mercoledì, 4 Marzo 2026

Disturbi dell’alimentazione: se ne parla a Sassari

Sassari, 04 marzo 2026 – “Intercettazione precoce del D-Na: il percorso Lilla”: è il corso di formazione organizzato dalla Asl di Sassari per affrontare il tema dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), una delle patologie psichiatriche a più elevata compromissione organica.

Parliamo quindi di anoressia e bulimia nervosa, DNA con altra specificazione, o il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder). Ad essi si associa il disturbo da evitamento o restrizione alimentare (ARFID) in passato legato all’area pediatrica e ora presente anche nei giovani-adulti. 

“Disturbi caratterizzati da pattern alimentari disfunzionali che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo, con conseguente progressivo danno sulla salute fisica e sul funzionamento psicosociale”, spiega Antonella Amadori responsabile della Ssd Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione della Asl di Sassari e responsabile scientifico della giornata di formazione.

“Anche in presenza di eventi acuti può risultare difficile riconoscere che il disturbo alimentare sia alla base della sintomatologia riferita o rilevata, rendendo più complesso il corretto inquadramento clinico e l’avvio di un trattamento appropriato. I pazienti con DNA possono accedere al Pronto Soccorso con sintomi eterogenei, sia psicopatologici sia organici; in questo senso, l’accesso in emergenza può costituire, seppur in forma impropria o non esplicitata, una richiesta di aiuto. Tale momento rappresenta quindi un’occasione preziosa per l’ingaggio terapeutico e per l’avvio di un percorso di cura strutturato”.

Per questo diventa fondamentale la formazione: l’identificazione del paziente può avvenire già nella fase di accoglienza, nel triage di Pronto Soccorso è infatti prevista l’attribuzione del “Codice Lilla”, primo filtro fondamentale per l’intercettazione precoce e per il miglioramento della prognosi. “La complessità clinica di queste patologie e la rilevanza strategica di questa fase privilegiata di accesso ai servizi di emergenza-urgenza hanno reso necessaria l’attivazione di percorsi specialistici dedicati”, aggiunge.

Alcuni numeri

In Italia, le stime provvisorie evidenziano dati allarmanti: si ipotizza che oltre 2 milioni di giovani tra i 12 e i 25 anni soffrano di un Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione. Tra le caratteristiche tipiche di queste patologie vi sono l’ambivalenza nei confronti del trattamento, la scarsa consapevolezza di malattia e la frequente sottovalutazione della gravità dei sintomi clinici. La diagnosi avviene spesso tardivamente, mediamente dopo circa due anni dall’esordio, quando i sintomi fisici e psichici risultano ormai evidenti e strutturati.


“La definizione di raccomandazioni specifiche per il “Codice Lilla” rappresenta un’importante opportunità per gli operatori sanitari, che necessitano di strumenti pratici in un ambito in cui, ancora oggi, si riscontra una significativa disomogeneità di cura e trattamento sul territorio nazionale. L’obiettivo è fornire un percorso strutturato che consenta di accogliere adeguatamente il paziente in Pronto Soccorso e di orientarlo tempestivamente verso il corretto iter terapeutico”, aggiunge la Amadori.

Il corso, in programma venerdì 13 marzo, nella sala conferenza della Palazzina H del complesso sanitario di Rizzeddu, è rivolto a tutti gli operatori dei presidi di emergenza-urgenza del Nord Ovest Sardegna ed è finalizzato a implementare strumenti operativi per l’intercettazione precoce e l’invio alle strutture di secondo livello per il trattamento specifico dei DNA.

L’obiettivo è garantire una corsia preferenziale a pazienti spesso inconsapevoli della propria condizione, offrendo un ascolto qualificato e orientandoli precocemente alla cura secondo un approccio fondato sull’esperienza clinica e sulle evidenze scientifiche.

Il “Codice Lilla” diventa così uno strumento strategico per l’avvio di una presa in carico multispecialistica, complessa e integrata: un intervento tempestivo e appropriato che può incidere significativamente sull’outcome terapeutico, trasformando la dimensione emergenziale in un momento cruciale di avvio del percorso di cura

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