159 persone affette da demenza hanno ricevuto più rapidamente l’assegno di cura grazie alla valutazione d’ufficio. L’assessora Pamer punta sul pacchetto di misure volto a ridurre i tempi di attesa.
BOLZANO (USP). Dal 1° maggio è in vigore una misura che contribuisce in modo significativo ad accelerare la valutazione della non autosufficienza in caso di diagnosi di demenza: se è disponibile la valutazione dello stato di salute effettuata da una delle Memory Clinic altoatesine, la valutazione della non autosufficienza non è più necessaria. Ciò significa che l’assegnazione a uno dei livelli di assistenza avviene d’ufficio, sulla base del certificato medico allegato. In questo modo si riduce il tempo di attesa per i richiedenti e le richiedenti e l’assegno di cura può essere erogato più rapidamente alle persone affette da demenza. La misura fa parte di un ampio pacchetto di interventi, alla cui attuazione si lavora dall’autunno dello scorso anno.
Dai dati emerge che fino a metà luglio sono state presentate 232 domande, 220 delle quali sono già state evase. 159 persone affette da demenza hanno ricevuto così già l’assegno di cura, di cui 55 nel 1° livello di assistenza, 58 nel 2° livello di assistenza e 46 nel 3° livello di assistenza. Per 61 domande esaminate non è stato possibile assegnare il livello di assistenza per motivi formali. “I dati dimostrano che siamo sulla strada giusta: in presenza di una diagnosi di demenza, l’erogazione dell’assegno di cura avviene più rapidamente e quindi in modo più mirato”, afferma convinta l’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer. Allo stesso tempo, sottolinea che questa misura è solo uno dei tanti passi con cui si intende ridurre in modo sistematico i tempi di attesa per la classificazione della non autosufficienza: “Un prossimo grande obiettivo sono le modifiche al questionario di valutazione, dalle quali ci aspettiamo un alleggerimento soprattutto per il personale. Infatti, se si riesce a ridurre la burocrazia, i team di valutazione avranno più tempo per lavorare con le persone”.