mercoledì, 24 Giugno 2026

Pisa. Inaugurata la Casa della Comunità di Crespina Lorenzana con il presidente Giani

Crespina Lorenzana, 24 giugno 2026 – Taglio del nastro oggi (24 giugno) per la Casa della Comunità di Crespina Lorenzana, in provincia di Pisa.

Il costo complessivo dell’intervento è di 1.530.000 euro, in gran parte con fondi PNRR, per un intervento che si pone l’obiettivo di garantire servizi socio-sanitari adeguati alle esigenze della cittadinanza.

All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Crespina Lorenzana David Bacci, la direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani e la direttrice della Zona distretto Pisana Alessandra Di Bugno.

Insieme a loro il vice-presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, gli assessori regionali Alberto Lenzi e Alessandra Nardini, il sindaco di Fauglia Carlo Carli, il sindaco di Orciano Pisano Enrico Grechi, i consiglieri regionali Matteo Trapani e Federico Eligi.

“Saranno settanta le case di comunità finanziate con il Pnrr, il programma nazionale di ripresa e resilienza – sottolinea il presidente Giani – che stiamo inaugurando e che diventeranno almeno centotrenta con quelle realizzate con altre risorse. Di fatto sono tre case di comunità ogni tre ospedali, capaci dunque di svolgere una funzione di filtro e decongestionamento anche delle strutture di pronto soccorso. Stiamo mettendo a disposizione dei cittadini presidi di qualità, come questo di Crespina Lorenzana, che metto sul podio tra quelli che ho visitato per bellezza e funzionalità, che sono sempre più vicini ai cittadini e rappresentano i pilastri più concreti della riorganizzazione della sanità territoriale in Toscana: un risultato che è frutto di un grande lavoro di squadra. Le case di comunità offriranno ai cittadini, vicino a casa, la presenza di ambulatori specialistici, diagnostica di base, medici di medicina generale e infermieri a cui rivolgersi quando il proprio medico curante non è magari disponibile”.

“L’inaugurazione di oggi rappresenta per il nostro territorio un passo avanti concreto verso una sanità più vicina alle persone, più accessibile e più umana – dichiara il sindaco Bacci -. Le case di comunità sono molto importanti perché mettono il cittadino al centro del sistema sanitario, rafforzando l’assistenza territoriale e riducendo le distanze tra i servizi e i bisogni reali della popolazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di quest’opera, a partire anche dalla precedente amministrazione, che ha avviato il percorso”.

“Quello sulla Casa della Comunità di Crespina – evidenzia la direttrice generale Casani – è uno degli interventi previsti per il potenziamento della rete di assistenza territoriale nell’ambito del PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di una struttura ‘Spoke’, ossia di prossimità rispetto ai bisogni dei cittadini, che accoglie servizi sanitari territoriali di base, tra cui gli studi dei medici e pediatri di famiglia, specialisti ambulatoriali interni, infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie. La CdC lavora ovviamente in rete con le altre strutture territoriali e in integrazione con gli ospedali. La struttura garantisce la continuità assistenziale con medico, offrendo un’alternativa immediata al servizio di pronto soccorso. Dal punto di vista tecnologico la dotazione diagnostica permette di eseguire in loco ecografie, spirometrie, elettrocardiogrammi, screening con holter e analisi del sangue. A questo si aggiunge il servizio di telemedicina, con collegamenti diretti con la rete ospedaliera”. Da evidenziare anche la collaborazione delle associazioni del terzo settore che hanno aderito alla manifestazione d’interesse finalizzata alla partecipazione ai servizi delle case di Comunità zona Pisana compresa appunto Crespina Lorenzana. Questo percorso che ci consente di coinvolgere le associazioni del territorio si è concluso lo scorso 27 maggio”.

“Si tratta – aggiunge la direttrice di Zona Di Bugno – di un edificio ecosostenibile, con ampio utilizzo di legno su fondazioni in cemento armato, che fornisce quindi importanti risposte sul piano del risparmio energetico e dell’abbattimento dell’inquinamento acustico: sarà una Casa della Comunità green in mezzo al verde. Questo progetto contribuisce ad arricchire l’offerta presente nel nostro territorio e soddisfare i bisogni di salute della popolazione secondo il modello di sanità di prossimità, così come definito dal DM 77. Le nostre parole d’ordine devono essere integrazione e lavoro in rete”.

