I dati dell’anno scolastico 2025-2026: cresce la consapevolezza su alcol, sigarette elettroniche e sanzioni stradali tra gli studenti. Le classi quinte delle superiori entrano in contatto con la Casa Circondariale del territorio
Forlì, 29 giugno 2026 – Si è concluso l’anno scolastico 2025-2026 e il Servizio Dipendenze Patologiche (SerDP) di Forlì tira le somme di un piano di prevenzione che ha coinvolto più di 600 studenti del territorio, proveniente da scuole secondarie di primo e secondo grado. Un bilancio più che positivo, ma anche una fotografia nitida delle nuove sfide educative che riguardano i giovanissimi della nostra città.
I professionisti sanitari del servizio territoriale hanno proposto, in linea con il mandato storico del servizio, tre percorsi mirati, ottenendo risposte sorprendenti dai ragazzi, ma rilevando anche qualche “nota dolente” sul fronte degli adulti.
Nelle scuole secondarie di primo grado vince la chiarezza sulle sigarette elettroniche: il progetto “Mediamente”
Rivolto alle classi seconde e terze, il progetto “Mediamente” ha affrontato i rischi legati alle sostanze legali che registrano un contatto sempre più precoce: alcol e nicotina. Attraverso tre ore di laboratori interattivi e dialoghi aperti, gli operatori hanno smantellato molti falsi miti.
Il risultato più eclatante è stato sfatare la falsa percezione legata alle sigarette elettroniche (le diffusissime “puff”). A seguito dell’incontro, ben il 74.9% degli alunni (rispetto al 46% iniziale) ha interiorizzato che i rischi a lungo termine di questi dispositivi non sono ancora del tutto noti per mancanza di studi longitudinali.
Purtroppo, anche se i ragazzi hanno risposto con entusiasmo, lo stesso non si può dire per la “comunità educante”. Gli incontri dedicati a genitori e insegnanti hanno registrato una bassa partecipazione, evidenziando il rischio che i messaggi preventivi restino isolati se non supportati nei contesti educativi quotidiani.
Nelle scuole secondarie di secondo grado crollano i tabù su sanzioni e dipendenza: il progetto “Just Say Know”
Spostandosi sui ragazzi più grandi del territorio (nello specifico sono stati coinvolti gli istituti: ENAIP, Ruffilli, Classico, Scientifico, Artistico Canova, AECA e CNOS), il progetto “Just Say Know” ha puntato i riflettori sulle sostanze stupefacenti e sui risvolti legali.
Anche in questo caso tre ore di modulo hanno aumentato le conoscenze dei ragazzi. Il punteggio più significativo riguarda il Codice della Strada: prima dell’incontro solo il 9.36% degli studenti conosceva i veri rischi legali legati alla guida in stato di ebbrezza per i minori. Dopo l’intervento, il 64.14% ha appreso la norma corretta, ovvero il differimento del conseguimento della patente fino a 21 anni. Ottimi risultati anche per la parte scientifica: gli studenti hanno imparato a riconoscere la vera e propria “triade della dipendenza” (astinenza, tolleranza e craving), passata dal 18.35% al 47.68% di risposte corrette. Infine, l’indice di gradimento ha sfiorato il 93%.
Oltre il pregiudizio, la scuola incontra il carcere: il progetto “Valico”
Il “Valico” è un progetto dal forte impatto sociale che ha visto quattro classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado del territorio di Forlì varcare la soglia della Casa Circondariale di Forlì.
I ragazzi hanno trascorso una mattinata all’interno del carcere, incontrando da vicino le persone recluse. L’obiettivo dell’incontro era duplice: permettere agli studenti di abbattere lo stigma e i pregiudizi che circondano le persone recluse e che hanno problematiche legate al consumo di sostanze ed offrire un momento di valore terapeutico per i detenuti e le detenute che stanno facendo un percorso riabilitativo.
Il progetto ha visto il coinvolgimento di 98 studenti e 10 detenuti e il riscontro è stato positivo: tutti i partecipanti al progetto hanno manifestato un alto livello di soddisfazione.
Il bilancio dei progetti realizzati nell’anno scolastico
“Sicuramente – spiegano gli operatori del SerDP – abbiamo la certezza che i giovani forlivesi non cercano lezioni “terroristiche” o prediche, ma informazioni scientifiche, dialogo e ascolto. La fiducia costruita con gli operatori del SerDP è alta (l’80.6% dei ragazzi delle superiori dichiara che si rivolgerebbe a loro in caso di bisogno). In un epoca in cui la disponibilità delle informazioni è sempre più accessibile, la sfida è confermarsi come adulti credibili di riferimento.”