La Dott.ssa Manuela Priolo, Direttore di Genetica Medica e di Laboratorio dell’AORN Cardarelli di Napoli, racconta in questa intervista le caratteristiche della sindrome di Malan, le ragioni della sua ancora diffusa sottodiagnosi e il ruolo dell’Italia nella ricerca internazionale. Dopo il recente incontro al Children’s Hospital of Philadelphia, prende forma un gruppo di lavoro internazionale per definire nuove linee guida su diagnosi, presa in carico e follow-up.
Che cos’è la sindrome di Malan e quali segni dovrebbero mettere in allerta una famiglia o un pediatra, portando a cercare una diagnosi genetica?
La sindrome di Malan (MALNS) è una sindrome da iperaccrescimento con disabilità intellettiva ultrarara.
Dal punto di vista clinico le principali componenti mediche sono rappresentate da:
- Ritardo dello sviluppo psicomotorio e disabilità intellettiva invariabilmente presente
- Ipotonia, osservata in almeno 2/3 degli individui MALNS
- Epilessia
- Disturbi comportamentali/manifestazioni psichiatriche, che si osservano nella maggior parte degli individui affetti con particolare incidenza del disturbo d’ansia
- Compromissione della acuità visiva, osservata in almeno il 75% degli individui affetti, ed ipoplasia del nervo ottico in almeno un quarto dei soggetti
- Problematiche scheletriche: habitus esile e scoliosi (75%) o ipercifosi, pes planus, pectus excvatum e/o carinatum (60%). Gli individui affetti da MALNS presentano infine un rischio aumentato a fratture in età pediatrica rispetto alla popolazione generale.
- Segni disautonomici: Una recente analisi dedicata alla ricerca di segni di disautonomia nei pazienti MALNS ha evidenziato una elevata incidenza di disfunzione del sistema nervoso autonomo con particolare compromissione della componente sensoriale (fotosensibilità, iperacusia, ipoalgesia, alterazioni della sudorazione e del sistema secretorio con scialorrea o secchezza delle fauci, disregolazione del meccanismo di termoregolazione), e della componente cardiovascolare (aumentata incidenza di sincopi, svenimenti, alterazioni del ritmo cardiaco, sintomatologia afferente a sindrome da fatica cronica, alterazioni del ritmo sonno veglia La caratterizzazione dei precisi campi di disautonomia ha un rilevante impatto nella presa in carico e nel relativo trattamento appropriato.
- Basso Body mass index (BMI): circa un terzo degli individui affetti da MALNS presentano una diminuzione del BMI < 2 deviazioni standard (DS) con conseguente magrezza patologica. Un basso BMI rappresenta una grave complicanza medica soprattutto nelle patologie croniche con disabilità intellettiva poiché è spesso associata a peggioramento della prognosi quod vitam e quoad valitudinem.
Considerata la ampia sovrapposizione di presentazione con la sindrome di Sotos, le due condizioni sindromiche spesso risultano clinicamente indistinguibili, pertanto una diagnosi differenziale basata su test genetico è ampiamente raccomandata.
Si stima colpisca circa una persona su un milione, ma i registri indicano che è ampiamente sottostimata: quanto è diffusa davvero e perché tante persone restano ancora senza diagnosi?
La prevalenza della MALNS è stimata in circa 1:1.000.000 tuttavia, i dati provenienti da registri di associazione sostengono fortemente che l’esatta prevalenza della condizione è altamente sottostimata. Si ritiene che la sottodiagnosi di tale condizione sia prevalentemente dovuta dalla scarsa confidenza da parte del clinico di identificare precocemente ed in maniera appropriata la condizione che pertanto spesso viene confusa con la sindrome di Sotos o altre condizioni con iperaccrescimento, senza essere definita molecolarmente.
È appena rientrata dalla consensus internazionale promossa dalla Malan Foundation, a cui ha preso parte anche Assi Gulliver: che ruolo ha oggi l’Italia nella ricerca mondiale sulla sindrome, e cosa può significare questo per le famiglie?
Nelle giornate del 23-26 Luglio 2026 abbiamo avuto modo di partecipare presso il Children’s Hospital of Philadelphia al III International Malan Syndrome Meeting. In tale occasione si è anche svolto il primo incontro del Consensus Guidelines Working Group – MALNS nel quale sono state poste le fondamenta per la creazione di un gruppo di lavoro di esperti sulla sindrome di Malan al fine della stesura di linee guida internazionali volte alla diagnosi, presa in carico e follow up di questa condizione. La concretizzazione di una linea guida internazionali, frutto del lavoro collaborativo di tanti esperti, garantirà una maggiore diffusione e conoscenza della malattia e la possibilità di aumentare gli standard di cura e management della stessa. La consensus ha inoltre garantito la partecipazione all’intero arco dei lavori delle PAO (associazioni di familiari), inclusa AssiGulliver, dimostrando di voler prendere in considerazione il punto di vista degli stakeholder che verrà opportunamente incluso nelle future guidelines. Si tratta di uno straordinario esempio di sinergia tra famiglie, pazienti e ricerca, volto al miglioramento della qualità di vita delle persone con sindrome di Malan.