Istituzioni UE, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e rappresentanti di undici Paesi a confronto al Parlamento Europeo per rafforzare la cooperazione tra i rispettivi Paesi, l’implementazione del Safe Heart plan favorire l’evoluzione delle politiche sanitarie locali.
Bruxelles, 26 giugno 2026. Si è tenuto ieri, giovedì 25 giugno, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles l’evento internazionale “EUROPEAN HEALTH FUTURE: Towards a Coordinated Agenda on Obesity and Cardiometabolic Challenge”, un confronto tra undici paesi sull’indirizzo europeo dettato dal Safe Hearts plan e le opportunità di cooperazione tra Stati membri all’interno della COTA Alliance (Cardiometabolic, Diabetes & Obesity Tackling Alliance). L’iniziativa, promossa nel contesto delle attività coordinate dalle American Chambers e realizzata grazie al supporto incondizionato di Lilly, ha riunito decisori politici europei, delegazioni di undici Paesi, società scientifiche e associazioni dei pazienti con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i rappresentanti locali e favorire l’avanzamento delle politiche sanitarie nella gestione delle patologie cardiometaboliche, dell’obesità e del diabete. Ad aprire i lavori sono stati l’Eurodeputato Michele Picaro, membro della Commissione Salute Pubblica (SANT) e shadow rapporteur dell’INI Report del Safe Hearts Plan, Simone Crolla, Managing Director di AmCham Italy e il Commissario Europeo per la Salute e il Benessere Animale Olivér Várhelyi, intervenuto con un videomessaggio.
In linea con il Safe Hearts Plan della Commissione Europea, COTA punta a superare la frammentazione delle tutele — critica soprattutto nell’Europa centro-orientale — esportando benchmark normativi e clinici. Tra questi, il “Modello Italiano” – primo al mondo ad aver riconosciuto giuridicamente l’obesità come malattia cronica (Legge 149/2025) e ad aver istituito un Fondo strutturale dedicato – quello francese, primo paese ad aver garantito l’accesso equo alle cure e le buone pratiche di screening di massa avviate in Grecia (programma Prolamvano). Al centro del confronto, la definizione di una linea strategica comune per affrontare una sfida collettiva senza precedenti per il futuro della salute e della resilienza europea.
IL CONTESTO EUROPEO E L’EMERGENZA CARDIOMETABOLICA.
Le malattie cardiovascolari si confermano infatti la principale causa di morte nell’Unione Europea, con 1,7 milioni di decessi l’anno e un impatto economico superiore a 282 miliardi di euro, di cui 47 miliardi legati alla sola perdita di produttività. A questo scenario si aggiunge la crescente diffusione delle patologie correlate: il diabete interessa oggi il 7,8% della popolazione europea e continua a registrare un incremento costante. In questo contesto, l’obesità rappresenta una delle emergenze più rilevanti e al tempo stesso più sottovalutate. Pur colpendo un europeo su sei, continua infatti a essere spesso percepita come una scelta individuale anziché come una malattia cronica, progressiva e recidivante. Le complicanze associate a obesità e sovrappeso causano ogni anno 1,2 milioni di decessi in Europa e assorbono una quota significativa delle risorse sanitarie. Le prospettive future rendono il quadro ancora più critico: entro il 2030 la condizione potrebbe interessare un cittadino europeo su due, con costi globali stimati in 4,3 trilioni di dollari entro il 2035.
DAL MODELLO ITALIANO ALLE BEST PRACTICE EUROPEE
Il dibattito si è concentrato sulle politiche pubbliche e sui modelli nazionali più avanzati, individuati come possibili riferimenti per l’attuazione del Safe Hearts Plan della Commissione Europea, pubblicato nel dicembre 2025. Tra questi, particolare attenzione è stata dedicata al cosiddetto “Modello Italiano”, illustrato da Ugo Cappellacci, Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. L’Italia è infatti il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto l’obesità come malattia cronica attraverso la Legge n. 149 del 3 ottobre 2025, introducendo misure dedicate per l’accesso alle cure, il monitoraggio della patologia e il finanziamento di interventi strutturali.
Lo sguardo si è poi allargato ad altre esperienze europee. Christina Maria Kravvari, Segretario Generale della Salute Pubblica del Ministero della Salute greco, ha presentato il programma Prolamvano, iniziativa di screening gratuito finanziata attraverso il piano Grecia 2.0 e successivamente estesa anche all’obesità, che ha già consentito di raggiungere milioni di cittadini e di favorire la diagnosi precoce e l’accesso alle cure. A completare il quadro delle best practice europee è stata Karine Clément, Presidente dell’Associazione Francese di Ricerca sull’Obesità (AFERO), che ha illustrato la nuova Roadmap nazionale francese 2026-2030, fondata su un modello di presa in carico integrata e su misure volte a favorire un accesso più equo all’innovazione terapeutica (un caso unico in Europa).
