Presentato il Bilancio di Genere delle Aziende sanitarie di Bologna
Bologna, 3 novembre 2026 – È stata presentata la terza edizione del Bilancio di Genere delle Aziende sanitarie di Bologna. Le Aziende sanitarie oggetto del Bilancio di Genere sono l’Azienda USL di Bologna – IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche (AUSL), l’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola (AOU) e l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR).
Il terzo Rendiconto di genere del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, presentato a febbraio 2026, conferma la dimensione strutturale delle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro: il tasso di occupazione femminile si attesta al 53,3%, contro il 71,1% degli uomini, con una differenza di quasi 18 punti percentuali. Il divario retributivo complessivo supera inoltre i 25 punti percentuali e attraversa tutti i settori produttivi. Anche nel settore pubblico la differenza salariale può superare il 20% in ambiti come il servizio sanitario e l’università.
Nelle aziende sanitarie pubbliche le donne rappresentano il 69,26% del personale, ma occupano soltanto il 34,13% dei ruoli di top management. Gli uomini, che costituiscono il 30,74% degli occupati, ricoprono invece il 65,87% delle posizioni apicali. Un quadro che trova riscontri anche a livello internazionale.
La presenza femminile è particolarmente significativa nelle tre Aziende sanitarie bolognesi. Al 31 dicembre 2024 il personale dipendente complessivo ammonta a 16.517 unità. Le donne rappresentano il 73% del personale dell’Azienda USL di Bologna, il 71% del Policlinico di Sant’Orsola e il 65% dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Emergono tuttavia alcune differenze nella distribuzione per specializzazione medica. Le donne sono maggiormente concentrate nelle discipline mediche, dove rappresentano circa il 51% del totale, mentre gli uomini hanno una presenza più distribuita tra le diverse branche specialistiche e risultano nettamente più rappresentati nelle discipline chirurgiche: 26,5% contro il 6,8% delle donne.
Anche nell’analisi delle direzioni di struttura complessa si rileva una minore presenza femminile in tutte e tre le Aziende, mentre appare più equilibrata la distribuzione tra uomini e donne titolari di struttura semplice.
Per quanto riguarda le retribuzioni, la professione medica si conferma quella caratterizzata dal maggiore divario salariale tra uomini e donne. La differenza si annulla, tuttavia, se dal calcolo vengono esclusi i proventi derivanti dalla libera professione. Un divario significativo, pari complessivamente al 7% a svantaggio delle donne, si registra anche tra il personale Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) e Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (TSLB).
La professione medica, in particolare nei livelli di direzione di struttura complessa o semplice, è dunque quella nella quale emerge il maggiore divario tra uomini e donne. Per la dirigenza sanitaria, invece, si rileva in tutte le Aziende un gap positivo a favore delle retribuzioni femminili nelle direzioni di struttura.
La ricerca
Il Bilancio dedica particolare attenzione anche alla ricerca. Delle 2.319 persone che si occupano di ricerca sanitaria e risultano inserite nell’anagrafica ministeriale, 1.417 sono donne, pari al 61% del totale. Il personale inquadrato come Collaboratore Professionale di Ricerca Sanitaria e come Ricercatore Sanitario ammonta a 207 unità, delle quali il 77% è costituito da donne.
Nel corso del 2024 le donne sono state indicate come Principal Investigator (PI) nel 54% dei progetti di ricerca presentati e nel 52% dei progetti approvati e finanziati. Un ulteriore indicatore riguarda la partecipazione alle pubblicazioni scientifiche: le donne risultano autrici nel 42% delle pubblicazioni scientifiche dei tre IRCCS, dato in flessione rispetto al 52% dell’anno precedente. La presenza femminile varia, inoltre, tra le diverse realtà, con una maggiore rappresentanza nell’AUSL (59%) e una minore nell’AOU (41%). Nei tre IRCCS, le donne che ricoprono una posizione PUC (Position of Ultimate Contribution) nelle pubblicazioni rappresentano mediamente il 35% del totale.
Prestazioni e assistenza
La seconda parte del Bilancio è dedicata ai costi di produzione e alle prestazioni erogate dalle Aziende sanitarie, tra cui l’accesso al Pronto Soccorso, l’assistenza ospedaliera e i ricoveri, l’assistenza specialistica e quella farmaceutica.
Nel 2024 nelle tre Aziende si sono registrati complessivamente 474.506 accessi in Pronto Soccorso e nei Centri di Assistenza Urgenza (CAU) dell’AUSL di Bologna. Gli accessi risultano distribuiti quasi equamente tra donne (51,7%) e uomini (48,3%). Circa l’80% degli accessi in Pronto Soccorso si conclude con la dimissione del paziente senza particolari differenze legate al sesso delle persone dimesse.
I ricoveri ospedalieri, ordinari e in day hospital, sono stati complessivamente 135.979, anche in questo caso distribuiti in modo pressoché equilibrato tra donne (50,6%) e uomini (49,4%).
Nel 2024 le due Aziende sanitarie che gestiscono l’assistenza ostetrica hanno registrato complessivamente 6.113 parti: il 61,1% nell’AUSL e il 38,9% nell’AOU. Il 72,8% dei parti è avvenuto per via naturale, mentre il 27,2% con taglio cesareo. Entrambe le tipologie di parto coinvolgono prevalentemente donne nella fascia di età compresa tra i 31 e i 40 anni. Sempre nel 2024 le due Aziende hanno effettuato 1.409 Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG), un dato sostanzialmente in linea con quello del 2023.
Salute mentale
Un’ultima sezione è dedicata alla salute mentale. Nel 2024 il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna ha avuto in carico 26.423 persone, di cui il 50% donne. Le fasce di età maggiormente rappresentate sono quelle tra 0 e 17 anni per le prestazioni offerte dai servizi di Neuropsichiatria Infantile. Per quanto riguarda l’età adulta, le classi maggiormente rappresentate sono quelle tra 45 e 54 anni e tra 55 e 64 anni, sia per le donne sia per gli uomini. Nello stesso anno le persone in trattamento presso i SerDP dell’Azienda USL di Bologna sono state 3.889: il 23,4% donne e il 76,6% uomini.
Il Bilancio di Genere prende inoltre in esame altre dimensioni della vita professionale e organizzativa, tra cui le opportunità di formazione, la prevenzione dei rischi, le aggressioni sul luogo di lavoro e l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Il Bilancio di Genere è consultabile sul sito di ognuna delle tre aziende sanitarie.

