L’invalidità al 100% non esclude la riacquisizione della capacità lavorativa ai fini del riconoscimento della Naspi.
Decisivo l’intervento della FIALS Potenza e dell’Avv. Domenico Laieta. Il Tribunale riconosce il diritto alla prestazione
Potenza, 31 maggio 2026. Il Tribunale di Lagonegro, in funzione di Giudice del Lavoro, ha riconosciuto il diritto alla NASpI in favore di un lavoratore con invalidità civile al 100% e stato di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992.
Una decisione di grande valore sociale, maturata al termine di una vicenda seguita dalla FIALS Potenza fin dalla fase amministrativa, attraverso i propri servizi, e poi affidata all’Avv. Domenico Laieta, legale di riferimento del sindacato, per portare la tutela davanti al Giudice. Il lavoratore, dopo una lunga esperienza professionale presso una grande azienda pubblica del settore infrastrutturale, era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo a seguito del superamento del periodo di comporto.
Terminato lo stato di malattia, la domanda di NASpI era stata presentata attraverso i servizi della FIALS Potenza, con allegata certificazione medica attestante la riacquisizione della capacità lavorativa. L’INPS aveva respinto la richiesta, ritenendo che il riconoscimento dell’invalidità civile totale e dello stato di handicap grave escludesse la capacità lavorativa utile al riconoscimento dell’indennità “Naspi”. È in quel passaggio che la FIALS Potenza ha scelto di andare fino in fondo. Nel gestire la pratica, il sindacato ha colto subito il valore umano e giuridico della vicenda: dietro quel diniego c’era una persona, un lavoratore, una condizione di fragilità e un diritto che meritava una lettura attenta, rigorosa e coerente con la funzione sociale della NASpI. La FIALS Potenza ha quindi trasformato una pratica amministrativa respinta in un percorso di tutela concreta, affidando il caso all’Avv. Domenico Laieta. Il ricorso curato dall’Avv. Laieta ha ricostruito con precisione il quadro normativo, riportando la questione sul punto essenziale: invalidità civile, handicap grave, capacità lavorativa e diritto alla NASpI sono istituti diversi, fondati su presupposti distinti.
Il Tribunale di Lagonegro ha ribaltato la lettura dell’INPS. La sentenza chiarisce che l’invalidità civile al 100% non equivale all’inabilità assoluta e permanente al lavoro: si tratta di istituti distinti, fondati su presupposti giuridici e valutativi differenti. L’invalidità civile totale fotografa le compromissioni funzionali complessive e generiche della persona; l’inabilità che esclude il diritto alla Naspi richiede l’assoluta impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Confondere questi piani significa applicare in modo distorto categorie che l’ordinamento tiene ben separate. Anche il riconoscimento dello stato di handicap grave ai sensi della Legge 104/1992 svolge una funzione di protezione, inclusione e sostegno. È uno strumento pensato per garantire diritti, favorire percorsi compatibili e rafforzare la tutela della persona.
Il Giudice ha valorizzato tre elementi decisivi: la certificazione medica sulla capacità lavorativa, la domanda NASpI quale dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e la titolarità dell’Assegno Ordinario di Invalidità, prestazione compatibile con una residua capacità lavorativa.
Il ricorso è stato accolto integralmente. Al lavoratore è stato riconosciuto il diritto alla NASpI a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla cessazione dello stato di malattia, ai sensi del D.Lgs. n. 22/2015. L’INPS è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Per la FIALS Potenza si tratta di una decisione di grande rilievo, perché restituisce chiarezza a una materia delicata e afferma un principio di civiltà giuridica: la disabilità richiede tutele rafforzate, percorsi adeguati, attenzione istituzionale e valutazioni precise. La fragilità deve aprire tutele, garantire sostegno, rendere più forte la rete dei diritti. Deve diventare occasione di protezione e inclusione, lasciando pienamente accessibili le prestazioni previste dalla legge quando ne ricorrono i presupposti. In questa vicenda il ruolo della FIALS Potenza è stato decisivo. Il sindacato ha seguito la pratica fin dall’origine, ha intercettato il punto critico dopo il diniego, ha riconosciuto il valore generale del caso e ha attivato una difesa qualificata attraverso l’Avv. Domenico Laieta. Il lavoro dell’Avv. Laieta merita pieno apprezzamento per competenza tecnica, rigore giuridico e sensibilità nella lettura della vicenda umana. “Questa sentenza dimostra che la tutela sindacale conserva un significato profondo quando diventa presenza reale, ascolto, presa in carico e capacità di portare un diritto davanti al giudice”, dichiara la FIALS Potenza. “Un lavoratore rischiava di restare solo davanti a una decisione capace di incidere sul reddito e sulla dignità personale. La FIALS Potenza ha scelto di esserci fin dalla fase amministrativa e, davanti al diniego, ha scelto di andare avanti. Grazie al lavoro dell’Avv. Domenico Laieta, quel diritto è stato riconosciuto e restituito alla sua funzione più autentica: proteggere una persona in un momento particolarmente impegnativo della propria vita”. La FIALS Potenza continuerà a sostenere lavoratori e cittadini che, davanti a provvedimenti capaci di incidere su diritti, reddito e dignità personale, hanno bisogno di una guida chiara, competente e vicina.
Chi vive situazioni analoghe in materia di NASpI, invalidità civile e capacità lavorativa può rivolgersi alle strutture FIALS Potenza per una valutazione della propria posizione.