venerdì, 27 Febbraio 2026

Asl Roma 2. Santa Caterina e Appio Latino, sanità rinnovata nei quartieri più popolosi

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Alla Presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, delle Rappresentanze municipali dei V e del VII Municipio, di assessori e consiglieri regionale, e della cittadinanza, due quartieri simbolo della Roma più popolosa tornano al centro della rete sanitaria territoriale con l’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale della Comunità Santa Caterina, nel cuore del Prenestino e, in collegamento video, della struttura di via Cartagine al Quadraro.

L’apertura delle sedi rappresenta un passaggio strategico per la ASL Roma 2, chiamata a presidiare quadranti urbani ad altissima densità abitativa e da sempre caratterizzati da una forte domanda di servizi sanitari. Santa Caterina e via Cartagine diventano tasselli essenziali di una sanità di prossimità che si rinnova nella forma e nella sostanza, offrendo spazi moderni e funzionali, lontani da ambienti logori del passato.

Al Prenestino come al Quadraro, le nuove Case della Comunità si presentano come presidi ampi e articolati, progettati per mettere al centro l’accoglienza e la presa in carico del paziente. Gli ambulatori specialistici dialogano con le aree dedicate all’assistenza sociale, in particolare con gli sportelli PUA, punti unici di accesso che orientano i cittadini nei percorsi sociali e sanitari. La presenza di una radiologia di grandi dimensioni (con Tac di ultima generazione ed una risonanza magnetica ‘aperta’) consente di assicurare un numero elevato di prestazioni giornaliere, riducendo attese e spostamenti verso altre strutture.

Accanto ai servizi clinici trovano spazio sportelli polifunzionali che ampliano il concetto stesso di front office sanitario. Non solo cassa e prenotazioni, ma anche accettazione delle domande per l’esenzione dal reddito, consegna dei referti, pratiche per patenti speciali e tessera sanitaria. Un sistema integrato che semplifica l’accesso e rafforza il rapporto tra cittadino e istituzione.

Completano l’offerta i punti prelievo per le analisi del sangue, l’area dedicata alla continuità assistenziale, la Guardia Medica e gli spazi destinati alla Medicina Generale e alla Pediatria. La struttura di via Cartagine, collegata in diretta durante l’inaugurazione, condivide la stessa impostazione organizzativa e lo stesso obiettivo di tutte le altre Case della Comunità della ASL Roma 2, per garantire prossimità, tempestività e qualità dell’assistenza. Due strutture nevralgiche distrettuali con servizi distribuiti su più piani, in grado di portare salute anche là dove la richiesta è maggiore.

L’ospedale della Comunità, una struttura dedicata ai ricoveri a bassa intensità inferiori ai 30 giorni di degenza, è anch’essa una struttura moderna con 15 posti letto, in stanze riservate dotate di apparati televisivi e toilet in camera. Una struttura anch’essa moderna che potrà contare, dai prossimi giorni, l’accoglienza di pazienti con una rapida turnazione di posti letto nell’ottica della riduzione delle degenze nella rete dell’emergenza/urgenza e di quelle riservate alle acuzie.

“Questo è un momento strategico per la Roma 2. Queste due Case della Comunità hanno un bacino d’utenza esteso in un’area urbana ad altissima densità abitativa. L’Ospedale di Comunità ha una capienza tale da formare un cuscinetto sanitario strategico per le cure a bassa intensità. Strutture che abbiamo interamente riorganizzato. Il ringraziamento va a tutti gli Operatori della ASL Roma 2 per la gestione, la qualità, la competenza che abbiamo messo in questo grande progetto che stiamo portando avanti e ringraziamo la Regione per l’autorizzazione che abbiamo avuto per il fabbisogno del personale”, ha dichiarato il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato.

All’inaugurazione è intervenuto anche il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha sottolineato il valore culturale e organizzativo della riforma territoriale: “Noi dobbiamo cambiare il paradigma a livello culturale e far sì che questi luoghi possano diventare luoghi di progettazione in cui ci si prende cura, ci sia la risposta che si merita e ci siano i percorsi a presa in carico. L’obiettivo è quello della riduzione del carico ospedaliero e dell’abbattimento delle liste d’attesa con un’assistenza di prossimità”.

Le due Case della Comunità si inseriscono in un percorso di trasformazione che guarda a una sanità territoriale più accessibile, accogliente e capace di rispondere alle esigenze quotidiane di migliaia di residenti. Un modello fondato sulla rete, sull’integrazione dei servizi e su ambienti adeguati agli standard contemporanei, segno tangibile di una nuova stagione per la sanità pubblica romana.

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