Diabete e sport, Anna Arnaudo, mezzofondista azzurra con diabete tipo 1, è vicecampionessa italiana di mezza maratona
I diabetologi FeSDI: “Bisogna rivedere le norme che ancora oggi precludono agli atleti con diabete l’accesso ai gruppi sportivi militari. Auspichiamo un intervento dei Ministri Abodi, Crosetto e Schillaci per porre fine a una discriminazione non più giustificata dalle evidenze scientifiche”
Roma, 5 novembre 2026 – A pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Diabete del 14 novembre, arriva dallo sport un risultato che riporta al centro il tema delle opportunità per gli atleti con diabete. Anna Arnaudo, atleta azzurra con diabete tipo 1 e ambassador della Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), è vicecampionessa italiana di mezza maratona dopo aver conquistato il secondo posto ai Campionati italiani disputati il 1° novembre a Padenghe sul Garda.
Arnaudo ha chiuso i 21,097 chilometri in 1h12’28”, una prestazione di grande valore sportivo che offre anche l’occasione per richiamare un tema sul quale la FeSDI è impegnata da tempo: la necessità di rivedere le norme che ancora oggi precludono agli atleti con diabete l’accesso ai gruppi sportivi militari e dei corpi dello Stato.
“Sono molto felice di questo risultato, soprattutto dopo i mesi difficili dell’infortunio. Tornare a gareggiare a questi livelli e ottenere il secondo miglior tempo della mia carriera in mezza maratona significa molto”, commenta Anna Arnaudo, mezzofondista azzurra e ambassador FeSDI. “Ma credo che risultati come questo possano avere anche un significato più ampio. Convivere con il diabete richiede attenzione, preparazione e responsabilità, ma non significa dover rinunciare agli obiettivi più ambiziosi. Un atleta dovrebbe poter essere valutato per le sue condizioni reali, per la sua preparazione e per i risultati che riesce a raggiungere, non essere escluso a priori esclusivamente per una diagnosi”.
Per gli atleti di alto livello, l’accesso ai gruppi sportivi militari rappresenta uno dei principali strumenti per poter costruire e sostenere nel tempo una carriera agonistica. Per questo, sul tema sono state presentate proposte legislative finalizzate a superare il diabete quale causa automatica di esclusione, per consentire agli atleti di partecipare alle procedure di arruolamento sulla base di criteri che tengano conto delle condizioni individuali, del controllo della patologia e dell’effettiva idoneità alla pratica sportiva. La stessa Arnaudo è stata direttamente impegnata negli ultimi mesi anche nel percorso di sensibilizzazione istituzionale, portando la propria esperienza di atleta con diabete nelle sedi di confronto dedicate al tema dell’accesso ai gruppi sportivi militari.
“Quello raggiunto da Anna è innanzitutto un risultato sportivo di altissimo livello, frutto del suo talento, della preparazione e del lavoro degli ultimi mesi. Ma è anche la dimostrazione concreta di quanto il diabete, quando adeguatamente gestito, non debba rappresentare di per sé un limite alla pratica sportiva agonistica. Oggi disponiamo di conoscenze cliniche, terapie e tecnologie che consentono alle persone con diabete di affrontare anche prestazioni estremamente impegnative in condizioni di sicurezza. Per questo è necessario superare automatismi che non tengono sufficientemente conto dell’evoluzione della diabetologia e della condizione individuale della persona”, dichiara Salvatore De Cosmo, presidente FeSDI e Associazione Medici Diabetologi.
“Lo sport di alto livello ci restituisce esempi sempre più numerosi di atleti con diabete capaci di raggiungere risultati di assoluto rilievo. Il tema non è ridurre i criteri di sicurezza o introdurre deroghe, ma fare in modo che l’idoneità venga valutata sulla base delle evidenze scientifiche e delle reali condizioni della singola persona. La diagnosi, da sola, non dovrebbe trasformarsi in un giudizio preventivo sulle capacità di un atleta. È necessario costruire un modello più aggiornato, capace di coniugare sicurezza, appropriatezza e pari opportunità”, sottolinea Riccardo Bonadonna, presidente della Società Italiana di Diabetologia.
“Gli atleti con diabete chiedono che a parlare siano le loro condizioni cliniche, la loro preparazione e le loro prestazioni e non una diagnosi. Ci rivolgiamo al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché si intervenga per superare definitivamente una norma discriminatoria e non più coerente con la realtà clinica e sportiva di oggi. Sono tante le atlete e gli atleti con diabete che dimostrano con i fatti di poter competere ai massimi livelli. Crediamo sia arrivato il momento di trasformare il confronto avviato in un cambiamento concreto”, concludono De Cosmo e Bonadonna.

