Oltre 1.360 congressi e convegni organizzati dal 2000. Il protocollo con FNOPI consolida il dialogo tra medici, infermieri e tutte le professioni della salute
Aodi: «Il congresso ha messo a confronto specialisti di ortopedia, fisiatria, neurologia, diagnostica per immagini, chirurgia, fisioterapia, riabilitazione e terapia del dolore sui più moderni percorsi dedicati alle patologie di gomito, polso e mano. Insieme al consigliere nazionale FNOPI Gianluca Chelo abbiamo presentato il protocollo di collaborazione tra la nostra rete associativa e la Federazione per rafforzare il dialogo tra tutte le professioni sanitarie e chiedere il definitivo superamento dell’articolo 13 del Cura Italia.»
ROMA, 27 GIUGNO 2026 – Si è svolto questa mattina, con oltre 100 partecipanti, a Roma, il Congresso ECM “Approccio multidisciplinare dalla diagnosi alla terapia”, primo appuntamento del 26° Corso di Aggiornamento Interdisciplinare, che ha riunito professionisti della salute, rappresentanti istituzionali, ordini professionali, università e società scientifiche in una giornata dedicata alle più recenti innovazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative. Il Congresso è stato seguito in 120 paesi da oltre 50mila persone collegate via Facebook.
L’iniziativa ha confermato il valore della formazione continua, dell’aggiornamento ECM e della collaborazione interprofessionale come strumenti indispensabili per migliorare la qualità dell’assistenza e affrontare le nuove sfide della sanità.
Su questi temi AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM – Unione Medica Euromediterranea, il Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e AISCNEWS – Rete Internazionale di Informazione, Agenzia Mondiale Senza Confini sottolineano come il congresso rappresenti una nuova tappa del percorso costruito negli anni attraverso formazione, ricerca, cooperazione sanitaria internazionale e dialogo permanente tra professionisti della salute, istituzioni, università e società scientifiche.
IL PROGRAMMA SCIENTIFICO: DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA
Il congresso ha approfondito i più moderni percorsi dedicati alle patologie di gomito, polso e mano, mettendo a confronto specialisti di ortopedia, fisiatria, neurologia, diagnostica per immagini, chirurgia, fisioterapia, riabilitazione e terapia del dolore.
Le relazioni scientifiche hanno affrontato le più recenti evoluzioni nella diagnosi, nel trattamento e nel recupero funzionale, valorizzando il lavoro multidisciplinare, la presa in carico integrata del paziente, l’innovazione tecnologica, i percorsi riabilitativi e la collaborazione tra ospedale e territorio.
Per AMSI, UMEM, il Movimento Uniti per Unire e AISCNEWS, la formazione interdisciplinare continua a rappresentare uno dei principali strumenti per favorire qualità delle cure, sicurezza del paziente e crescita professionale.
IL PROTOCOLLO CON FNOPI: SI RAFFORZA LA COLLABORAZIONE TRA LE PROFESSIONI SANITARIE
Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato alla presentazione del protocollo di collaborazione tra AMSI, UMEM, Uniti per Unire e FNOPI, illustrato dal professor Foad Aodi insieme al consigliere nazionale FNOPI Gianluca Chelo, delegato del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche e presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Sassari.
L’intesa consolida un percorso costruito negli anni per rafforzare il dialogo tra medici, infermieri e tutte le professioni della salute, promuovere formazione permanente, confronto scientifico e collaborazione interdisciplinare, valorizzando competenze, diritti e doveri di tutti gli operatori sanitari. Tra i temi affrontati anche la richiesta di superare definitivamente l’articolo 13 del Cura Italia.
Il professor Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, ha dichiarato:
«Il protocollo presentato oggi rappresenta un ulteriore passo avanti nella collaborazione costruita con la FNOPI. Vogliamo una sanità nella quale medici, infermieri e tutte le professioni sanitarie lavorino in piena sinergia. Il dialogo interdisciplinare e la formazione continua restano strumenti fondamentali per migliorare l’assistenza e affrontare le sfide della medicina moderna.»
