SIVEMP: Legge di bilancio ancora una volta sbilanciata, sanità pubblica sempre più fragile
Sanità pubblica sempre più fragile: il commento del sindacato sulla manovra e sulle risorse per il personale
Roma, 5 novembre 2026 – Quando un Ministro della salute afferma: “La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso. Sto dalla parte dei cittadini e dei più fragili, di quelli che una cura da soli non se la possono permettere. Serve una sanità pensata per durare, non per arrivare a fine anno”, dopo che le Regioni hanno detto che la sanità pubblica ha bisogno di risorse più ingenti di quelle stanziate dal Governo nella Legge di bilancio, significa che siamo in mezzo a una tempesta istituzionale che, se non sarà appianata, ricadrà pesantemente sulla salute degli italiani.
Siamo concordi con Schillaci sul fatto che “per i più fragili non bastano delle semplici scorciatoie. E non accetto la tentazione che le sta accanto: quella di un contentino, quella di una misura che magari si vede subito, che fa notizia, che porta consenso domani mattina”. Il riferimento potrebbe essere al miliardo e 600 milioni destinato alla sanità privata per il tramite del voucher agli oltre 75enni.
Ma i problemi generati da questa Legge di bilancio sono molteplici. Il più eclatante riguarda il provvedimento, di dubbia costituzionalità, che consente la flat tax al 15% ai lavoratori autonomi che dichiarano meno di 100.000 euro mentre il lavoratore dipendente paga il 43%. Se sei autonomo lavori per 100mila e ti restano netti 85mila, se sei dipendente lavori per 100mila e ti rimangono 57mila netti.
Il Governo continua a incrementare la spesa per gli armamenti e non agisce sull’evasione fiscale per recuperare le risorse necessarie al welfare. Le giovani generazioni, segnate da precarietà lavorativa, bassi salari e difficoltà di accesso alla casa, stanno denunciando il crescente disagio sociale che coinvolge larghe fasce della popolazione.
La Legge di bilancio deve essere emendata in modo da far rientrare il clima di angoscia generale e le proteste motivate da una profonda insoddisfazione, a cominciare dal soddisfacimento del diritto costituzionale fondamentale alla tutela della salute.
Nonostante l’incremento di 2,4 miliardi del Fondo sanitario, le Regioni lamentano che la cifra copre appena un terzo di quanto richiesto per sanare le emergenze di personale e servizi. I recenti contratti del personale sanitario per il triennio 2025/2027 hanno avuto incrementi del 5,4%, mentre nel solo 2026 l’inflazione ha eroso più del 5% del potere di acquisto. E l’inflazione ridurrà ancora tutte le risorse messe nella Legge di bilancio per sanità, scuola e welfare.
Perché il Governo non ascolta il Paese reale?

