martedì, 19 Maggio 2026

Arresto per stalking al Servizio psichiatrico di Santa Chiara: la vicinanza Ausl Toscana Nord Ovest al personale

Il ringraziamento alle Forze dell’Ordine e il ricordo sempre vivo di Barbara Capovani

Pisa, 19 maggio 2026 – A seguito dell’arresto eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Pisa nei confronti di un uomo di 28 anni  “gravemente indiziato di aver posto in essere per mesi un continuo e grave stalking nei confronti del personale sanitario del Servizio Psichiatrico”, l’Azienda USL Toscana nord ovest esprime la propria totale vicinanza e solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del Servizio psichiatrico diagnosi e cura (SPDC) di Pisa che opera all’ospedale Santa Chiara.

Negli ultimi mesi, il personale del reparto è stato infatti bersaglio di pesanti e continue minacce, anche di morte. Tra queste, figurano riferimenti specifici, brutali e particolarmente dolorosi alla tragedia della dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra barbaramente uccisa tre anni fa proprio di fronte a questa sede.

“Rivolgo il più sentito ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Procura della Repubblica di Pisa – evidenzia la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani – per la rapidità e l’efficacia delle indagini che hanno portato all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sapere che le istituzioni rispondono con fermezza a tutela di chi lavora in prima linea è fondamentale per la serenità dei nostri operatori.”

L’arresto del giovane paziente, per il quale è stato disposto il contestuale ricovero in un reparto di osservazione psichiatrica carceraria, riapre una ferita mai rimarginata, ma offre anche l’occasione per onorare nuovamente la memoria di Barbara Capovani. I colleghi e la Direzione la ricordano oggi con immutato affetto.

“Barbara – prosegue la dottoressa Casani – non era solo una psichiatra stimata, ma un vero e proprio simbolo di dedizione al servizio pubblico. Ringrazio ancora le colleghe e i colleghi della Psichiatria che, nonostante il peso psicologico di minacce così gravi e rievocative, continuano a impegnarsi quotidianamente con determinazione e costanza per mantenere vivo il suo ricordo e proseguire il delicato lavoro di assistenza e cura dei pazienti.

L’impegno della nostra Azienda proseguirà con fermezza nella direzione intrapresa negli ultimi anni sui temi della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, applicando la tolleranza zero rispetto a qualsiasi forma di aggressione, verbale o fisica. L’Azienda ribadisce tuttavia che, oltre alle misure di sicurezza e all’indispensabile protezione delle Forze dell’Ordine, è quanto mai necessario un ulteriore salto culturale all’interno della nostra comunità per restituire il dovuto rispetto e la massima tutela a chi si prende cura della salute pubblica.”

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