Il 16 giugno scorso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha presentato i risultati del primo anno di attività realizzata nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027.
L’evento introdotto dal Direttore Sanitario Paolo La Paglia ha registrato la Presenza dell’on. Maria Stefania Marino, del Presidente del Libero consorzio di Enna Piero Capizzi, dei sindaci di tutti i comuni capofila, del referente nazionale INMP Maria Giuseppina Lecce, della Società Iblea Servizi per tramite del referente Uccio Muratore, e di tutti i dirigenti aziendali protagonisti della coprogettazione: Loredana Disimone, Eleonora Caramanna, Paolo Di Venti e Gianluca Pirrera.
L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea, si pone l’obiettivo di rafforzare i servizi sanitari e renderne più equo l’accesso in sette Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
All’interno delle quattro aree prioritarie individuate dal Programma — la salute mentale, gli screening oncologici, il genere al centro della cura e il contrasto alla povertà sanitaria — l’ASP di Enna ha presentato i risultati proprio di quest’ultima, grazie alla quale sono state raggiunte quelle fasce vulnerabili della popolazione che, per difficoltà economiche o sociali, spesso non accedono alle cure di cui avrebbero bisogno.
Il modello adottato è quello della collaborazione tra pubblico e privato sociale per l’integrazione socio-sanitaria, una formula che ha consentito di erogare prestazioni specialistiche gratuite nelle branche oculistica, otorinolaringoiatrica, cardiologica, odontoiatrica, diabetologica, ortopedica e internistica.
I numeri raccontano un’esperienza che ha superato i parametri di previsione fissati a livello centrale: al 31 dicembre 2025 risultavano erogate circa 392 prestazioni sanitarie completamente gratuite, distribuite tra le diverse specialità e rivolte a circa 200 cittadini, dei quali 41 extracomunitari. Un trend, peraltro, in crescita: già nel primo trimestre del 2026 si contano oltre cento prestazioni, segno di una domanda che il servizio sta intercettando con efficacia.
Accanto alla rilevazione quantitativa, il primo anno è stato accompagnato da un’analisi qualitativa volta a raccogliere le opinioni degli attori coinvolti, individuare le eventuali criticità e cogliere potenzialità ancora inespresse, così da ottimizzare l’organizzazione complessiva.
Da tale indagine sono emersi come punti di forza la facilità di accesso alle prenotazioni, i tempi di attesa contenuti, la disponibilità del personale sanitario e la chiarezza delle informazioni fornite, elementi che hanno concorso a un grado di soddisfazione complessivo buono nella rilevazione di customer satisfaction.
Nel complesso, i risultati confermano l’efficacia del Progetto PNES nel garantire servizi sanitari specialistici accessibili, tempestivi e di qualità, contribuendo concretamente al miglioramento dell’equità di accesso alle cure sul territorio provinciale.
La coprogettazione si è inoltre dimostrata uno strumento valido per promuovere politiche di welfare comunitario fondate sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale: l’esperienza ha permesso di costruire relazioni di fiducia, rafforzare le capacità organizzative degli Enti del Terzo Settore e avvicinare i servizi ai cittadini.
Da qui l’auspicio, espresso in sede di presentazione, di proseguire ed estendere queste pratiche anche ad altri ambiti, con l’obiettivo di rendere stabile un modello di governance partecipata capace di radicarsi nel tempo.