È in gioco la dignità stessa della nostra professione
Il Presidente OPI Maurizio Zega: “è giusto che gli Ordini Professionali non entrino nelle dinamiche sindacali ma talvolta si ha la sensazione che, prima ancora di problemi retributivi sia in gioco la dignità stessa di una attività professionale: e questo non può lasciare indifferente l’Ordine”.
Sarebbe miopia politica e scarso senso delle istituzioni ritenere che le condizioni di esercizio della professione infermieristica in ambito privato e privato convenzionato siano un tema di scarsa rilevanza per il servizio sanitario nazionale.
Nel Lazio, parla chiaro il numero degli Infermieri del settore privato, che sono circa un terzo degli iscritti all’ordine.
E con altrettanta chiarezza parlano le cifre relative alle retribuzioni degli infermieri italiani rispetto alla media di quelle europee: ma se a questo si aggiunge anche un differenziale ulteriore tra professionisti sanitari del settore pubblico rispetto al privato, allora l’attrattività della nostra professione, già scarsa, finirà sotto zero; è ben noto che nello scorso anno accademico nella nostra Regione i posti a disposizione per i corsi di laurea in Infermieristica sono stati superiori al numero delle domande. Per rinfrescarsi la memoria e a titolo di esempio, alla Sapienza di Roma 2494 posti disponibili, 1091 domande, a Tor Vergata 935 posti e 532 domande.
Con equilibrio e sobrietà, e senza voler uscire dal campo di propria competenza, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma invita caldamente le parti a compiere uno sforzo di equità con i nostri colleghi del settore privato.