Saccomanno-Onesti-Vivaldi: «La decisione del Tribunale Amministrativo del Lazio ripristina un principio di razionalità economica fondamentale per la tenuta dei servizi erogati dalla sanità privata»
ROMA, 12 GIUGNO 2026 – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con la sentenza depositata lo scorso 10 giugno, ha accolto il ricorso contro la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1187 del 30 dicembre 2024, azzerando il provvedimento con cui la Regione aveva recepito il nuovo nomenclatore tariffario nazionale. Si tratta di un pronunciamento di rilievo per il Servizio Sanitario Regionale, che conferma la necessità di garantire l’equilibrio economico-organizzativo delle strutture della sanità privata, da mesi impegnate in una complessa azione di tutela istituzionale.
Il TAR ha statuito che l’annullamento del decreto ministeriale presupposto comporta l’automatica illegittimità e la conseguente caducazione dell’atto regionale di recepimento.
I giudici amministrativi hanno rilevato un oggettivo difetto di istruttoria e di metodo da parte dei competenti uffici ministeriali, i quali non hanno analizzato i costi effettivi dei fattori produttivi, né hanno verificato la sostenibilità delle tariffe ereditate dai vecchi modelli regionali.
LA NECESSITÀ DI SALVAGUARDARE I LIVELLI ASSISTENZIALI E LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA DELLE STRUTTURE
Questa la disamina di Karin Saccomanno (Presidente Nazionale AISI): «La decisione del Tribunale Amministrativo del Lazio ripristina un principio di razionalità economica fondamentale per la tenuta dei servizi. L’introduzione di tariffe non correlate alla realtà dei costi operativi avrebbe compromesso l’erogazione delle prestazioni della sanità privata, con un impatto immediato sulle liste d’attesa per i cittadini. I 365 giorni di differimento degli effetti dell’annullamento, disposti dal TAR, rappresentano un margine temporale corretto per consentire alle amministrazioni di riavviare un’istruttoria rigorosa, che non prescinda dal confronto tecnico con gli operatori»
LA CARENZA METODOLOGICA NELLA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE E LE AZIONI DI VERIFICA DOCUMENTALE
Giovanni Onesti (Direttore Generale AISI) analizza così i contenuti della sentenza: «Il nucleo della sentenza evidenzia come la Commissione Tariffe si sia limitata ad acquisire dati pregressi senza una reale analisi dei costi tecnologici, organizzativi e del personale che la sanità privata sostiene quotidianamente per garantire elevati standard qualitativi. La nostra azione non si esaurisce con questo pronunciamento: prosegue l’attività istruttoria legata all’accesso agli atti e alla ricognizione dei dati contabili delle singole strutture, elementi indispensabili sia per la definizione dei futuri modelli tariffari, sia per la quantificazione dei pregiudizi economici subiti».
LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA E LA GOVERNANCE DEL SISTEMA PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI
Fabio Vivaldi (Segretario Generale AISI): «I gravi vizi istruttori rilevati dai giudici amministrativi confermano la fragilità di un percorso normativo strutturato senza una visione d’insieme e una programmazione condivisa. La sentenza del TAR Lazio impone ora l’apertura di una fase di concertazione stabile con le istituzioni. È necessario ridefinire un sistema di remunerazione equilibrato, capace di integrare l’evoluzione della sanità digitale e i reali fabbisogni del territorio, valorizzando l’apporto sussidiario e strutturale della sanità privata all’interno del Servizio Sanitario Nazionale».
L’APPRODO DI UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE A TUTELA DELLA SANITÀ DEL TERRITORIO
Il pronunciamento si inserisce nel quadro delle storiche linee di azione promosse dall’Associazione contro l’inadeguatezza del Nomenclatore. Sin dalle prime fasi della concertazione nazionale, AISI ha denunciato l’insostenibilità di tagli lineari ai rimborsi che, con riduzioni medie del 30% e punte fino all’80% su specifiche prestazioni ambulatoriali, avrebbero minato i bilanci delle strutture e la qualità stessa delle cure erogate sul territorio.
La pronuncia del TAR Lazio rappresenta la conferma giurisprudenziale della correttezza delle analisi tecniche avanzate dall’Associazione. Con questa pronuncia viene ripristinata la corretta metodologia procedurale, ponendo fine a una lunga stagione di incertezza e confermando il ruolo strutturale della sanità privata nell’erogazione sussidiaria dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).