FIMMG: la prossimità si costruisce attraverso l’ACN e il confronto leale tra parte politica, parte funzionariale e parte sociale, a partire dagli AIR
“Questo premio è la dimostrazione pratica di ciò che la medicina generale è già oggi in grado di realizzare quando viene messa nelle condizioni di esprimere pienamente il proprio potenziale. Ma è soprattutto la prova che un Accordo Collettivo Nazionale è utile solo se viene tradotto in azione: se i suoi contenuti normativi, contrattuali e progettuali vengono adattati ai territori nel confronto leale tra parte politica, parte funzionariale e parte sociale, fino a renderli funzionali ai reali bisogni della popolazione e non ai freddi numeri di un’analisi prestazionale. L’esperienza del dottor Misericordia dimostra che la prossimità non nasce da modelli calati dall’alto, né dalla sostituzione di ciò che esiste, ma dal rafforzamento delle reti professionali presenti nei territori, dal lavoro organizzato dei medici di famiglia e dalla relazione fiduciaria con i cittadini”. È il commento di FIMMG all’indomani dell’assegnazione al dottor Paolo Misericordia, medico di medicina generale nelle Marche, del Premio RECTI EQUES – Paladini Italiani della Salute, riconoscimento dedicato ai professionisti che si sono distinti per il contributo alla tutela della salute pubblica, all’innovazione organizzativa e alla qualità dell’assistenza.
Un’esperienza che spazza via con i fatti la narrazione di una medicina generale fatta di professionisti pigri o inefficienti e che, ancora una volta, dimostra come lo studio del medico di medicina generale sia già oggi il primo nodo operativo della rete territoriale: un presidio capace di intercettare precocemente i bisogni di salute, garantire continuità delle cure, offrire risposte ai bisogni non differibili, contribuire alla gestione della cronicità e integrarsi con servizi distrettuali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità.
Significativa è l’esperienza del Polo di medicina generale di Sant’Elpidio a Mare, promosso e coordinato dal dottor Misericordia. Il Polo riunisce 10 medici di medicina generale che hanno scelto di lavorare insieme in un’unica grande struttura, organizzati come équipe, per offrire assistenza ai cittadini del Comune. Il modello integra l’attività ordinaria dei medici di famiglia con ulteriori servizi territoriali: l’Ambulatorio per la Gestione dei Bisogni Non Differibili, già Punto di Primo Intervento, e un reparto di Cure Intermedie da 20 posti letto, destinato a diventare Ospedale di Comunità. La continuità dell’assistenza è garantita anche di notte e nei weekend dai colleghi della Continuità Assistenziale, completando così una copertura 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Si tratta di un’esperienza assimilabile a una Casa della Comunità prevista dal PNRR, fondata sull’integrazione tra medicina generale, servizi distrettuali e altre professionalità sanitarie e sociali. È qui che il premio assume il suo significato più profondo: il Polo di Sant’Elpidio a Mare è la prova concreta che gli obiettivi del PNRR sulle Case della Comunità si raggiungono non con i contenitori vuoti, ma quando la medicina generale partecipa con i propri valori professionali e assistenziali alla costruzione della rete. È l’ACN vigente, quando viene davvero rispettato e realizzato, a consentire questo risultato: un Accordo che si traduce in valore assistenziale reale solo se le sue norme vengono interpretate, adattate e progettate insieme, sul campo, e non applicate come schemi astratti. Ancora più significativo è che tutto questo avvenga in una Regione tutt’altro che facile: le Marche presentano caratteristiche orografiche, geografiche e logistiche complesse, con collegamenti difficili e una popolazione distribuita in modo non omogeneo. Eppure, proprio qui, dove un Presidente come Francesco Acquaroli crede nel confronto, la politica regionale si è fatta facilitatrice: insieme al proprio apparato tecnico-amministrativo ha scelto di integrare le parti sociali rappresentative dei medici come costruttori primari del progetto e non come meri esecutori di ordini calati dall’alto. È questo metodo — il dialogo leale tra parte politica, parte funzionariale e parte sociale — che ha permesso all’Accordo Integrativo Regionale di tradurre le esigenze dei territori in strumenti organizzativi concreti. Il Polo ha portato i medici di medicina generale del Comune a operare in forma aggregata, condividendo spazi, strumenti e processi. Un modello che consente una copertura assistenziale più ampia, una presa in carico più ordinata dei pazienti e una continuità di cura capace di rispondere anche oltre gli schemi tradizionali dell’attività ambulatoriale. Tutto questo con gli strumenti contrattuali e organizzativi già disponibili che, quando vengono utilizzati bene e sostenuti da relazioni istituzionali corrette, possono rafforzare la presenza dei medici di famiglia nelle Case della Comunità, attivare ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, sviluppare processi di presa in carico delle principali patologie croniche, valorizzare servizi diagnostici di primo livello e contribuire alla riduzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso.
Per FIMMG, il premio al dottor Misericordia assume quindi un valore che va oltre il riconoscimento individuale. È la conferma che la medicina generale italiana possiede competenze, radicamento territoriale e capacità organizzativa per essere protagonista della sanità di prossimità, soprattutto quando il livello regionale sceglie la via del confronto e della responsabilità condivisa. Ogni intervento sul territorio dovrebbe partire da questa evidenza: non dalla ricerca di modelli astratti, ma dalla valorizzazione delle esperienze che già producono risultati concreti per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale. Separare la prossimità dalla relazione fiduciaria, o immaginare il territorio come una somma di contenitori organizzativi, significherebbe indebolire proprio ciò che consente alla medicina di famiglia di essere ogni giorno il primo presidio di salute per milioni di cittadini.