La sessione dedicata alle istituzioni europee, alla comunità scientifica e alle associazioni dei pazienti ha visto il contributo di Antonio Parenti, Direttore presso la DG SANTE della Commissione Europea, e l’eurodeputato Francesco Torselli. Nel suo intervento, Parenti ha delineato il contesto delle attività della Commissione Europea in quest’area, richiamando gli ambiziosi obiettivi del Safe Hearts Plan ed evidenziando come la sua reale efficacia dipenderà dalle decisioni che ogni Stato membro assumerà nei prossimi mesi. Dal confronto è emerso come il successo di questa strategia comune sia legato alla capacità dei singoli governi di superare le barriere normative e finanziarie che ancora limitano l’accesso alle cure, generando disuguaglianze tra i diversi Paesi europei. Sul fronte scientifico e sociale, Tadej Battelino per IDF Europe e Vicki Mooney per ECPO hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare il ruolo della medicina generale come primo punto di accesso a percorsi multidisciplinari di prevenzione e cura. A chiudere il confronto è stato Pierluca Arietti, Senior Director Corporate Affairs Cardiometabolic Health di Eli Lilly, che ha sottolineato come ai progressi della ricerca scientifica debba corrispondere un’evoluzione altrettanto rapida delle politiche sanitarie e dei modelli regolatori, affinché l’innovazione possa essere accessibile in modo equo e sostenibile.
I lavori sono poi proseguiti con una tavola rotonda dedicata alla Country Readiness, che ha coinvolto rappresentanti di Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Bulgaria, Slovenia, Slovacchia, Lituania, Cipro, Paesi nei quali sono in corso le fasi di sviluppo e consolidamento della COTA Alliance. Il confronto ha posto l’attenzione sull’Europa centro-orientale, un’area che continua a registrare livelli particolarmente elevati di obesità e mortalità correlata al diabete rispetto alla media europea. È emersa con forza la necessità di strategie nazionali più strutturate, adeguate risorse e una maggiore integrazione tra prevenzione e cura, anche in vista dell’introduzione degli health checks armonizzati raccomandati a livello europeo entro la fine del 2026.
Nelle conclusioni del summit, la COTA Alliance ha ribadito l’impegno a proseguire il lavoro avviato a Bruxelles attraverso un percorso continuativo di confronto e collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e stakeholder, con l’obiettivo di favorire un accesso più equo a diagnosi tempestive e cure appropriate in tutti i Paesi europei.
DICHIARAZIONI ISTITUZIONALI
MEP Michele Picaro, Member of the Committee on Public Health (SANT):
“Il Safe Hearts Plan segna un cambio di passo storico per l’Unione Europea nell’approccio alle malattie cardiometaboliche, ma la vera sfida si gioca ora sul terreno dell’attuazione nazionale, che resta di competenza degli Stati membri. Come Parlamento Europeo, il nostro impegno è quello di accompagnare questo percorso affinché l’indirizzo europeo possa ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure ancora presenti tra i diversi territori dell’Unione. L’equità nell’accesso alla prevenzione e alle cure non è solo un obiettivo sanitario, ma un principio democratico fondamentale su cui costruire il futuro della salute in Europa. Piattaforme come COTA che supportano la cooperazione tra diversi paesi, la comunità scientifica e i pazienti, rappresentano un grande valore per l’accelerazione.”
Simone Crolla, Managing Director, American Chamber of Commerce in Italy (AMCHAM):
“La tappa del Parlamento Europeo rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita della COTA Alliance. Dopo l’avvio delle prime iniziative in Paesi come Italia, Polonia e Croazia, stiamo consolidando una piattaforma permanente di dialogo tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e industria. Il nostro obiettivo è favorire la condivisione delle migliori esperienze europee, a partire dal modello italiano sul riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, affinché possano diventare un patrimonio comune e contribuire a rafforzare la sostenibilità dei sistemi sanitari e il benessere dei cittadini europei”.
Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italy Hub:
Lilly è da oltre 150 anni impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per rispondere a sfide cruciali come diabete e obesità. Grazie alla ricerca oggi l’innovazione offre soluzioni d’avanguardia per migliorare la vita di milioni di pazienti in Europa e nel mondo. Ma l’innovazione da sola non basta per affrontare efficacemente questa emergenza: servono politiche sanitarie e modelli organizzativi in grado di garantire diagnosi tempestive, percorsi di cura integrati e un accesso equo all’innovazione per i cittadini europei, che vadano oltre l’attuale frammentazione. In questo senso, iniziative come la COTA Alliance possono favorire cooperazione tra Stati membri, il dialogo tra evidenza scientifica e decisori pubblici, contribuendo a costruire una risposta più efficace e sostenibile”.