venerdì, 24 Aprile 2026

Livorno, al Pronto Soccorso arrivano i facilitatori relazionali: attivo nuovo servizio di supporto a pazienti e familiari

LIVORNO, 24 aprile 2026 – È attivo da alcune settimane al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Livorno il servizio dei facilitatori relazionali, una nuova figura introdotta nell’ambito del progetto regionale per migliorare l’accoglienza e la gestione delle relazioni con l’utenza nelle aree di emergenza-urgenza. Si tratta, nello specifico, di due psicologhe – Angela Villani e Irene Spiga – riconoscibili grazie al caratteristico gilet giallo, che operano a supporto di pazienti e familiari nei momenti di attesa e durante il percorso in Pronto Soccorso.

I facilitatori relazionali non svolgono attività cliniche, diagnostiche o assistenziali, ma intervengono sul piano comunicativo e relazionale, contribuendo a ridurre situazioni di stress e tensione e favorendo un dialogo più efficace tra utenti e personale sanitario. La loro presenza si concentra in particolare negli spazi di transizione tra la sala d’attesa e le aree di osservazione, dove più frequentemente emergono criticità legate all’ansia, ai tempi di attesa e alla necessità di informazioni. Selezionati attraverso un bando regionale e formati con uno specifico percorso dedicato, i facilitatori hanno iniziato nelle scorse settimane a familiarizzare con i percorsi interni del Pronto Soccorso e operano su turni di sei ore, in stretta sinergia con gli operatori sanitari.

“Il Pronto Soccorso rappresenta la principale porta di accesso all’ospedale ed è anche uno dei contesti più delicati dal punto di vista relazionale – sottolinea il direttore del Pronto Soccorso di Livorno, Luca Dallatomasina –. In queste situazioni possono emergere tensioni legate all’attesa e alla preoccupazione per le condizioni di salute. La presenza dei facilitatori relazionali consente di intercettare precocemente questi segnali, favorire una gestione più efficace delle criticità e offrire un supporto informativo e comunicativo a pazienti e familiari fin dal loro arrivo, contribuendo a rendere più fluido e sereno il percorso in Pronto Soccorso”.

Sull’importanza dell’iniziativa interviene anche il direttore del presidio ospedaliero, Spartaco Mencaroni: “L’introduzione dei facilitatori relazionali rappresenta un valore aggiunto per il nostro ospedale, perché rafforza l’attenzione alla persona e alla qualità dell’accoglienza. Si tratta di un servizio che integra e supporta il lavoro degli operatori sanitari e che può contribuire in maniera significativa anche a ridurre situazioni di conflittualità e possibili episodi di violenza nei confronti del personale, favorendo un clima più sereno e collaborativo all’interno del Pronto Soccorso”.

Il servizio del facilitatore relazionale è parte di un progetto più ampio promosso dalla Regione Toscana e già attivo in diverse sedi dell’Azienda USL Toscana nord ovest. Oltre al Pronto Soccorso di Livorno, è presente nei presidi di Pontedera, Lucca, Versilia e Massa, mentre nei mesi estivi sarà attivato anche nelle sedi di Cecina, Piombino e Portoferraio, in considerazione dell’aumento stagionale degli accessi.

 
“L’introduzione dei facilitatori relazionali si inserisce in una strategia aziendale più ampia di rafforzamento dell’emergenza-urgenza, che punta non solo sull’efficienza clinica ma anche sulla qualità dell’accoglienza e della relazione con l’utenza – evidenzia il direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza Area Critica Blocco Operatorio, Paolo Carnesecchi –. L’estensione progressiva del servizio nei diversi Pronto Soccorso aziendali, compresi quelli interessati da picchi stagionali, risponde alla necessità di garantire una presa in carico sempre più completa, capace di integrare competenze sanitarie e attenzione ai bisogni comunicativi ed emotivi dei cittadini, contribuendo al tempo stesso a migliorare il funzionamento complessivo dei servizi e il clima operativo. L’obiettivo è quello di rendere i Pronto Soccorso luoghi non solo efficienti dal punto di vista clinico, ma anche più accoglienti e attenti alla dimensione relazionale, attraverso un modello organizzativo che mette al centro la persona e i suoi bisogni, anche comunicativi ed emotivi”.

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