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Ospedale di Imola. Associazione Io Vivrò dona nuove attrezzature per migliorare l’assistenza alle persone con SLA

29/10/2026 Emilia-Romagna
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Il 29 ottobre la consegna ufficiale dei dispositivi destinati alla Medicina Interna e alla Neurologia. Nuovi strumenti per favorire autonomia, sicurezza e qualità dell’assistenza

Imola, 29 ottobre 2026 – L’Associazione Io Vivrò APS, impegnata nel sostegno alle persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e alle loro famiglie, dona all’Azienda USL di Imola nuove attrezzature destinate alla Medicina Interna e alla Neurologia dell’Ospedale Santa Maria della Scaletta.

La consegna ufficiale si è tenuta giovedì 29 ottobre all’Ospedale di Imola, alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Io Vivrò APS, la vicepresidente Martina Fantelli e il tesoriere Piero Casarini, del direttore medico di Presidio Andrea Neri, delle équipe della Neurologia, guidata dalla dottoressa Patrizia De Massis, e della Medicina Interna, diretta dal dottor Federico Lari, e di Mariangela Bianconcini, psicologa e psicoterapeuta della Psicologia Ospedaliera dell’AUSL di Imola.

La donazione nasce dalla volontà di contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza ospedaliera, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con SLA, una malattia neurodegenerativa progressiva che compromette le capacità di movimento e di comunicazione, rendendo complessi anche i gesti più semplici della vita quotidiana.

Alla Medicina Interna è stato destinato un dispositivo di chiamata specificamente pensato per persone con importanti limitazioni motorie, un sistema attivabile attraverso il soffio, pulsanti a pressione e un dispositivo azionabile con un dito, completi dei relativi supporti di fissaggio.

Questi strumenti permettono di adattare il sistema di chiamata alle capacità motorie residue delle persone con SLA ricoverate, consentendo loro di richiedere l’intervento del personale sanitario anche quando non sono più in grado di utilizzare i tradizionali pulsanti. Una possibilità fondamentale per garantire sicurezza, tempestività assistenziale e maggiore autonomia.

“Per una persona con SLA, anche un gesto apparentemente semplice come premere il pulsante per chiamare un infermiere può diventare impossibile – sottolinea Federico Lari, direttore della Medicina Interna –. Disporre di sistemi di chiamata adattabili alle diverse capacità motorie significa garantire a queste persone la possibilità di segnalare un bisogno, chiedere aiuto e mantenere un canale diretto con il personale di assistenza. È un aspetto molto importante della presa in carico, perché ci consente di rispondere in modo più tempestivo e personalizzato, aumentando la sicurezza e riducendo il senso di dipendenza e vulnerabilità che può accompagnare il ricovero”.

La donazione comprende inoltre un monitor Samsung Odyssey Neo G7 ad alta definizione, destinato alla Neurologia. Il monitor potrà essere utilizzato per le riunioni multidisciplinari d’équipe, le videoconferenze e le videoconsulenze con professionisti di altre strutture o con i pazienti a domicilio, facilitando il confronto clinico e la condivisione delle valutazioni nei percorsi assistenziali più complessi.

“La gestione della SLA richiede un approccio multidisciplinare e un costante confronto tra professionisti di diverse specialità – spiega Patrizia De Massis, responsabile dell’équipe di Neurologia e referente del team SLA aziendale –. Nella nostra AUSL opera già da anni un team multidisciplinare di specialisti e di numerose altre figure professionali sia ospedaliere che territoriali che attuano una presa in carico globale del paziente sin dalla comunicazione della diagnosi, momento estremamente delicato che avviene sempre in presenza della psicologa. Il team effettua riunioni periodiche in presenza che vedono coinvolto anche il medico di medicina generale. Grazie alla donazione – prosegue la dottoressa – sarà possibile confrontarci durante le riunioni cliniche anche a distanza e realizzare videoconsulenze con i pazienti in fase avanzata di malattia il cui trasporto in ospedale diventa difficoltoso, rappresentando un supporto prezioso al nostro lavoro quotidiano. Questo strumento contribuirà a facilitare la collaborazione tra i componenti del team, il paziente ed il caregiver, favorendo una presa in carico sempre più integrata e attenta alla complessità dei bisogni delle persone assistite”.

Il valore complessivo della donazione è di oltre 2600 euro.

“Desidero esprimere, a nome di tutta la comunità professionale dell’Ospedale di Imola, un sincero ringraziamento all’Associazione Io Vivrò per questa importante donazione – dichiara Andrea Neri, direttore medico di Presidio –. È un gesto di grande sensibilità e attenzione verso le persone che affrontano una malattia complessa come la SLA e che ci permette di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza, mettendo a disposizione strumenti capaci di rispondere a bisogni specifici. Questa iniziativa testimonia ancora una volta quanto sia preziosa la collaborazione tra il servizio sanitario pubblico e il mondo del volontariato e dell’associazionismo. Una vicinanza concreta che rafforza il legame tra l’ospedale e la comunità e contribuisce a rendere le cure sempre più attente alla persona, alla sua autonomia e alla sua dignità”.

L’Associazione Io Vivrò APS, presieduta da Gabriele Cavina, opera a sostegno delle persone con SLA e delle loro famiglie, contribuendo a mantenere viva l’attenzione sui bisogni assistenziali e sulle difficoltà che accompagnano la malattia.

La donazione rappresenta un ulteriore esempio del valore della collaborazione tra il servizio sanitario pubblico e le realtà associative del territorio, una rete di solidarietà che contribuisce concretamente a migliorare la qualità dell’assistenza.

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