mercoledì, 27 Maggio 2026

Dolore cronico: centinaia di farmacisti lombardi formati per rafforzare presa in carico territoriale

Presentati i risultati di un’indagine e di un percorso formativo promossi in Lombardia da Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili. Aggiornamento professionale, prossimità e sinergia tra farmacista e medico di medicina generale tra i fattori chiave per garantire ai pazienti un supporto sempre più efficace, costante e integrato.

Milano, 27 maggio 2026– Il dolore cronico rappresenta una delle problematiche di salute più diffuse; secondo l’Istituto Superiore di Sanità, affligge oltre 10 milioni di italiani. La farmacia di comunità è spesso il primo presidio sanitario al quale questi pazienti si rivolgono per ricevere consigli, informazioni, orientamento e supporto nella gestione delle terapie. In un simile scenario, l’aggiornamento professionale del farmacista diventa cruciale per l’attività di counseling e una sua collaborazione strutturata con il medico di famiglia può costituire un’alleanza strategica, per garantire sul territorio una presa in carico sempre più efficace del paziente con dolore.

Sono alcuni dei messaggi emersi durante l’incontro promosso da Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili, nel corso del quale sono stati presentati i risultati di un’indagine rivolta ai farmacisti lombardi, per verificare il loro livello di interesse e le conoscenze sul tema dolore cronico, e gli esiti del successivo percorso formativo ECM.

Il sondaggio preliminare condotto dalle due Fondazioni aveva evidenziato il desiderio dei farmacisti di acquisire ulteriori competenze riguardo alla gestione del dolore cronico. L’82,6% dei partecipanti affermava di verificare sempre o quasi sempre se il paziente soffrisse di dolore acuto o cronicoOltre la metà (55,1%) si dichiarava già preparata a consigliare l’utente ma interessata ad approfondire alcuni aspetti del corretto percorso diagnostico-terapeutico, mentre sull’impiego di farmaci come gli oppioidi forti e la cannabis terapeutica le conoscenze risultavano prevalentemente di base (63,6% e 43,9%).

Per rispondere alle esigenze emerse, Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili hanno realizzato un corso FAD gratuito che ha registrato 585 iscritti tra i farmacisti lombardi, con 386 che hanno completato il percorsoI risultati della formazione hanno mostrato un significativo incremento delle competenze: la buona conoscenza della Legge 38 è passata dal 13,6% al 91,2%; la conoscenza buona o approfondita degli oppioidi forti dal 34,1% al 93,1%; quella sulla cannabis terapeutica dall’8% al 91%; mentre la conoscenza dei SERD è cresciuta dall’8,3% all’84,8%.

L’elevata adesione e il gradimento espresso dai partecipanti verso l’iniziativa, con una percentuale che ha toccato il 97%, confermano il forte interesse dei farmacisti verso un ambito che rappresenta oggi una delle attività più ricorrenti nella pratica professionale quotidiana. Con la sua prossimità al cittadino, la farmacia è un luogo privilegiato per intercettare e inquadrare precocemente il sintomo dolore, prima che possa cronicizzare, ma anche per educare all’uso corretto dei farmaci, indirizzare il paziente al medico e monitorarne l’aderenza alle cure.

“Il progetto formativo sviluppato con Fondazione Nora e Alberto Gentili intendeva offrire una risposta concreta alle necessità espresse dai farmacisti, approfondendo anche temi complessi come l’impiego di oppioidi e cannabinoidi terapeutici”, spiega Manuela Bandi, Direttrice Fondazione Muralti“Il riscontro ottenuto è stato molto positivo e ciò conferma quanto il tema sia particolarmente sentito dai colleghi. Parliamo di un ambito delicato, che richiede competenze aggiornate perché coinvolge aspetti clinici, di sicurezza e normativi in costante evoluzione. Per questo motivo, continueremo a investire nella formazione e nell’aggiornamento professionale, con l’obiettivo di fornire ai farmacisti skill e strumenti in grado di porli nella condizione di svolgere pienamente il loro ruolo di raccordo tra paziente e medico, supportando aderenza terapeutica, ricognizione farmacologica e continuità assistenziale”.

“Il dolore cronico ha un impatto profondo sulla qualità della vita delle persone e richiede una risposta assistenziale che tenga conto dei reali bisogni dei pazienti”, puntualizza Marta Gentili, Presidente della Fondazione Nora e Alberto Gentili“La nostra Fondazione ha voluto essere tra i promotori di questo percorso formativo, perché crede fortemente nel ruolo centrale della figura del farmacista all’interno della rete ospedale-territorio. Per la sua prossimità al cittadino e la continuità della relazione con il paziente, il farmacista può contribuire in modo importante all’orientamento, al supporto e all’accompagnamento delle persone che convivono con il dolore, all’interno di un modello di presa in carico sempre più integrato con il medico di famiglia e gli altri professionisti sanitari che operano sul territorio”.

“La farmacia è il presidio sanitario più vicino ai cittadini e, spesso, il primo luogo in cui emerge il bisogno di counseling del paziente con dolore cronico”, commenta Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia“Il farmacista è chiamato ogni giorno a un compito di grande responsabilità: non solo dispensare correttamente i farmaci, ma anche ascoltare, consigliare e guidare il malato nel suo percorso di cura, vigilando su appropriatezza e sicurezza. Potenziare le competenze dei nostri professionisti su questo fronte significa rafforzare il ruolo della farmacia nella rete territoriale, la sua capacità di offrire un valido aiuto alla persona che soffre e di porsi come partner strategico del medico di medicina generale e dello specialista, come previsto dalla stessa farmacia dei servizi”.

“Il problema ‘dolore’, con la sfida demografica clinica in atto – sempre più anziani, co-morbidi, fragili -, ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse ed è considerato un tema prioritario di salute pubblica”, dichiara Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico SIMG. “Medici di medicina generale e farmacisti possono aprire un nuovo capitolo nella gestione dei pazienti con dolore, stabilendo una ‘alleanza di processo’: azioni sinergiche verso l’appropriatezza, grazie anche a una formazione specifica. Dalla farmacia che solo ‘dispensa’ si passa alla farmacia che anche ‘intercetta’, diventando vero e proprio sensore sul territorio, in rete con la medicina generale, per promuovere nel cittadino l’automedicazione responsabile, sradicare il pericolo della auto-prescrizione, soprattutto intercettare le situazioni che richiedono, prioritariamente a qualsiasi assunzione di farmaco, il consulto del medico”, conclude Lora Aprile.

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