martedì, 19 Maggio 2026

SALUTE MENTALE. QUINTAVALLE (ASL ROMA 1 – FIASO): “CON PANSM SI RAFFORZANO SERVIZI TERRITORIALI E IL PERSONALE”

Roma, 19 Maggio 2026 – Il tema della salute mentale nel nostro Paese rappresenta una priorità che richiede una programmazione strutturata e di lungo periodo. Lo dichiara in una nota Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale dell’ASL Roma 1, Presidente della Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) ed esperto del Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale del Ministero della Salute, coordinato dal professor Alberto Siracusano.

“Lo scenario sta cambiando in modo significativo. Al centro di questo cambiamento c’è il PANSM (Piano di Azione per la Salute Mentale, noto anche come PANSM 2025-2030), il nuovo piano strategico nazionale approvato per riorganizzare i servizi territoriali e migliorare l’assistenza. Questo strumento è il frutto di un percorso di ascolto e audizioni che ha coinvolto il mondo scientifico e accademico, gli ordini professionali e le associazioni, nato grazie alla forte attenzione del Ministro della Salute, che ha voluto istituire un apposito gruppo di esperti.

Quello che cambia oggi – spiega Quintavalle – è che le istituzioni non si muovono più sulla scia di linee guida teoriche. Abbiamo finalmente un piano dettagliato che poggia su fondamenta solide, supportato da risorse economiche vincolate e destinate specificamente all’assunzione di nuovo personale, il comma 344 prevede l’impiego di 30 milioni di euro per l’assunzione a tempo indeterminato di personale dei ruoli sanitario e sociosanitario da destinare ai Servizi di salute mentale delineati nel PANSM. Inoltre, i commi 344-347 dell’art. 1 stabiliscono la destinazione di una quota del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni di euro per il 2027, 90 milioni di euro per il 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029, per la realizzazione degli obiettivi e delle azioni strategiche definiti nel Piano. La riforma del Ministro Schillaci quindi punta esattamente a ridare dignità ai servizi territoriali attraverso investimenti certi, anche sul capitale umano, con ricadute evidenti sulle Regioni”.

Dall’analisi del contesto emerge inoltre un dato particolarmente significativo: il progressivo aumento degli accessi ai servizi. “Questa tendenza – conclude Quintavalle – ci impone di lavorare con decisione su zone e presidi che fungano da filtro del disagio, intervenendo prima che questo si trasformi in patologia”.

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