Dopo il ritiro del decreto sui medici di medicina generale e lo scontro tra Governo e Regioni, il sindacato attacca: «Mesi di annunci per arrivare a un nulla di fatto».
Milano, 11 giugno 2026 – Il ritiro della riforma dei medici di medicina generale rappresenta, secondo FIALS Lombardia, il fallimento di un percorso annunciato per mesi come decisivo per il futuro della sanità territoriale.
«Per mesi abbiamo assistito a dichiarazioni e promesse sulla trasformazione della medicina territoriale. Oggi scopriamo che il decreto viene ritirato e che tutto viene nuovamente rinviato. Una situazione che genera sfiducia tra i cittadini e disorientamento tra gli operatori sanitari», dichiara Roberto Gentile, Segretario Generale di FIALS Lombardia.
Per il sindacato assume un significato politico rilevante anche la decisione dell’assessore lombardo Guido Bertolaso di lasciare l’incarico di vicepresidente della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.
«Quando persino il coordinamento tra Governo e Regioni entra in crisi significa che il problema non è tecnico ma politico. Nel frattempo i cittadini faticano a trovare un medico di famiglia e il Servizio sanitario nazionale continua a soffrire una grave carenza di personale.»
FIALS Lombardia evidenzia inoltre come il confronto pubblico abbia ignorato il ruolo delle altre professioni sanitarie che dovrebbero garantire il funzionamento della medicina territoriale.
«La vera emergenza non è decidere se il medico debba essere convenzionato o dipendente. La vera emergenza è che mancano professionisti, mancano investimenti e continua a mancare una visione complessiva della sanità pubblica.»
«La montagna ha partorito il topolino. Dopo mesi di dibattito il risultato è un nulla di fatto. Ancora una volta si perde tempo mentre il Servizio sanitario nazionale continua a perdere pezzi.»