Intervento ecoguidato di elettroporazione per una malformazione artero-venosa del volto. Coinvolta un’équipe interdisciplinare formata dalla Chirurgia Pediatrica e dal Programma Malattie Vascolari
Presso l’Ospedale di Cona è stato eseguito, nei mesi scorsi, un intervento mini-invasivo per il trattamento di una malformazione artero-venosa del volto su una bambina di 5 anni, attraverso una procedura ecoguidata di elettroporazione che non richiede incisioni chirurgiche.
La procedura è stata realizzata da un’équipe interdisciplinare composta dalla Chirurgia pediatrica (dott. Claudio Vella, Direttore, e Alessandra Cazzuffi) e dal Programma Malattie Vascolari (prof. Paolo Zamboni, Direttore e Giulia Baldazzi), con il sostegno degli Anestesisti del Servizio di Anestesia Pediatrica e degli Infermieri con competenze pediatriche della Piastra Operatoria, a testimonianza dell’integrazione tra competenze cliniche e specialistiche nella gestione di patologie complesse in età pediatrica.
Le malformazioni artero-venose rappresentano condizioni rare e spesso complesse, che in passato richiedevano trattamenti in centri altamente specializzati anche fuori regione, con conseguenti difficoltà organizzative e logistiche per le famiglie. L’introduzione di tecniche innovative come l’elettroporazione consente oggi di affrontare queste patologie con approcci meno invasivi e con un impatto ridotto sul paziente.
“Da quando mi sono insediato al Sant’Anna – spiega il dott. Vella – ho sempre cercato di dare risposte diagnostiche e terapeutiche di prossimità ai nostri pazienti e ai loro genitori. Fino a pochi anni fa i bambini affetti da malformazioni vascolari erano costretti a migrare, con non poche problematiche per le famiglie. Oggi, grazie alla collaborazione con il prof. Zamboni, i bambini vengono seguiti a Ferrara e abbiamo iniziato a operarli con successo. Oltre a queste patologie trattiamo anche linfangiomi cistici e angiodisplasie con diversi gradi di complessità”.
L’elettroporazione, utilizzata in questo caso in modalità ecoguidata, rappresenta una delle innovazioni più rilevanti nel trattamento delle malformazioni vascolari, in quanto consente di agire direttamente sul tessuto patologico senza ricorrere a incisioni chirurgiche tradizionali. Si tratta di una tecnica che utilizza impulsi elettrici molto brevi e controllati per agire direttamente sulle cellule del corpo. In pratica le cellule sono rivestite da una sorta di “membrana” che funziona come una barriera protettiva; quando si applicano queste micro-scariche elettriche, la membrana si apre per pochi istanti formando minuscoli passaggi. Questo permette di far entrare all’interno della cellula sostanze che normalmente non riuscirebbero a passare, come alcuni farmaci, oppure può provocare un danno mirato alle cellule malate, fino a distruggerle. La caratteristica importante è che questo effetto è molto localizzato e controllato: si interviene solo nella zona interessata, senza bisogno di tagli chirurgici importanti, e i tessuti sani intorno vengono in gran parte preservati.
“Queste malformazioni artero-venose – aggiunge il prof. Zamboni – sono difficili e rischiose da raggiungere per via endovascolare. La classica asportazione chirurgica spesso ha episodi di recidiva. Da questo punto di vista l’elettroporazione rappresenta un’innovazione e un significativo avanzamento”.
L’esperienza maturata rafforza il ruolo dell’Arcispedale Sant’Anna come punto di riferimento per la presa in carico multidisciplinare delle malformazioni vascolari pediatriche, con l’obiettivo di garantire percorsi di cura sempre più accessibili, appropriati e tempestivi, riducendo la necessità di spostamenti fuori territorio e migliorando la qualità dell’assistenza per i pazienti e le loro famiglie.