Ferrara, 11 luglio 2026 – La storia di una neonata e del suo complesso percorso clinico, da diagnosi prenatale a dimissione gestito in sinergia dai professionisti del Dipartimento Materno Infantile
Dopo la nascita ha subito cinque interventi chirurgici, il primo dei quali a poche ore dal parto, per correggere problemi di salute molto complessi, poi è stata seguita dai Servizi neonatali e pediatrici dell’Azienda Ospedaliero Universitaria per sei mesi. Nei giorni scorsi, finalmente, la dimissione a domicilio che – sebbene il percorso della piccola preveda ancora un lungo iter di accertamenti e interventi programmati, sia in regime ambulatoriale che di ricovero – segna il raggiungimento di un’importante autonomia assistenziale. Un successo conseguito grazie alla presa in carico globale e multidisciplinare che ha visto la collaborazione di diversi specialisti del Dipartimento Materno Infantile (diretto dal dott. Claudio Vella) .
“Sono molto contenta per l’importante risultato, sebbene ancora parziale, conseguito nella storia clinica di questa bambina e per la sua famiglia. Il percorso sarà ancora complesso e lungo ma mirato alla guarigione della piccola paziente – commenta la direttrice delle Aziende sanitarie ferraresi, dott.ssa Nicoletta Natalini -. “ Le Aziende sanitarie ferraresi dispongono di strutture e servizi all’avanguardia, in grado di dare risposte alle esigenze di salute della popolazione residente, e in grado di collaborare, con un approccio multidisciplinare e orientato al paziente, conseguendo risultati di grande rilievo, come è accaduto in questo caso”.
La bimba, nata pretermine alla 31esima settimana a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni fetali e materne, era affetta da un quadro grave e complesso : esofago interrotto e collegato in modo sbagliato con la trachea (in termini tecnici atresia esofagea), associato ad una malformazione ano-rettale .
Il monitoraggio clinico della piccina è iniziato già in epoca prenatale presso l’ambulatorio per le Gravidanze a Rischio ( referente dott.ssa Danila Morano) del reparto di Ostetricia e Ginecologia (direttore facente funzioni dott.ssa Ruby Martinello) , dove la madre è stata seguita con regolarità per gestire la patologia malformativa rilevata già prima del parto.
” La storia di questa bimba – evidenzia la dott.ssa Morano – mette in luce l’importanza fondamentale della diagnosi e del monitoraggio prenatale multidisciplinare, grazie al quale abbiamo coordinato fin da subito le azioni con i neonatologi e i chirurghi pediatri, garantendo una sorveglianza stretta che si è rivelata determinante quando le condizioni cliniche hanno imposto il parto pretermine “.
L’elevata complessità chirurgica ha richiesto l’impiego di tecniche all’avanguardia: l’atresia esofagea è stata trattata con tecnica mininvasiva toracoscopica , mentre la malformazione ano-rettale è stata gestita per “step” seguendo le più innovative tecniche internazionali.
” Il trattamento di malformazioni così rare e gravi – afferma Vella, che ricopre anche il ruolo di Direttore della Chirurgia Pediatrica – richiede non solo competenze tecniche elevate, come l’approccio toracoscopico mininvasivo, ma soprattutto una visione d’insieme e una grande precisione. Il coordinamento tra Chirurgia Pediatrica, Anestesia e Terapia Intensiva Neonatale ha permesso di gestire con successo i cinque interventi necessari, tutelando la salute della neonata in ogni fase critica “.
Un aspetto particolarmente delicato del decorso post-operatorio è stato il lungo recupero dell’ autonomia respiratoria , gestito con il supporto degli specialisti in tracheo-broncoscopia (i dottori Mario Tamburrini , Marco Piattella e Giacomo Forini dell’Unità Operativa di Pneumologia diretta dal prof. Alberto Papi ) e di un team dedicato.
” L’assistenza post-operatoria e la cura delle fasi successive alle complesse manovre chirurgiche – dichiara il dott. Milo Vason , Direttore facente funzioni del Servizio di Anestesia Pediatrica dell’ospedale di Cona – sono il risultato di un lavoro di squadra. Il recupero dell’autonomia respiratoria è stato un cammino lungo e complesso, gestito in modo multidisciplinare dagli anestesisti pediatrici e da tutte le figure dedicate alla cura della piccola paziente per garantirne la stabilità “.
Dopo la fase in Terapia Intensiva Neonatale ( diretta dalla dott.ssa Agostina Solinas) , la piccola è stata trasferita in degenza pediatrica . I genitori sono stati attivamente coinvolti nell’esecuzione delle cure e formati nell’utilizzo dei presidi e nel riconoscimento precoce dei segni di allarme .
“ Poter festeggiare con la famiglia questa dimissione dopo sei mesi di ricovero è stato un momento di grande commozione – spiega Solinas -. Un risultato che premia un impegno corale che ha visto coinvolti medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, psicologi e mediatori culturali. I genitori hanno dimostrato estrema fiducia anche quando la sopravvivenza non era scontata “.
” Il ricovero in degenza pediatrica – sottolinea la dott.ssa Cristina Malaventura , Responsabile della Degenza Pediatria, afferente al Reparto di Pediatria diretto dalla prof.ssa Agnese Suppiej – è stato fondamentale per rafforzare le competenze della famiglia e promuovere la sicurezza nella gestione domiciliare. Come parte del team multidisciplinare, il nostro compito continuerà ad essere quello di assicurare la coerenza degli interventi e la continuità assistenziale, offrendo il supporto clinico ed educativo necessario per migliorare la qualità di vita della bambina e della sua famiglia “.