Siracusa 29 giugno 2026 – L’Asp di Siracusa prosegue le attività cofinanziate dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021–2027, area dedicata al contrasto della povertà sanitaria, anche attraverso il progetto “Famiglie in Rete”, dedicato al sostegno delle famiglie di persone con disagio psichico.
Il team di lavoro, coordinato dal direttore del Dipartimento Salute Mentale Rosario Pavone, è composto da medici, psicologi e assistenti sociali che, sin dall’avvio delle attività progettuali, hanno coinvolto 146 nuclei familiari, raggiungendo 219 caregiver e realizzando oltre 600 colloqui individuali e familiari.
Tra le principali azioni introdotte figurano la costituzione di gruppi familiari nei diversi comuni della provincia e l’organizzazione di incontri finalizzati al riconoscimento e alla condivisione delle problematiche legate ai disturbi psichici, al sostegno emotivo dei caregiver e alla promozione di percorsi di auto mutuo aiuto. Risultati che confermano l’importanza di un approccio territoriale integrato nella presa in carico delle fragilità psicosociali.
Il progetto si pone l’obiettivo di rafforzare il supporto alle famiglie, migliorare l’integrazione tra servizi sanitari e rete territoriale e offrire strumenti terapeutici e psicosociali in grado di sostenere sia i caregiver sia i pazienti nei percorsi di cura e inclusione sociale.
Per potenziare ulteriormente le attività previste dal Programma, l’Azienda ha recentemente individuato 17 professionisti interni aggiuntivi, prevalentemente assistenti sociali, che sono impegnati nel raccordo tra le diverse articolazioni del Dipartimento di Salute Mentale e nel supporto ai percorsi di presa in carico territoriale, contribuendo a rendere ancora più capillare ed efficace la rete di sostegno offerta ai cittadini.
“La salute mentale non riguarda mai una sola persona – sottolinea il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Gioacchino Iraci -, dietro ogni numero ci sono storie di vita di intere famiglie che, spesso lontano dai riflettori, affrontano sfide complesse e profonde. Per questo “Famiglie in Rete” vuole essere prima di tutto una presenza, uno spazio in cui condividere il peso delle difficoltà e ritrovare la forza della vicinanza umana. Perché quando una famiglia viene sostenuta, non si cura soltanto una fragilità, ma si alimenta la speranza e si costruisce una rete capace di generare benessere per l’intera comunità”.
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