OLTRE 1.360 EVENTI: UNA RETE ASSOCIATIVA IN COSTANTE CRESCITA
AMSI, UMEM, il Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e AISCNEWS hanno ricordato che il congresso del 27 giugno si inserisce in un’attività sviluppata con continuità dal 2000. In questi anni la rete associativa ha organizzato oltre 1.360 congressi, convegni, corsi di aggiornamento ed eventi scientifici, costituito 122 delegazioni internazionali, sottoscritto oltre 60 protocolli d’intesa con università, ordini professionali, enti e organizzazioni italiane e internazionali e registrato nel solo 2025 una crescita superiore al 36% dei professionisti della sanità di origine straniera aderenti alle attività associative.
L’evoluzione della rete ha accompagnato quella di AMSI, oggi Unione Professionisti della Sanità Internazionali, che rappresenta tutte le professioni della salute attraverso quindici commissioni professionali e numerosi organismi dedicati alla cooperazione sanitaria internazionale, all’assistenza ai migranti, ai rapporti istituzionali, alla formazione, al contrasto delle aggressioni, delle discriminazioni, del razzismo e della fuga dei professionisti all’estero.
«La crescita della nostra rete conferma il bisogno di formazione, confronto e cooperazione. Oggi AMSI è una realtà interprofessionale che valorizza tutte le professioni della salute e promuove un modello sanitario fondato sulla multidisciplinarietà, sulla cooperazione internazionale e sul merito», ha concluso Aodi.
I PROFESSIONISTI SANITARI DI ORIGINE STRANIERA: UNA RISORSA STRATEGICA PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
(Dati aggiornati al 30 maggio 2026)
Tra i temi centrali del congresso, AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM – Unione Medica Euromediterranea, il Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e AISCNEWS – Rete Internazionale di Informazione, Agenzia Mondiale Senza Confini hanno presentato l’aggiornamento della propria analisi sulla presenza dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia, confermandone il ruolo sempre più strategico per la tenuta del Servizio sanitario nazionale.
Secondo la rete associativa e i movimenti, i professionisti della sanità di origine straniera rappresentano oggi una componente strutturale del sistema sanitario italiano. Oltre la metà non possiede ancora la cittadinanza italiana e le ultime ondate di arrivi interessano soprattutto Egitto, Tunisia, altri Paesi arabi e Sud America, mentre risultano in diminuzione gli ingressi dall’Europa orientale e dagli altri Paesi dell’Unione Europea.
«Non rappresentano una risposta temporanea alle emergenze, ma una risorsa stabile che ogni giorno garantisce continuità assistenziale, professionalità e competenze negli ospedali, nei servizi territoriali e nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Devono essere valorizzati esclusivamente per la qualità del loro lavoro e non per la loro provenienza», ha dichiarato Aodi.
CURA ITALIA: SUPERARE DEFINITIVAMENTE LA FASE EMERGENZIALE
La rete associativa e i movimenti hanno dedicato ampio spazio anche al futuro dei professionisti arrivati in Italia durante la pandemia attraverso il Cura Italia e i successivi provvedimenti emergenziali.
Secondo le elaborazioni di AMSI e UMEM, tra il 2020 e il 2025 sono arrivati nel nostro Paese circa 19.800 infermieri e 9.400 medici, consentendo, dal 2023 al gennaio 2026, di mantenere operativi oltre 5.700 reparti e servizi sanitari. Oggi circa il 32% risulta stabilmente inserito nel Servizio sanitario nazionale.
Per AMSI, UMEM, Uniti per Unire e AISCNEWS è arrivato il momento di superare definitivamente una normativa nata per affrontare una fase eccezionale.