Qualche elemento in più sul progetto

Il costo complessivo è quindi di 1.530.000 euro.

L’area sulla quale sorge la nuova Casa della Comunità “Spoke” è ubicata in località Pian di Laura, a sud-ovest del Comune di Crespina Lorenzana. La scelta dell’ubicazione è stata effettuata considerando il sito centrale e ben raggiungibile da tutte le frazioni di Crespina Lorenzana oltre che dai comuni limitrofi.

La nuova struttura sanitaria a servizio dell’Azienda USL Toscana nord ovest, immersa nel verde, è composta da un fabbricato di ampiezza di circa 400 metri quadrati, con ambulatori medici di gruppo 1, servizi igienici, depositi, sale attesa e uffici amministrativi, il tutto dotato di un parcheggio pertinenziale che verrà asfaltato entro l’estate.

Si tratta, in particolare di una struttura inclusiva, riferimento sanitario, sociale e di integrazione sociosanitaria per la popolazione. Essa offre al bacino di riferimento a cui è destinata un sistema di servizi, anche telematici, che comprendono assistenza medica, infermieristica, sociale attraverso la ricerca di una integrazione, socializzazione e partecipazione.

I servizi offerti comprendono un’équipe multiprofessionale costituita da medici e pediatri di famiglia, medici di continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali interni (SAI), presenza medica H24 – 7 giorni su 7, punto unico di accesso (PUA), punto prelievi, servizi diagnostici, ambulatoriali specialistici ed infermieristici inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale, servizio di assistenza domiciliare di base, incentivazione alla partecipazione della comunità anche attraverso le associazioni di cittadini e volontariato. Altre attività che vi si possono svolgere sono programmi di screening, assistenza sociale, servizi per la salute mentale e le dipendenze, medicina dello sport, consultorio, vaccinazioni.

Da un punto di vista organizzativo la Casa della Comunità prevede il rispetto del modello “Spoke”: si tratta di un’articolazione territoriale con dotazione di servizi ridotti rispetto alla tipologia HUB ma in numero maggiore sul territorio regionale. La CdC costituisce l’accesso unitario fisico per la comunità di riferimento ai servizi di assistenza primaria proponendo un’offerta di servizi costituita da medici e pediatri di famiglia, specialisti ambulatoriali interni, infermieri di famiglia e comunità, infermieri che operano nell’assistenza domiciliare, presenza di tecnologie diagnostiche di base.

L’intervento ha dunque permesso la realizzazione di una nuova realtà sanitaria, in grado di rispettare in maniera totale i requisiti legati alla sostenibilità ambientale dei consumi derivanti dagli interventi edilizi. Sono quindi stati presi in considerazione i modelli dell’economia circolare, più pulita e più competitiva, integrandoli con gli aspetti di un’architettura bio-ecosostenibile che si basa sulle conoscenze e valori rispettosi di paesaggio, ambiente, biologia.

Tra gli obiettivi: salubrità, conservazione delle risorse materiche e loro ciclo di vita, efficientamento energetico, oltre che la riqualificazione del parcheggio esistente ad uso pubblico.

La copertura è stata pensata a falde inclinate per favorire l’ingresso di una maggiore quantità di luce naturale in tutta la struttura.

La struttura dell’edificio rispetta le linee guida della bioarchitettura. E’ stata pensata in legno, con elementi prefabbricati e composta da struttura a telaio, con struttura portante in travi e pilastri in legno lamellare, posata su fondazioni in cemento armato. Questa soluzione propone il rispetto di alcuni requisiti quali il risparmio energetico, l’abbattimento dell’inquinamento acustico, la resistenza al sisma, l’utilizzo di alta tecnologia ed i materiali eco sostenibili. Tale tipologia scelta, fa riferimento ad un materiale proveniente interamente dalle foreste abbattute dalla tempesta di Vaia del 2018 in Trentino. Tale performance consente di rientrare all’interno dei requisiti espressi nelle direttive dei Criteri Ambientali Minimi.

Si è previsto di sfruttare una parte di copertura per pannelli fotovoltaici al fine di lavorare in sinergia con la pompa di calore ed ottenere una struttura sostenibile. C’è anche un sistema di recupero delle acque meteoriche attraverso una rete appositamente dedicata.

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