giovedì, 23 Luglio 2026

Federazione Cimo-Fesmed abbandona il tavolo contrattuale

QUICI: «poche certezze ma soprattutto dicotomia tra Legge dello Stato e Atto di indirizzo sul finanziamento della specificità medica e sanitaria».

Roma, 23 luglio 2026 – La federazione Cimo-Fesmed ha abbandonato la trattativa contrattuale per palese incongruenza emersa tra quanto stabilito dalla legge di bilancio 2026 e quanto indicato nell’atto di indirizzo al contratto relativamente alle risorse destinate all’incremento della indennità di specificità medica e sanitaria.

Secondo QUICI «mancano all’appello 50 milioni per i medici e 5,5 milioni per i sanitari. Non accettabile un incremento di 393 euro a regime pro capite di cui solo 230 euro mese per lo stipendio tabellare».

Non si condivide di voler dirottare risorse contrattuali, per adeguare il valore della retribuzione dei giorni di ferie, ad una direttiva UE, art 7 co. 1 Direttiva UE 2003/88 e a una recente sentenza della Corte di Cassazione, sentenza n. 6282 del 2025, piuttosto che utilizzare risorse aggiuntive.

Incertezze sulla distribuzione delle altre risorse e nessuna apertura sulla valorizzazione economica per i dirigenti con incarico professionale da più di 10 anni di attività.

In sintesi, si tratta di proposta di contratto da rivedere alla luce dei chiarimenti richiesti circa l’effettiva esigibilità delle risorse contrattuali anche in funzione degli aspetti normativi del contratto.

Restano ancora aperti alcuni temi fondamentali, sui quali sarà necessario trovare risposte condivise alla ripresa del confronto autunnale: dalla disciplina della libera professione alla definizione di criteri che garantiscano una maggioranza nelle trattative decentrate, fino alla costruzione di percorsi chiari per lo sviluppo professionale e la progressione di carriera e al rafforzamento della formazione.

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