«Non possiamo utilizzare questi professionisti nei momenti di emergenza e poi lasciarli in una condizione di precarietà. Hanno dimostrato competenza, affidabilità e spirito di servizio. Devono essere valutati sulla base dei documenti presentati, delle competenze professionali maturate e del lavoro svolto in questi anni. Chiediamo il definitivo superamento dell’articolo 13 del Cura Italia.»
Aodi ha ricordato inoltre che la rete associativa continua il confronto con numerose ambasciate dei Paesi di provenienza dei professionisti sanitari, che hanno espresso forte preoccupazione per il protrarsi della situazione di incertezza.
«Il 76% dei professionisti entrati attraverso il Cura Italia chiede di chiudere definitivamente questa stagione di precarietà. Parallelamente registriamo un aumento del 22% degli episodi di razzismo e del 42% delle discriminazioni nei confronti dei professionisti arrivati durante l’emergenza pandemica. Sono numeri che impongono risposte concrete.»
LE COMMISSIONI AMSI: UNA RETE INTERPROFESSIONALE IN CONTINUA EVOLUZIONE
Nel corso del congresso AMSI, UMEM, Uniti per Unire e AISCNEWS hanno presentato anche l’evoluzione delle Commissioni di AMSI – Unione Professionisti della Sanità Internazionali, oggi articolate in una rete di organismi professionali e tematici che rappresentano uno dei principali strumenti operativi dell’associazione.
Accanto alle Commissioni dei Medici Internazionali, Infermieri Internazionali, Odontoiatri Internazionali, Fisioterapisti Internazionali, Podologi Internazionali, Dietisti Internazionali, Farmacisti Internazionali, Psicologi Internazionali, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Internazionali e delle altre professioni sanitarie, operano le Commissioni dedicate alla Cooperazione Sanitaria Internazionale, ai Diritti Umani, all’Assistenza Sanitaria ai Migranti, ai Rapporti con le Istituzioni, ai Rapporti con gli Ordini Professionali, all’International Career Mobility (ICM), alla Formazione Professionale, alle Collaborazioni Interprofessionali e Interdisciplinari, alle Attività Internazionali e Interdisciplinari, alle Emergenze Sanitarie Internazionali, ai Rapporti con il Movimento Uniti per Unire e con le Comunità di origine straniera, oltre alle Commissioni impegnate nel contrasto del razzismo e di ogni forma di discriminazione.
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO AURIGEMMA
Nel corso del congresso il professor Foad Aodi ha rivolto un sentito ringraziamento al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, per il messaggio di saluto e di apprezzamento inviato in occasione dell’iniziativa.
Il presidente Aurigemma ha espresso il proprio sostegno all’attività svolta da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM – Unione Medica Euromediterranea, dal Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e da AISCNEWS, riconoscendo il valore del lavoro sviluppato in questi anni nella promozione della collaborazione interprofessionale, della formazione continua e del dialogo tra le professioni sanitarie.
«Ringraziamo il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma per il messaggio di vicinanza e per le parole di apprezzamento rivolte alla nostra rete associativa e ai nostri movimenti. Ci auguriamo di poterlo incontrare nei prossimi giorni per rafforzare ulteriormente la collaborazione istituzionale e sviluppare nuove iniziative comuni a favore della sanità, della formazione e della valorizzazione di tutte le professioni della salute», ha dichiarato il professor Foad Aodi.
IL MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE UAP MARIA STELLA GIORLANDINO
Nel corso del congresso è stato letto anche il messaggio della dottoressa Maria Stella Giorlandino, presidente di UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, che ha voluto esprimere il proprio sostegno all’iniziativa e all’attività svolta dal professor Foad Aodi e dalla rete associativa.
Nel suo saluto la presidente Giorlandino ha rivolto i migliori auguri ai partecipanti, sottolineando il valore di un appuntamento scientifico dedicato al confronto multidisciplinare, alla formazione continua e alla collaborazione tra tutte le professioni sanitarie.
