 19%.
La proposta, votata dal Consiglio di Amministrazione ENPAP, porterebbe i contributi soggettivi al 15% in 5 anni (+1% all’anno ad iniziare dal 2027), con incremento complessivo del 50%, e quelli integrativi subito al 4% (+100%) per un totale di aumento finale dei contributi al 19%.
«Una stangata insostenibile per una categoria che registra già redditi medi tra i più bassi nel panorama delle professioni ordinistiche italiane», spiega lo psicologo Mauro Grimoldi, tra i promotori della protesta. «Questa riforma non tutela il nostro futuro, ma distrugge il nostro presente, mettendo letteralmente in ginocchio migliaia di professionisti della salute mentale, in gran parte giovani e donne».
La protesta avviene davanti ai Ministeri che dovrebbero approvare gli aumenti, come richiesto dalla legge: la normativa vigente prevede infatti che le delibere degli enti previdenziali privati siano sottoposte a un controllo di legittimità e merito da parte dei Ministeri vigilanti.
Gli psicologi si inginocchieranno davanti al Ministero competente per un minuto in un gesto simbolico che verrà ripetuto in diverse città d’Italia. Al tempo stesso verranno distribuiti ai cittadini pacchetti di fazzoletti con lo slogan “senza psicologi non ci resta che piangere” a testimoniare il valore della professione e la difficoltà in cui viene messa da una riforma così impattante, che rischia peraltro di fare aumentare il lavoro irregolare e di costringere una parte della categoria ad abbandonare la professione a causa dei costi contributivi e fiscali crescenti.
“Abbiamo inviato una lettera chiedendo ai Ministri competenti di non approvare questa delibera – afferma Grimoldi. E’ infatti paradossale che, in un momento storico in cui la domanda di supporto psicologico è ai massimi storici, si scelga di penalizzare proprio i professionisti chiamati a rispondere a questa crisi. Chiediamo una tutela che sia previdenziale, non assistenzialismo al contrario”.
Gli psicologi iscritti a ENPAP sono oltre 112.000, di cui oltre 93.000 sono le posizioni attive. Le psicologhe rappresentano l’83% del totale.