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Carceri minorili, Pd: non rispettati i valori costituzionali

05/11/2026 Politica
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Roma, 5 novembre 2026 – “Questo Governo non rispetta la Costituzione e la condizione delle carceri minorili ne è un esempio, dove dai 381 minori detenuti nel 2022 si è passati ai 560 di oggi, mentre spazi, personale, attività rieducative sono diminuiti. Eurostat ha certificato che in Italia i tassi di minorenni denunciati sono tra i più bassi d’Europa. Eppure con il decreto Caivano si è dato avvio a una politica solo repressiva, culminata nelle ultime misure del governo verso i minorenni quattordicenni, con la presunzione di imputabilità e l’arresto in flagranza differita. Sono stati istituiti sessanta nuovi reati e molti riguardano i minori, quasi tutti reati da populismo penale, da palinsesto televisivo. Quando si parla non di prevenzione, di lotta alla dispersione scolastica e alla disgregazione sociale ma piuttosto di più carceri, si rinnega il principio rieducativo della pena”. Lo ha detto in aula il senatore Walter Verini durante il question time con il ministro della Giustizia Nordio.

Alla replica del ministro ha risposto il vicepresidente del gruppo dem Alfredo Bazoli: “Il collasso delle carceri minorili va di pari passo con quelle per gli adulti. È un susseguirsi di notizie drammatiche, da ultima la morte di una ragazza bresciana di soli 20 anni, dopo alcuni giorni di agonia, nel carcere di Verziano. È la seconda morte nel giro di pochi mesi che colpisce le strutture penitenziarie della città. E l’ennesima tragica testimonianza di una situazione insostenibile. Ma l’unica risposta che questo governo sa dare al disagio è la repressione. Il Governo ha rotto la barriera esistente nella gestione della giustizia minorile rispetto a quella degli adulti aumentando i reati e le pene per i minori. Nulla invece è stato fatto per evitare la devianza, preferendo depotenziare o trascurare le misure alternative, la messa alla prova e il reinserimento. Più di un milione di giovani vive in condizione di povertà assoluta e il Governo non gli offre risposte, solo punizioni. I giovani in Ungheria, in Serbia e negli Usa hanno dato la spinta per aprire una pagina nuova. Alle prossime politiche, anche in Italia faranno la loro parte”.

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