«Rivolgo come sempre i miei migliori auguri di successo ad AMSI e al professor Foad Aodi, che continua a distinguersi per il suo impegno, la sua presenza costante e la capacità di promuovere iniziative scientifiche di grande valore. La scelta di organizzare corsi multidisciplinari rappresenta una delle strade più efficaci per sostenere e migliorare la sanità italiana. Pur non potendo essere presente, seguo con grande interesse questo convegno e mi sento idealmente parte dei suoi lavori. Sono convinta che soltanto attraverso la qualità, il servizio, la medicina di precisione e una tutela della salute a 360 gradi si possano costruire risposte concrete per il futuro del nostro sistema sanitario.»
LE RICHIESTE ARRIVATE ALLA RETE ASSOCIATIVA
Nel corso del congresso AMSI, UMEM, Uniti per Unire e AISCNEWS hanno evidenziato il costante aumento delle richieste di assistenza, orientamento e tutela professionale provenienti dai professionisti della sanità di origine straniera.
Le principali criticità riguardano il riconoscimento dei titoli, la stabilizzazione lavorativa, il superamento del precariato, la valorizzazione delle competenze, la tutela dalle discriminazioni e il contrasto alle aggressioni nei luoghi di lavoro.
I DATI PRESENTATI NEL CORSO DEL CONGRESSO
Nel corso dei lavori la rete associativa e i movimenti hanno illustrato i più recenti dati elaborati da AMSI-UMEM sulla presenza dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia e sulle principali criticità che interessano il sistema sanitario.
Professionisti della sanità di origine straniera (30 maggio 2026)
- Totale: 133.500
- 53.374 medici
- 48.738 infermieri
- 9.025 odontoiatri
- 8.820 fisioterapisti
- 8.658 farmacisti
- 4.885 psicologi
- 1600 altri professionisti sanitari
- Cresce la presenza di podologi, dietisti, nutrizionisti, tecnici sanitari di radiologia medica e delle altre professioni tecnico-sanitarie.
- 56% senza cittadinanza italiana
Nuovi flussi di ingresso
- Crescono gli arrivi da Egitto, Tunisia, Paesi arabi e Sud America.
- Diminuiscono quelli provenienti dall’Europa orientale, dall’Africa e dagli altri Paesi dell’Unione Europea.
Cura Italia
- 19.800 infermieri e 9.400 medici arrivati tra il 2020 e il 2025.
- Oltre 5.700 reparti e servizi mantenuti operativi.
- 32% già stabilizzato nel Servizio sanitario nazionale.
- 76% chiede il superamento definitivo dell’articolo 13.
Aggressioni al personale sanitario (31 marzo 2026)
- +32% nell’ultimo anno.
- Oltre 26.000 aggressioni fisiche e verbali.
- 60% ai danni degli infermieri.
- 15% ai danni dei medici.
- +18% aggressioni fisiche gravi.
- Nei Pronto Soccorso incremento superiore al 40%.
- Oltre 120.000 episodi verbali e fisici non denunciati ai danni degli infermieri.
- Circa 70.000 episodi verbali e fisici non denunciati ai danni dei medici.
UNITI PER UNIRE: PRESENTATI IL NUOVO ORGANIGRAMMA E LE NUOVE LINEE DI SVILUPPO DELLA RETE ASSOCIATIVA
Nel corso del congresso AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM – Unione Medica Euromediterranea, il Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e AISCNEWS – Rete Internazionale di Informazione, Agenzia Mondiale Senza Confini hanno presentato il nuovo organigramma del Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire, illustrando l’evoluzione organizzativa della rete associativa e le linee di sviluppo che accompagneranno le attività nazionali e internazionali nei prossimi anni.
L’intervento di Aurelio Coppeto ha evidenziato come il nuovo assetto organizzativo sia finalizzato a rafforzare il coordinamento tra le associazioni aderenti, favorire una sempre maggiore partecipazione dei professionisti della salute e consolidare la presenza della rete in Italia e all’estero, sostenendo formazione, cooperazione sanitaria internazionale, progettualità comuni e dialogo tra le professioni.
