sabato, 25 Aprile 2026

NURSING UP. LOMBARDIA MAGLIA NERA PER CARENZA DI INFERMIERI: BENE INCENTIVI DI CONFINE, MA TASSARE FRONTALIERI È ERRORE

DE PALMA: «PRIMA LASCIAMO CHE FUGGANO IN SVIZZERA, POI PRESENTIAMO LORO IL CONTO! GENIALE. TUTTO ITALIANO!»

ROMA, 24 APRILE 2026 – «Bene gli incentivi per trattenere gli infermieri nelle aree di confine lombarde, ma il meccanismo scelto per finanziarli resta profondamente sbagliato». Così Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.

«La Lombardia, non dimentichiamolo, è maglia nera per carenza di infermieri in Italia con 10mila unità mancanti all’appello: finanziare gli incentivi tassando altri professionisti sanitari significa non affrontare il problema alla radice».

«Altro che “moderno Marco Polo”: l’assessore Guido Bertolaso cerca infermieri in Sudamerica e adesso perfino in Uzbekistan, mentre la Lombardia continua a perdere professionisti verso la Svizzera. Importiamo da lontano ciò che perdiamo sotto casa».

I numeri confermano la crisi: circa 4.300 frontalieri lavorano nel settore sociosanitario in Canton Ticino, il 70% sono italiani, in gran parte infermieri lombardi. «Oltre 3.000 professionisti scelgono ogni giorno, come biasimarli, stipendi fino a 7.000 euro al mese, anche +250% rispetto all’Italia».

Per il sindacato, finanziare gli incentivi con un prelievo del 3–6% sui “vecchi frontalieri” non è altro che «una pericolosa guerra tra professionisti che non risolve nulla».

«Non si colma una carenza di 10mila infermieri mettendo le mani nelle tasche di altri infermieri».

L’emorragia è strutturale: ad esempio 20 uscite al mese nella provincia di Varese, oltre 350 in tre anni; nel 2024 persi più di 3.500 professionisti, solo in minima parte per pensionamento.

«Gli incentivi servono, ma non certo i gabelli. Senza investimenti strutturali e valorizzazione economica, la fuga verso la Svizzera continuerà drammaticamente», conclude De Palma.

Notiziario

Archivio Notizie