lunedì, 29 Giugno 2026

SICUREZZA STRADALE. PROF. VAIA, 3MILA MORTI ANNO SONO GUERRA SENZA ARMI. “MENO CELLULARE, PIÙ VITE”

Roma, 28 giugno 2026 – La morte di un ragazzo di 19 anni, avvenuta nella notte a Pozzolengo, nel Bresciano, dopo uno scontro frontale lungo la Strada Provinciale 13, riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale e della prevenzione. Un’emergenza che, secondo il professor Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute e oggi Componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, deve essere affrontata come una priorità nazionale. Intervenuto stamani a Unomattina Weekly, Vaia ha definito i circa 3mila morti ogni anno sulle strade italiane “una tragedia immane, una guerra senza armi, senza cannoni e senza missili, ma una guerra che dobbiamo vincere”. Il professore ha richiamato il valore della prevenzione, sottolineando come gli incidenti stradali non provochino solo vittime, ma anche esiti gravemente disabilitanti, con conseguenze pesanti sulle famiglie, sulla società e sul sistema sanitario. “Parliamo spesso di salute e sicurezza – ha osservato – ma questo è un carico che non possiamo più permetterci”. Per Vaia serve intervenire su più livelli: applicazione rigorosa delle norme già esistenti, maggiore attenzione al rilascio e al rinnovo delle patenti, controlli più severi su alcol e droghe, ma soprattutto una nuova consapevolezza sui rischi legati alla distrazione alla guida. Il cellulare, ha spiegato, è oggi uno dei possibili principali elementi di pericolo: limitarne l’uso mentre si guida non significa comprimere la libertà individuale, ma proteggere la vita propria e quella degli altri. Da qui lo slogan lanciato da Vaia: “Meno cellulare, più vite”. Un messaggio che, secondo il professore, dovrebbe entrare con forza nella comunicazione pubblica e delle istituzioni, a partire dalla Presidente del Consiglio dei ministri che ha tanta presa sull’opinione pubblica, ma con il coinvolgimento anche di tutte le altre istituzioni, e di rappresentanti del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Deve diventare un messaggio del nostro Paese. “Serve un grande impegno collettivo – ha detto – per far entrare nella testa degli italiani che la sicurezza stradale è prevenzione, responsabilità e rispetto della vita”.

Vaia ha infine richiamato l’attenzione anche sull’evoluzione tecnologica delle automobili. I sistemi digitali di bordo rappresentano un importante progresso per la sicurezza e il comfort, ma devono essere progettati secondo criteri ergonomici che non sottraggano attenzione alla guida. Anche l’utilizzo di schermi e display sempre più complessi può trasformarsi in un elemento di distrazione se costringe il conducente a distogliere lo sguardo dalla strada. Per questo, ha osservato, la tecnologia deve essere pensata per assistere chi guida, non per aumentarne il carico cognitivo.

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