“Al di là di tante parole, le chiacchiere stanno a zero, il nostro Paese è ultimo tra i Paesi del G7 per spesa sanitaria pubblica pro capite, mentre continua a ridursi la quota di prodotto interno lordo destinata alla sanità. Non solo non si è ridotta la forbice del sottofinanziamento, ma si è addirittura ampliata. Un declino che risente di due elementi fondamentali: il tasso di invecchiamento della popolazione e l’effetto dell’inflazione e dei costi energetici. Una popolazione che invecchia ha bisogno di più assistenza sanitaria e la riduzione delle risorse aumenta le disuguaglianze.
Se non mettiamo al centro il tema delle disuguaglianze, investendo di più e meglio sul nostro sistema sanitario, le differenze sono destinate ad aumentare: chi ha le possibilità economiche potrà curarsi meglio, mentre altri cittadini dovranno rinunciare a curarsi. Tutto ciò in spregio alla Carta costituzionale. Serve un vero e proprio piano Marshall per il nostro sistema sanitario.
È stato un errore, a suo tempo, non utilizzare i fondi del MES, il Meccanismo europeo di stabilità, che avrebbero potuto rappresentare un volano per rilanciare il Servizio sanitario nazionale. Un Paese serio dovrebbe mettere al centro dell’agenda istituzionale il rafforzamento e il rilancio del SSN per i prossimi vent’anni. Purtroppo questo non sta avvenendo”. Lo ha dichiarato Alessio D’Amato, responsabile nazionale Welfare di Azione.