IL MANIFESTO “UNIONE PER L’ITALIA”: LE PROPOSTE DEL COMITATO POLITICO INTERNAZIONALE
La rete associativa e i movimenti hanno inoltre rilanciato il Manifesto “Unione per l’Italia”, promosso dal Comitato Politico Internazionale del Movimento Uniti per Unire, documento programmatico che propone una visione fondata sul dialogo interculturale, sulla cooperazione tra istituzioni e professioni, sulla valorizzazione del capitale umano e sul diritto universale alla salute.
Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, la valorizzazione di tutte le professioni sanitarie, il contrasto alla fuga dei professionisti all’estero, la promozione della cooperazione sanitaria internazionale, il sostegno alle politiche di inclusione, la lotta contro il razzismo e ogni forma di discriminazione e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, ordini professionali, università e società scientifiche.
RINGRAZIAMENTO ALLA FNOPI
Il professor Foad Aodi ha rivolto un sentito ringraziamento alla FNOPI, al presidente della Federazione dott.ssa Barbara Mangiacavalli e al consigliere nazionale Gianluca Chelo, delegato del Comitato Centrale e presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Sassari, per la disponibilità dimostrata e per il qualificato contributo offerto ai lavori del congresso.
«Abbiamo molto apprezzato la disponibilità, l’attenzione e lo spirito di collaborazione dimostrati dalla FNOPI e dal consigliere nazionale Gianluca Chelo. La loro partecipazione ha dato un segnale concreto di apertura al dialogo tra tutte le professioni sanitarie e di rispetto reciproco tra le diverse competenze. Ci auguriamo che anche le altre Federazioni nazionali possano seguire questo esempio di disponibilità, concretezza, collaborazione istituzionale e rispetto verso tutti i professionisti della salute, senza distinzioni. Solo lavorando insieme possiamo rafforzare il sistema sanitario e rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei cittadini. Ringrazio di cuore anche la Presidente Uap Maria Stella Giorlandino e tutto il direttivo UAP e tutte le associazioni patrocinanti.»
AODI: «LA SALUTE GLOBALE SI COSTRUISCE ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE TRA TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE»
Nel suo intervento conclusivo il professor Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, ha tracciato le priorità future della rete associativa e dei movimenti.
«La salute globale si costruisce mettendo insieme competenze, esperienze e culture diverse. Continueremo a investire nella formazione, nell’aggiornamento scientifico, nella cooperazione sanitaria internazionale e nel dialogo tra medici, infermieri e tutte le professioni della salute, convinti che soltanto un approccio realmente multidisciplinare possa migliorare la qualità dell’assistenza e rispondere ai bisogni dei cittadini.»
«Continueremo il confronto con Governo, Parlamento, Regioni, ordini professionali, università e società scientifiche affinché vengano adottate misure concrete per valorizzare tutte le professioni sanitarie, superare definitivamente il precariato dei professionisti entrati con il Cura Italia, contrastare aggressioni, discriminazioni, razzismo e fuga dei professionisti all’estero e rafforzare il ruolo della cooperazione sanitaria internazionale.»
Per la rete associativa e i movimenti il congresso ha confermato la validità di un modello fondato sulla formazione continua, sulla collaborazione interprofessionale, sull’integrazione tra le competenze e sulla valorizzazione del capitale umano quale elemento centrale per il futuro della sanità italiana e internazionale.
Le associazioni e i movimenti hanno infine rinnovato l’impegno a proseguire il lavoro sviluppato in oltre venticinque anni di attività, rafforzando formazione, aggiornamento professionale, ricerca, cooperazione sanitaria internazionale, integrazione professionale e tutela di tutti gli operatori della salute, nella convinzione che solo una sanità costruita sul dialogo tra le professioni, sul merito e sulla collaborazione multidisciplinare possa rispondere efficacemente alle sfide del presente e del futuro.