venerdì, 12 Giugno 2026

Sanità digitale. B. Braun porta digitalizzazione dei sistemi infusionali negli ospedali

All’Ospedale di Biella già operativo il Day Hospital Oncologico interamente digitalizzato

Milano, 12 giugno 2026 – In occasione del Congresso AIIC – Associazione Italiana Ingegneri Clinici, B. Braun, una delle maggiori aziende al mondo nello sviluppo di tecnologie e dispositivi medici, presenta un modello concreto di digitalizzazione dei processi ospedalieri complessi, che mette al centro interoperabilità dei sistemi, sicurezza dei dati e integrazione tra dispositivi medici e piattaforme cliniche, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dei pazienti e supportare il lavoro degli operatori.

La sanità digitale è oggi uno dei principali driver di innovazione del sistema sanitario. La sua efficacia, tuttavia, dipende dalla capacità di trasformare tecnologie e dispositivi in processi realmente integrati, soprattutto nei contesti a maggiore complessità – come oncologia, terapia intensiva, area critica e sala operatoria – dove coesistono elevata intensità assistenziale, molteplicità di attori e numerosissime variabili cliniche.

Il punto chiave è che la digitalizzazione non è la tecnologia di per sé, ma la capacità di rendere i processi clinici più sicuri, più chiari e più governabili da parte del personale sanitario” sottolinea Giuseppe MantarroAmministratore Delegato di B. Braun Milano. “Nel caso dei sistemi infusionali, il valore nasce dalla capacità di connettere dispositivi, dati e piattaforme in un ecosistema interoperabile e affidabile. Questo permette di ridurre gli errori, aumentare la tracciabilità e supportare decisioni cliniche più informate. L’impatto è molto concreto: maggiore sicurezza per il paziente, migliore qualità delle cure e maggiore controllo dei processi, soprattutto nei contesti più complessi come in oncologia e in terapia intensiva”.

Nei percorsi clinici ad alta complessità, l’assenza di sistemi integrati espone le strutture sanitarie a criticità operative, frammentazione informativa e maggiore rischio clinico. La digitalizzazione dei processi ospedalieri consente invece di creare continuità del dato clinico e amministrativo tra cartella clinica elettronica, sistemi informativi, farmacia, reparto ingegneria clinica e dispositivi medici, abilitando un controllo più preciso dell’intero flusso terapeutico.

In questo scenario, le pompe infusionali – i dispositivi per la somministrazione controllata di farmaci e liquidi, prevalentemente per via endovenosa – evolvono da strumenti stand-alone a nodi intelligenti di un ecosistema digitale, capaci di dialogare in modo bidirezionale con i sistemi clinici. La connessione consente di automatizzare verifiche, azzerare trascrizioni manuali, garantire la coerenza dei dati e migliorare la governance tecnologica del parco dispositivi. L’ingegneria clinica assume, in questo contesto, un ruolo strategico: non solo gestione delle tecnologie, ma abilitazione di processi digitali sicuri, scalabili e interoperabili.

Oncologia: la digitalizzazione riduce i rischi in un contesto ad alta complessità

L’oncologia rappresenta uno degli ambiti in cui la digitalizzazione dei processi è più critica. La complessità dei protocolli terapeutici, l’aumento dei pazienti in trattamento – con oltre 365.000 nuove diagnosi nel 2025 – la personalizzazione dei dosaggi e il numero di passaggi operativi comportano rischi elevati lungo tutto il percorso.

È in questo ambito che l’adozione di un approccio organizzativo supportato da tecnologie integrate porta benefici significativi. Il modello Onco Full Digital Project sviluppato da B. Braun integra tutte le fasi in un flusso continuo e digitalizzato: prescrizione informatizzata, preparazione, somministrazione tramite pompe infusionali connesse e registrazione automatica in cartella clinica, con verifiche incrociate che creano un sistema chiuso e controllato. La comunicazione diretta e bidirezionale tra cartella clinica e pompa infusionale consente di trasmettere e verificare i dati prima della somministrazione e di registrarli automaticamente, riducendo significativamente il rischio di errore e migliorando l’affidabilità complessiva del processo. I benefici sono importanti, con una riduzione del tasso di errore fino al 70%.

Il caso: Day Hospital Oncologico dell’Ospedale degli Infermi di Biella

Un esempio concreto di questo modello è rappresentato dal Day Hospital Oncologico dell’Ospedale degli Infermi di Biella, primo in Italia ad aver implementato un processo oncologico completamente digitalizzato. Qui, la digitalizzazione dei processi ha permesso di integrare oncologia e farmacia in un unico flusso operativo, migliorando la tracciabilità del farmaco, la sicurezza del percorso terapeutico e l’efficienza complessiva, con un impatto diretto sulla gestione quotidiana delle attività cliniche e tecnologiche.

“Un percorso oncologico digitalizzato aumenta la sicurezza e consente agli operatori di lavorare con maggiore serenità, riducendo il tempo dedicato ad attività ripetitive per potersi concentrare su quelle a maggiore valore aggiunto: la prescrizione, la cura, l’assistenza” commenta Alberto PettiResponsabile dell’Ingegneria Clinica dell’ASL Ospedale di Biella“La digitalizzazione del processo infusionale ci consente di ridurre il rischio clinico, migliorare l’efficienza operativa e garantire una tracciabilità completa della terapia.”

Alla base di questo modello vi è una piattaforma software evoluta, supportata da architettura cloud, che consente interoperabilità tra sistemi clinici e dispositivi, gestione centralizzata del parco tecnologico, aggiornamenti continui e sicuri, elevati standard di cybersecurity e protezione dei dati. Elementi sempre più centrali per le strutture sanitarie, chiamate a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza informatica e continuità operativa.

***

Riferimenti bibliografici

  • AIRC. “Tumori in Italia: calano le nuove diagnosi? Un Quadro aggiornato per I l2025 tra progressi e criticità”
  • Brooke E Wilson et al, “Estimates of global chemotherapy demands and corresponding physician workforce requirements for 2018 and 2040: a population-based study, Lancet Oncol 2019: 20: 769–80
  • “Medication errors: a prospective cohort study of hand-written and computerised physician order entry in the intensive care unit” Rob Shulman1, Mervyn Singer2, John Goldstone3 and Geoff Bellingan4
  • Ranchon et al. BMC Cancer 2011, 11:478 “Chemotherapeutic errors in hospitalised cancer patients: attributable damage and extra costs”
  • Evaluation of the efficacy of a selfcleaning automated compounding system for the decontamination of cytotoxic drugs – Naiara Telleria, Nerea Garcıa, Jaione Grisaleña, Naiara Algaba, Eider Bergareche, Marıa Jose Tames and Gerardo Cajaraville. J Oncol Pharm Pract. 2020 Aug 27

Notiziario

Archivio Notizie